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Politica | 23 gennaio 2023, 17:35

I cassoni della diga arrivano a Pra’, Bucci: “Porto e città devono lavorare insieme”

Il sindaco di Genova e il presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Emilio Signorini, sono intervenuti al Consiglio Municipale del VII Ponente: “Noi pensiamo al futuro dei nostri figli”. Vibranti proteste delle opposizioni. I cittadini scendono in piazza e bloccano le strade di Voltri

I cassoni della diga arrivano a Pra’, Bucci: “Porto e città devono lavorare insieme”

I cassoni per la nuova diga foranea del Porto di Genova si faranno all’interno del sesto modulo del porto container di Pra’. Non c’è nessuna trattativa in questo senso, e non c’è alcuna alternativa. Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e Comune di Genova lo hanno ribadito oggi pomeriggio a Voltri, con il presidente Paolo Emilio Signorini e il sindaco Marco Bucci che sono intervenuti in qualità di ospiti alla seduta monotematica del Consiglio Municipale del VII Ponente, comunicando una decisione presa senza alcun confronto con la cittadinanza, mettendo giù l’ennesima servitù per il Ponente genovese a cose fatte e parlando di contropartite e opere di mitigazione il cui dibattito è in corso da decenni.

Il tutto mentre i cittadini del Ponente si sono fatti sentire, e anche molto calorosamente, nonostante le rigide temperature di questo pomeriggio in piazza Gaggero a Voltri: armati di fischietti rossi e di striscioni contro il progetto, i residenti, coordinati dai comitati Pegli Bene Comune, Pegli Lido, Comitato di Multedo, Comitato Palmaro, Comitato Per Pra’ e Fondazione Primavera, hanno prima organizzato un picchetto sotto alla sede del Municipio, e poi hanno improvvisato un corteo nella vicina via Camozzini, bloccando il traffico veicolare in direzione Ponente.

“Lo facciamo per il futuro dei nostri figli”, ha detto il sindaco Bucci, suscitando le proteste del pubblico presente nella sala del Consiglio Municipale: circa trenta persone, molte delle quali vicine all’amministrazione, che sono state fatte entrare parecchio prima rispetto all’orario d’inizio della seduta, e questo ha comportato il fatto che ci fossero poi meno posti disponibili per i rappresentanti dei comitati.

Il consigliere municipale del Partito Democratico, Claudio Chiarotti, ha chiesto a più riprese che le persone in piazza venissero accolte “almeno nell’atrio del palazzo municipale”, ma questa opzione non è stata accordata “per questioni di sicurezza”, come ribadito dal presidente del Municipio VII Ponente, Guido Barbazza. È toccato proprio a Barbazza governare un’aula che a tratti si è infuocata, e pure parecchio: “Stiamo lavorando per il futuro della nostra città - afferma il sindaco Bucci - Parliamo di opere che noi vedremo parzialmente, ma che sono fondamentali invece per il futuro dei nostri figli. Diciassette miliardi di euro per le infrastrutture: non possiamo permetterci di perdere questi finanziamenti, dopo che la città è rimasta ferma per oltre vent’anni e chi è venuto prima di me non ha fatto nulla”.

È stato il sindaco a confermare l’ufficialità del progetto dei cassoni a Pra’: “È tutto a vantaggio della città questo dialogo aperto fra il Comune e Autorità Portuale. Città e porto devono lavorare insieme, questo va a beneficio di tutti. Perché Pra’? Perché nel porto di Pra’ ci sono le profondità giuste per questo tipo di opera, mentre in altre parti dello scalo genovese non c’erano analoghe condizioni. Se qualcuno mi presenta delle alternative serie, siamo disposti a cambiare la sede del progetto sin da ora”.

Un discorso che Bucci, a dire il vero, fa spesso, come sul tema dei depositi costieri a Ponte Somalia: al riguardo, proprio di questo il sindaco ha fatto menzione, nel ricordare “che il Ponente non è lo zerbino, come ha detto qualcuno. In questo Municipio da quando ci siamo noi, sono stati investiti ottanta milioni di euro. Nessun altro Municipio ha ricevuto tanto”.

Sul dettaglio del progetto dei cassoni è entrato Paolo Emilio Signorini, con il supporto di alcuni tecnici di Autorità Portuale: “Inizialmente, i cassoni dovevano essere 59. Invece, anche ascoltando la cittadinanza e sentendo l’appaltatore, ne faremo a Pra’ solo 39, che sono il 40% del totale complessivo: in tutto ne servono 97”.

Il cosiddetto ‘dentino’ del sesto modulo sarà riempito con una piattaforma di trenta metri verso levante e altri trenta metri verso il mare: “Sarà su palificazione, quindi provvisoria. Tutto verrà smontato appena terminata la fabbrica dei cassoni. Che inizierà nella primavera del 2024 e durerà per due anni”.

I cassoni saranno larghi 66 metri, lunghi 30 metri e alti 33 metri, ma l’altezza fuori dall’acqua sarà di 17 metri. Un impianto di betonaggio sarà costruito direttamente sul cantiere, per evitare un più forte impatto sui trasporti: “Prevediamo tre camion all’ora che transiteranno dal casello autostradale per entrare direttamente in porto”, ha spiegato ancora Autorità Portuale. E ancora: “L’effetto potenziale dell’impatto acustico è risultato non significativo. L’inquinamento gassoso sarà dieci volte al di sotto dei limiti di legge”. Le opere di compensazione: “Il parco delle dune con quattro piazze pubbliche, la pista ciclabile che proseguirà sino a Levante, l’elettrificazione delle banchine, un nuovo ponte sulla fascia di rispetto”.

Proteste vibranti dai banchi dell’opposizione: “Sono opere di compensazione di cui si parla da anni e che i praesi aspettano - commenta Claudio Chiarotti - Delle dune si cominciò a discutere nel 2014. La narrazione per cui Genova ha futuro solo se esiste il porto, fa acqua da tutte le parti”. Massimo Currò del Movimento Cinque Stelle: “Il porto è un’ombra sempre più lunga sui cittadini, e sul valore dei loro immobili”. Alessio Boni della Lista RossoVerde: “La credibilità del porto rispetto alla città è ai minimi storici. Non è stato presentato nulla di nuovo”. Nulla di nuovo, già. Se non i cassoni. Quelli sì che sono nuovi. E saranno compagni ingombranti per i prossimi due anni, come minimo. E poi vallo a spiegare ai figli del Ponente, che non sono lo zerbino.

Alberto Bruzzone

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