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Politica | 12 maggio 2026, 13:50

Amt, Bucci chiude ai privati: “Deve restare pubblica: l’obiettivo è una grande azienda regionale”

Il presidente della Regione interviene in aula in occasione della discussione sul Ddl che stanzia 40 milioni per il piano di risanamento: “È una strategia sul Tpl ligure, non solo un intervento su Genova”. E sul consiglio straordinario chiesto dalle opposizioni: “Discuteremo con i numeri cosa è successo”

Amt, Bucci chiude ai privati: “Deve restare pubblica: l’obiettivo è una grande azienda regionale”

Amt deve restare pubblica e il piano di risanamento non va letto solo come un intervento emergenziale su Genova, ma come un tassello di una strategia più ampia sul trasporto pubblico regionale. È il messaggio lanciato dal presidente della Regione Marco Bucci durante il dibattito in consiglio regionale sul disegno di legge che stanzia 40 milioni di euro a favore del Comune di Genova, risorse collegate alla manovra di risanamento dell’azienda di trasporto pubblico locale.

Il provvedimento è stato approvato all’unanimità dall’aula, con il voto favorevole anche delle opposizioni, che hanno motivato il sì con il senso di responsabilità verso lavoratori e cittadini pur attaccando la gestione che ha portato Amt alla crisi. Una scelta che Bucci ha voluto riconoscere in apertura del suo intervento: “Ringrazio la minoranza per il voto favorevole, perché è un bel gesto, importante. Far vedere che siamo tutti coerenti e dedicati a fare qualcosa di importante per i lavoratori e per i cittadini è una cosa bella e nobile”.

La strategia regionale: “Una grande azienda ligure del trasporto pubblico”

Bucci ha però respinto la lettura del ddl come semplice risposta alla richiesta di aiuto arrivata dal Comune di Genova. Secondo il presidente, il provvedimento si inserisce in una visione più ampia: “La cosa principale è che c’è una strategia in Regione sul trasporto pubblico locale. C’è la volontà di intraprendere percorsi per creare un’azienda di trasporto pubblico locale per tutta la Regione Liguria: più è grossa, meglio è, perché ha più risorse, più possibilità di ottimizzare e di stare sopra la soglia critica. Lo insegna il business, non io”.

L’obiettivo, ha spiegato Bucci, è andare verso un modello di trasporto più integrato, capace di superare la frammentazione attuale. “Ci sono strategie e idee per l’estensione del tpl, che chiamerei trasporto pubblico regionale. Che poi questo sia legato al trasporto su ferro e forse, in futuro, al trasporto su autostrade o su aeroporto, vedremo come andrà a finire. C’è una strategia”.

I 40 milioni al Comune: “Volevamo entrare in Amt, ma non si può fare”

Il presidente ha poi chiarito il meccanismo scelto dalla Regione per sostenere il piano. Le risorse non andranno direttamente ad Amt, ma al Comune di Genova, perché, ha spiegato, un ingresso diretto della Regione nel capitale dell’azienda non era percorribile.

Quella che facciamo oggi è un’azione importante per il Comune di Genova, perché diamo investimenti a loro, non all’azienda. Non potevamo farlo. Volevamo entrare nel capitale di Amt, ma non si può fare. Così abbiamo scelto un’altra azione: dare il capitale per gli investimenti al Comune”.

Il riferimento è al disegno di legge approvato dall’aula, che consente alla Regione di mettere a disposizione 40 milioni nell’ambito del piano di risanamento, oltre al cosiddetto “fondino” per accompagnare gli esodi nel settore del trasporto pubblico locale.

Il nodo dei conti: “Vedremo il bilancio 2024, ci sono osservazioni critiche”

Nel suo intervento Bucci è tornato anche sulle polemiche relative ai conti di Amt e del Comune di Genova, richiamando il confronto politico degli ultimi mesi. “Il Comune aveva detto buco da 50 milioni a giugno, poi pochi mesi fa 47 milioni di attivo. Uno cattivo potrebbe dire: con 47 milioni di attivo questa azione da 40 milioni potevano farla loro e non noi come Regione, ma io non dico questo”.

Il presidente ha poi ricordato che il bilancio 2024 di Amt non è ancora stato approvato definitivamente: “Vedremo come sarà il bilancio 2024, che ancora non c’è. Siccome a me è arrivata la bozza del bilancio, ci sono tante osservazioni critiche. Sono scritte in una lettera ufficiale da me e dai consulenti verso Amt”.

Bucci ha precisato che il bilancio non era l’oggetto della discussione odierna, ma ha sottolineato il legame con il piano di risanamento: “Oggi facciamo un’azione che entra nel piano di risanamento Amt, che è stato fatto in diverse versioni ed è ancora in discussione. Voglio essere onesto e dire cosa pensiamo noi di questo piano, entrandoci con 40 milioni di capitale e 110 milioni assicurati per i prossimi cinque anni, oltre al fondino per Amt e per tutta la Liguria”.

“Non vogliamo privati in Amt, sarebbe un errore enorme”

Il passaggio più netto dell’intervento è stato quello sul futuro dell’azienda. Bucci ha escluso l’ipotesi di un ingresso dei privati in Amt, richiamando anche l’esperienza di Atp: “Quando abbiamo iniziato a fare il sindaco nel 2017 mi sono trovato di fronte ad Atp, dove c’erano privati, e questo ha creato problemi che poi abbiamo risolto. Il sindaco prima di me aveva fatto entrare i privati al 49% in Atp, ed era sbagliato. Non vorrei si ripetesse oggi”.

Da qui la posizione politica della Regione: “Non vogliamo i privati in Amt, deve rimanere pubblica. L’azienda pubblica lavora per la città, il privato per il profitto. Quindi, se non fa profitto, verrebbe chiusa nel caso fosse gestita da privati. Fare entrare i privati in Amt è un errore enorme e noi faremo il possibile perché questo non avvenga”.

Una dichiarazione che arriva in una fase in cui il tema del futuro assetto dell’azienda è al centro dello scontro politico, anche alla luce degli accordi con i creditori e dei passaggi tecnici previsti dal piano di risanamento.

“Non è un piano solo per Genova”

Bucci ha poi rivendicato la portata regionale del provvedimento. Secondo il presidente, il ddl non riguarda solo Amt, anche se lo stanziamento principale di oggi è destinato al Comune di Genova: “Questa legge ci dà la possibilità di estendere il supporto a tutte le province e a tutte le aziende liguri di trasporto. Il fondino è già previsto anche come quote per ciascuna provincia e nell’articolo 1 c’è scritto chiaramente: altri piani di risanamento? Noi siamo disponibili a farlo per tutte le province”.

Per Bucci, quindi, “dire che questo piano è dedicato a Genova non è corretto. Lo stanziamento di oggi sì, ma la possibilità di farlo vale per tutti gli altri”.

Apertura al consiglio straordinario sul tpl

Il presidente ha infine raccolto la richiesta arrivata dalle opposizioni di convocare un consiglio straordinario sul trasporto pubblico locale. Un’occasione, secondo Bucci, per discutere non solo della situazione attuale di Amt, ma anche delle cause che hanno portato alla crisi.

Io non penso che i cittadini della provincia di Genova in questi sette anni e mezzo non siano stati contenti della gestione dei trasporti: i bus sono sempre arrivati, gli stipendi sono stati pagati e anche i fornitori”, ha detto.

Poi l’apertura al confronto: “Ci sono state due componenti importanti che nel 2024 e in parte nel 2025 hanno mascherato la realtà del sistema e ne parleremo con un consiglio dedicato ai trasporti. Siamo favorevoli a farlo: discuteremo con i numeri e con ciò che è successo, perché è successo in Amt. Leggeremo i numeri nel consiglio richiesto”.

Il nuovo passaggio politico arriverà ora a Palazzo Tursi, dove il consiglio comunale sarà chiamato a votare la delibera di indirizzo sul piano di risanamento di Amt.

Federico Antonopulo

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