Una presa di posizione netta, destinata ad alimentare il dibattito politico e ambientale in Val Bormida. I sindaci di Altare, Carcare e Murialdo confermano infatti, “con ancora maggiore convinzione”, il loro parere negativo alla realizzazione di un termovalorizzatore nell’area, ribadendo che il territorio non può sostenere ulteriori pressioni ambientali.
Il messaggio scelto per accompagnare la mobilitazione è chiaro: “Diciamo no all’inceneritore, difendiamo la nostra valle”.
La posizione delle amministrazioni arriva mentre cresce la mobilitazione di cittadini e associazioni locali, preoccupati per le possibili ricadute sanitarie e ambientali dell’impianto. Nel manifesto diffuso in queste ore, i tre Comuni invitano la popolazione a partecipare a una riunione pubblica convocata per venerdì 15 maggio alle 20.30 al Centro Polifunzionale di Carcare.
“Non sussistono le condizioni per ospitare impianti che possano ulteriormente aggravare, anche solo potenzialmente, il carico ambientale del nostro territorio”, spiegano in una nota i sindaci Rodolfo Mirri, Roberto Briano e Michele Franco.
Un messaggio che richiama la storia industriale complessa della Val Bormida, segnata per decenni dalla presenza di attività produttive pesanti e da emergenze ambientali che hanno lasciato un segno profondo nella memoria collettiva.
Al centro del confronto resta così il difficile equilibrio tra esigenze di sviluppo industriale, gestione dei rifiuti e tutela ambientale di un territorio che continua a interrogarsi sul proprio futuro.













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