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Politica | 11 maggio 2026, 11:55

Cuneo, quel gruppone civico in cerca di un centro di gravità permanente in vista delle comunali 2027

“Centro per Cuneo”, uno dei due pilastri dell’attuale maggioranza consiliare, è in mezzo al guado. I nodi da sciogliere, oltre alle alleanze, sono la non facile indicazione della prossima leadership e come assicurarsi il “rinnovamento nella continuità” nella formazione della prossima lista

Cuneo, quel gruppone civico in cerca di un centro di gravità permanente in vista delle comunali 2027

“Cerco un centro di gravità permanente, che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose e sulla gente”…
Potrebbe essere più o meno questo il leit motiv del gruppo “Centro per Cuneo” che, in questi giorni, si sta dibattendo sul da farsi in vista delle elezioni comunali del 2027.

Al testo della nota canzone di Battiato, si potrebbe aggiungere (rispetto al tema del cambiare idea) un esplicito riferimento alle alleanze.

Restare col Pd e i Democratici e solidali? Azzardare una corsa in solitaria, tutta civica, all’insegna del “chi ci sta ci sta”? Cercare sponde col centrodestra (almeno quello moderato)? Lanciare l’amo agli Indipendenti sperando di riuscire a sedurli? Rimodulare le alleanze prendendo a modello il Patto Civico?

Sono questi i temi sul tavolo del gruppone civico centrista, che da due consiliature rappresenta una delle due colonne della maggioranza consiliare nella città capoluogo di provincia.

Il “caso Cuneo” è singolare perché si è in presenza di una maggioranza che – specie dopo le elezioni regionali – è divenuta ibrida.

La sindaca, Patrizia Manassero, ex senatrice, come noto, è espressione del Pd, mentre quasi metà giunta guarda al centrodestra liberaldemocratico avendo sostenuto il presidente Cirio e la sua lista nell’ultima tornata delle elezioni regionali del 2024.

Ma se il nodo delle alleanze resta gordiano, prima di questo (o comunque insieme a questo) ve ne sono altri non meno ostici.

Ammesso e non concesso che l’alleanza attuale venga riproposta, chi sarà l’uomo o la donna cui Centro per Cuneo affiderà la propria sorte nella corsa al municipio?

Il nome che circola con insistenza è quello dell’avvocato Enrico Collidà, che però non è ancora uscito allo scoperto in attesa di decidere se restare o meno alla guida de “La Gemma”, società interamente partecipata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

Accanto a lui restano in pista almeno altri due “papabili”: il vicesindaco Luca Serale e l’assessora alla Cultura Cristina Clerico.

Nomi entrambi qualificati e spendibili a seconda della tipologia di alleanze.

Il primo, data la sua storia più centrista, potrebbe rispondere meglio ad un’ipotesi più propriamente civica qualora si ritornasse ad un modello “Borgna Uno”.

La seconda potrebbe essere gradita (o comunque non dispiacere) al Partito Democratico, qualora si riproponesse una riedizione della coalizione uscente.

Ma la questione da dirimere nell’immediato, propedeutica alle decisioni future, è se la squadra uscente verrà riproposta nella sua quasi totalità o se, come si vocifera, verrà definita all’insegna del “vino nuovo in otri nuovi”.

Un primo incontro, svoltosi la scorsa settimana, ha evidenziato quanto il percorso sia ad ostacoli e nasconda non poche insidie.

La posta in gioco infatti – prima di ogni altra considerazione/valutazione – è la  compattezza di un gruppo che è numericamente importante ma eterogeneo e, dunque, politicamente fragile.

La formazione della prossima lista andrà pertanto gestita con la massima delicatezza facendo proprio lo slogan democristiano degli anni ’80 “rinnovamento nella continuità”.

Giampaolo Testa

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