Il viaggio verso il Nord America di Nave scuola Amerigo Vespucci riparte da Genova e diventa anche l’occasione per rivendicare il valore delle Forze Armate, della Marina e degli Alpini. A margine della cerimonia di partenza della storica unità della Marina Militare, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato dell’orgoglio italiano, del ruolo simbolico del Vespucci nel mondo e delle polemiche che in questi giorni hanno accompagnato la presenza delle penne nere in città.
Interpellato sul sentimento di orgoglio nazionale espresso da molti cittadini arrivati a Genova per vedere la nave, Crosetto ha risposto: "Io sono sempre stato orgoglioso di essere italiano, non solo quando vedo navi Vespucci, non solo quando vedo gli Alpini, ma non solo nei momenti di festa. Perché so che la Marina, quando abbiamo momenti di difficoltà, è la prima a essere schierata, e so che queste penne nere che adesso stiamo vedendo festeggiare, bere e mangiare a Genova, sono i primi a arrivare quando c'è una crisi, quando c'è un terremoto, quando c'è un problema. Non soltanto le forze armate, ma anche l'associazione nazionale Alpini e le altre associazioni nazionali. Quello è lo spirito giusto con cui abbiamo costruito l'Italia e con cui dobbiamo renderla ancora più grande".
La partenza del Vespucci si inserisce in un contesto internazionale segnato dalle tensioni e dal tema della sicurezza della navigazione. Alla domanda sulla possibilità che altre navi italiane possano partire in caso di cessate il fuoco nello stretto di Hormuz, il ministro ha spiegato: "Io mi auguro che partiranno perché vorrebbe dire che c'è la pace a Ormuz che può riprendere la navigazione e che c'è bisogno di una coalizione internazionale che lo consenta nei tempi più rapidi possibili, perché quello vorrebbe dire che avremo anche meno problemi sulle nostre tavole visto l'aumento che c'è stato di tutto o alle pompe di benzina. Vorrebbe dire che almeno una parte dei problemi che ci stanno massacrando da troppi anni l'abbiamo risolta. Mi auguro che sarà possibile dopo il voto parlamentare e quindi che ci sia una tregua e la pace a Hormuz".
Crosetto si è poi soffermato sul significato del Vespucci come ambasciatore dell’Italia nel mondo: "Significa tante cose. Significa la storia italiana, la tradizione italiana, ma anche l'Italia di adesso, quella dell'eccellenza del design, dell'eccellenza tecnologica, dell'eccellenza industriale e significa la difesa di quei valori che sono le fondamenta di una repubblica, di una democrazia e in momenti tristi come questi che sono la difesa di un diritto che noi vogliamo che prevalga sempre perché senza diritto, senza regole internazionali i più deboli, e noi come nazioni non siamo tra i più forti, hanno solo da perdere".
Il ministro ha anche difeso gli Alpini dalle accuse e dalle polemiche emerse in questi giorni, pur distinguendo eventuali comportamenti individuali dal valore complessivo del corpo e dell’Associazione Nazionale Alpini. "Io non penso che gli alpini molestino, non penso che gli alpini siano qua per festeggiare, per essere quello che sono. Poi magari c'è qualche stupido e se c'è qualche stupido è giusto che venga ripreso, ma i primi a riprenderlo sono gli alpini. Non c'è bisogno di qualcuno che si erga a giudice di uomini che hanno dimostrato di essere sempre e in ogni momento al servizio degli altri".
Crosetto ha ricordato anche il ruolo degli Alpini nelle emergenze e nei grandi eventi: "Abbiamo ricordato l’altro giorno i 50 anni al terremoto del Friuli, i primi ad arrivare furono gli alpini dell'Associazione Nazionale che hanno aiutato a ricostruire. Abbiamo finito troppo con le Olimpiadi, chiedete il contributo che è stato dato dall'Associazione, non solo dalle Forze Armate, ma dall'Associazione Nazionale Alpini, alle Olimpiadi perché tutto funzionasse bene".
Infine, sul cappello alpino donato ai volontari della Difesa e sulle polemiche che ne sono seguite, il ministro ha aperto alla possibilità di un rafforzamento dello strumento militare, rimandando però ogni decisione al Parlamento: "Guardi, io penso che le Forze Armate sono aperte a qualunque volontario che voglia entrarci. Penso che in futuro dovremo aumentare lo strumento militare, stiamo studiando come farla, lo deciderà il Parlamento".













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