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Politica | 08 maggio 2026, 13:51

La consigliera Biglia sul Piano idrogeologico regionale: "La prevenzione vale più dell'emergenza"

Interventi mirati anche nell’Astigiano, da Nizza Monferrato a Canelli, per proteggere le comunità più esposte

La consigliera Biglia sul Piano idrogeologico regionale: "La prevenzione vale più dell'emergenza"

La Giunta regionale ha dato il via libera al quarto programma di interventi di manutenzione idraulica, un piano strutturato che punta a rafforzare la sicurezza del territorio piemontese di fronte alle sfide poste dai cambiamenti climatici. Il provvedimento prevede la realizzazione di 94 nuovi interventi distribuiti su tutto il territorio regionale, con una movimentazione stimata di circa 897 mila metri cubi di materiale per migliorare la tenuta dei corsi d'acqua.

"Con 94 nuovi interventi mettiamo in sicurezza il Piemonte. La prevenzione oggi vale più di ogni emergenza domani", ha dichiarato Debora Biglia, vice presidente della prima Commissione consiliare regionale e consigliere regionale di Forza Italia. Secondo l'esponente azzurra, la tutela dell’ambiente non può essere un’azione estemporanea dettata dall'urgenza, ma deve basarsi su una pianificazione quotidiana. "La sicurezza del territorio non si improvvisa quando arriva un’alluvione, si costruisce ogni giorno con programmazione, manutenzione e scelte concrete", ha aggiunto, sottolineando come il nuovo programma rappresenti una risposta lungimirante al crescente rischio idrogeologico.

L'attenzione del piano si concentra in modo significativo sull'area dell'astigiano, coinvolgendo comuni come Monastero Bormida, Mombaldone, San Giorgio Scarampi, Cessole, Canelli, Castelnuovo Belbo, Incisa Scapaccino e Nizza Monferrato. In queste zone strategiche verranno avviate opere fondamentali per il consolidamento delle sponde, la pulizia degli alvei e la riduzione del potenziale rischio di esondazione. "Per me è motivo di orgoglio vedere inseriti in questo piano territori che conosco bene e che da anni chiedono attenzione. Qui la manutenzione non è un’opzione, è una necessità", ha commentato la consigliera regionale.

Il modello adottato dal Piemonte si distingue per la capacità di generare valore senza pesare sulle finanze pubbliche. I dati dei primi tre programmi confermano l'efficacia di questa strategia: 130 interventi già conclusi e oltre un milione di metri cubi di materiale movimentato hanno prodotto circa 930 mila euro, risorse che sono state interamente reinvestite a beneficio delle comunità locali. "Questo programma conferma un modello che funziona e che produce risultati senza gravare direttamente sulle casse pubbliche. È la dimostrazione che buona politica e buona amministrazione possono camminare insieme", ha precisato la consigliera.

L'urgenza di tali interventi è confermata dalla fragilità del territorio regionale: attualmente il 7,6% della superficie piemontese è classificato come area a pericolosità di frana, mentre oltre 140 mila cittadini risiedono in zone esposte a rischio idraulico. Tra il 2016 e il 2024, la frequenza di eventi meteorologici estremi ha messo a dura prova le infrastrutture, rendendo indispensabile un cambio di paradigma. "Davanti a questo scenario non possiamo limitarci a rincorrere le emergenze. Dobbiamo prevenire, pianificare e intervenire prima", ha ribadito la Vice Presidente.

L'obiettivo finale del provvedimento è quello di garantire un futuro più sicuro ai residenti, valorizzando al contempo il patrimonio naturale e montano della regione. "Questo quarto programma non rappresenta soltanto un elenco di cantieri, è una visione precisa di Piemonte", ha concluso Biglia, assicurando il proprio impegno affinché ogni risorsa destinata alla prevenzione si traduca in sicurezza e sviluppo per tutti i comuni, senza lasciare indietro nessuno.

Redazione

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