Via libera unanime del consiglio regionale al disegno di legge 108 "Disposizioni in materia di trasporto pubblico locale", uno dei passaggi centrali della settimana decisiva per il futuro di Amt. Il provvedimento mette a disposizione 40 milioni di euro destinati al Comune di Genova e collegati al piano di risanamento dell’azienda di trasporto pubblico, che oggi pomeriggio approderà anche in consiglio comunale a Palazzo Tursi. Una misura che la maggioranza regionale presenta come un intervento necessario per garantire continuità al servizio, sostenere gli investimenti e mantenere pubblica l’azienda, mentre le opposizioni hanno votato a favore “per senso di responsabilità” nei confronti di cittadini e lavoratori, pur confermando critiche durissime sulla gestione che ha portato Amt alla crisi.
Il provvedimento: 40 milioni per Amt e il comitato di sorveglianza
Il disegno di legge 108, intitolato “Disposizioni in materia di trasporto pubblico locale”, prevede l’erogazione di 40 milioni di euro a favore del Comune di Genova, destinati a sostenere gli investimenti previsti dal piano di risanamento di Amt. Nel meccanismo illustrato nei giorni scorsi, le risorse regionali saranno trasferite a Tursi e poi girate all’azienda nell’ambito dell’operazione che comprende anche l’acquisto del deposito della metropolitana di via Adua, immobile di proprietà del Comune e valutato circa 52 milioni di euro.
A illustrare il contenuto della norma è stato il relatore di maggioranza Alessandro Bozzano: “Con questo disegno di legge l’ente Regione concede a favore del Comune di Genova, della Città Metropolitana e delle Province di Imperia, La Spezia e Savona contributi finalizzati a sostenere l’efficientamento del trasporto pubblico locale. Nel dettaglio è prevista l’erogazione di 40 milioni di euro a favore del Comune di Genova, destinati al sostegno degli investimenti previsti dal piano di risanamento del trasporto pubblico locale e della Città Metropolitana, da realizzare anche mediante l’acquisto di beni strumentali in virtù del piano del debito collegato alla procedura di composizione negoziata della crisi in corso”.
Accanto al contributo da 40 milioni per Amt, il disegno di legge prevede risorse anche per le aziende di trasporto pubblico delle province di La Spezia, Imperia e Savona. Con il via libera alla misura verranno attivate le procedure di pensionamento anticipato del personale dipendente del tpl su gomma, sulla base del fabbisogno raccolto da Città Metropolitana e Province, per un ammontare complessivo di 3,3 milioni di euro. L’obiettivo indicato da Regione Liguria è accompagnare il riordino del settore e lavorare alla prospettiva di una grande azienda regionale del trasporto pubblico.
L’erogazione, ha spiegato Bozzano, avverrà in un’unica soluzione, ma sarà subordinata all’omologa del piano da parte del tribunale, secondo quanto previsto dal codice della crisi d’impresa. Il Comune dovrà inoltre rendicontare ogni anno alla Regione, entro il 30 giugno, l’utilizzo delle risorse riferite all’anno precedente.
La norma prevede anche l’istituzione, da parte della giunta regionale, di un comitato di sorveglianza per monitorare l’attuazione degli investimenti previsti nel piano industriale dell’azienda.
Fondino per gli esodi: fino a 3,3 milioni per il settore
Accanto al contributo da 40 milioni, il ddl interviene anche sul fronte del personale, con risorse fino a 3,3 milioni di euro a sostegno degli esodi anticipati dei dipendenti delle aziende del trasporto pubblico locale. L’obiettivo, nelle intenzioni della maggioranza, è accompagnare i processi di efficientamento e riorganizzazione delle aziende, previa presentazione dei piani da parte degli enti competenti entro il 31 dicembre 2026.
Sul punto è intervenuto anche Matteo Campora, sottolineando il valore della misura: “Da tempo la rappresentanza dei lavoratori chiedeva il fondino per poter incentivare l’esodo dei dipendenti prossimi alla pensione. Questo fondo permetterà non solo ad Amt ma a tutte le aziende di trasporto ligure di aprire le porte ai giovani lavoratori. Oggi parliamo di un intervento su investimenti e su un’azienda storica. Vogliamo un’azienda pubblica, deve rimanerlo”.
Anche Federico Bogliolo ha rivendicato il significato del provvedimento, ricordando che la norma prevede “40 milioni di euro per Amt più il fondino da 3 milioni destinato al prepensionamento di 235 persone su tutta la regione Liguria”. Per Bogliolo “l’investimento di 40 milioni per Amt non è una pezza, ma un investimento sul futuro del trasporto pubblico locale”.
La maggioranza: “Atto politico di valenza alta, Amt resti pubblica”
La maggioranza ha rivendicato il provvedimento come un’assunzione di responsabilità della Regione in una fase delicata per il trasporto pubblico. Nella replica finale, Bozzano ha sottolineato il valore politico del voto unanime: “Apprendo favorevolmente che l’aula vota all’unanimità. Regione Liguria oggi compie un atto di valenza politica molto alta”.
Il consigliere Angelo Vaccarezza ha inquadrato la norma come un intervento di sistema, utile non solo per Amt ma anche per eventuali situazioni analoghe nelle aziende in house del trasporto ligure: “Questo provvedimento crea un contenitore che ci consente di intervenire su Amt oggi e domani su situazioni analoghe nel resto delle aziende in house. Qui c’è anche il pezzo del fondino: averlo oggi è una grande conquista nel rispetto dei lavoratori e delle aziende, per accompagnare le persone in pensione e rinnovare assumendo persone nuove”.
Vaccarezza ha poi ribadito la linea politica della maggioranza sul futuro dell’azienda: “Oggi è un’operazione politica: il trasporto pubblico locale è pubblico e tale rimarrà, pagato con soldi pubblici come stiamo facendo. Chi lo vuole privatizzare dovrà prima passare dal consiglio regionale”.
Sulla stessa linea Rocco Invernizzi, secondo cui il provvedimento “metterà a disposizione risorse essenziali anche per il prepensionamento dei lavoratori e mantiene gli impegni presi con le parti sindacali”. Per Invernizzi la legge “costituisce un modello e uno strumento normativo che consente alla Regione di intervenire in modo efficace per garantire sostenibilità economica e continuità del servizio”.
Carlo Bagnasco ha parlato di “una legge importantissima nella forma e nella sostanza”, invitando a “mettere da parte la politica e, con responsabilità, mettere questo contributo in prospettiva per Genova e per le altre realtà”. Armando Biasi ha invece richiamato la necessità di evitare demagogia: “Questo è un voto necessario di responsabilità e di coraggio, soprattutto per la città di Genova e per i lavoratori”.
Per Sandro Garibaldi, l’auspicio è che il Comune “possa fare buon uso dei fondi senza privatizzare i servizi e garantendo i lavoratori”. Marco Frascatore ha sottolineato il ruolo del comitato di sorveglianza: “I territori non devono essere lasciati soli e vanno sostenuti dove c’è necessità. Bene il comitato di sorveglianza previsto dalla norma: è un segnale che nessuno rimane indietro”.
Bucci: “Comune e Città Metropolitana nel monitoraggio, ma non nella legge”
Durante la discussione è stato presentato anche un emendamento dell’opposizione all’articolo 2, illustrato da Armando Sanna, per rafforzare il ruolo del comitato di sorveglianza e inserire figure di controllo collegate al Comune.
Il presidente della Regione Marco Bucci ha spiegato il motivo del parere contrario, aprendo però alla presenza di rappresentanti degli enti coinvolti negli accordi attuativi: “In teoria siamo favorevoli all’inserimento dei rappresentanti del Comune di Genova e della Città Metropolitana, ma il problema è che l’ufficio giuridico ha assolutamente sconsigliato di inserire nella legge un rapporto tra controllante e controllore. Nel team di sorveglianza non possono essere rappresentati entrambi, controllante e controllore. Per questo non possiamo approvare l’emendamento, ma posso dire chiaro e tondo che quando faremo l’accordo con il Comune, dentro il comitato di sorveglianza ci sarà un rappresentante del Comune e lo faremo in accordo, senza metterlo direttamente nella legge”.
Bucci ha dato disponibilità anche alla richiesta avanzata dalle opposizioni di convocare una commissione o un consiglio straordinario sul trasporto pubblico locale, per allargare il confronto oltre il caso Amt.
Le opposizioni votano sì: “Responsabilità verso cittadini e lavoratori”
Pur votando a favore, le opposizioni hanno usato il dibattito per contestare la gestione che, a loro giudizio, ha portato "Amt alla crisi attuale". Il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Avs e la Lista Orlando hanno spiegato il voto favorevole come un atto di responsabilità verso lavoratori, utenti e continuità del servizio.
Armando Sanna, del Pd, ha chiarito la posizione: “Noi oggi votiamo questo provvedimento a favore per senso di responsabilità. Ci assumiamo questa responsabilità dopo aver letto la proposta di legge e ascoltato le spiegazioni, ma se oggi siamo qui a mettere soldi per Amt e non a parlare di investimenti su azienda, lavoratori, servizio e utenti, qualcuno ha portato questa azienda in questa situazione”. Sanna ha poi rivolto l’attacco direttamente al presidente Bucci, ricordando il suo passato da sindaco di Genova: “Presidente Bucci, lei era seduto prima in via Garibaldi, faceva il sindaco di Genova, gestiva l’azienda Amt e oggi l’azienda versa in queste condizioni. Voi oggi con questo provvedimento non state regalando nulla per migliorare qualcosa: state intervenendo su una situazione che avete portato alla deriva”.
Anche il segretario regionale del Pd Davide Natale ha criticato la narrazione del provvedimento come intervento di rilancio: “La lettera del Comune è frutto della crisi straordinaria dell’azienda della principale città della regione. Non è una richiesta di 40 milioni per rilanciare il trasporto pubblico: sono risorse chieste per mettere una toppa che, come ha detto il presidente di Amt, è indispensabile ma insufficiente per mettere in sicurezza Amt. È una manovra di bilancio, non una manovra per il trasporto pubblico locale. È soltanto una manovra di salvezza di una società”.
Molto critica anche Selena Candia, di Avs: “Spiace non sentire dai colleghi del centrodestra dire chi è il responsabile, perché è il presidente della Regione Marco Bucci. Il Comune appena insediato si è trovato questa situazione. Oggi siamo responsabili e votiamo questo provvedimento per dare una risposta ai lavoratori e ai cittadini, ma è un tappare i buchi”. Candia ha chiesto un cambio di passo complessivo sul settore: “Il trasporto pubblico locale è in crisi da oltre dieci anni. Proponiamo un nuovo consiglio straordinario sul trasporto pubblico. Se andiamo avanti così il tpl sarà sempre più difficile da garantire. Serve una visione sistemica e va richiesto un intervento serio nazionale”.
Sulla stessa linea Andrea Orlando, che ha spiegato il voto favorevole con la necessità di evitare conseguenze peggiori: “Non vogliamo che Amt vada a gambe all’aria, perché ci sarebbero conseguenze su tutto il trasporto regionale. Le conseguenze sarebbero gravi per tutta la Liguria. Chiederemo un consiglio straordinario sulla programmazione del trasporto pubblico locale”.
Per Gianni Pastorino, della Lista Orlando, il provvedimento conferma la gravità della crisi aziendale: “L’azienda ha tre istanze di fallimento. Se siamo in un piano di risanamento chiesto per scudare una richiesta di fallimento della procura di Genova, evidentemente l’azienda non era stata gestita bene. Questo provvedimento parla di intervento straordinario nei confronti di Amt, non di trasporto pubblico locale. Non è che se Genova piange, le altre province ridono”.
Il consigliere del Movimento 5 Stelle Stefano Giordano ha parlato di “fallimento politico e industriale di un modello di gestione del trasporto pubblico locale raccontato per anni ai cittadini come moderno, efficiente e sotto controllo”. Secondo Giordano, “la narrazione del modello Amt è crollata sotto i numeri. Oggi Amt può diventare due cose: l’ennesimo salvataggio che rinvia il problema o il punto di rottura definitivo con un modello che ha evidenziato tutti i suoi limiti. Voteremo a favore per rispetto dei lavoratori, dei cittadini e di chi ha trovato macerie”.
Il voto e il prossimo passaggio a Tursi
L’aula ha approvato il provvedimento all’unanimità. L’articolo 1 ha ottenuto 28 voti favorevoli, mentre l’articolo 2 è stato approvato con 29 voti favorevoli. Il via libera regionale rappresenta il primo passaggio istituzionale della giornata sul dossier Amt.
Nel pomeriggio il piano di risanamento arriverà in consiglio comunale a Palazzo Tursi, dove la maggioranza sarà chiamata ad approvare la delibera di indirizzo collegata alla manovra complessiva sull’azienda. Sul tavolo restano i nodi già emersi in commissione: ricapitalizzazione, operazione sul deposito di via Adua, accordi con i creditori, strumenti finanziari partecipativi legati a Trenitalia, efficientamento, esodi volontari, tariffe e monitoraggio dei chilometri prodotti.













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