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Politica | 02 marzo 2026, 21:55

Tanti ringraziamenti ma poche risposte: non c'è una data per il nuovo ospedale di Cuneo

L'orizzonte si ferma al 2028, quando sarà validato il Progetto di fattibilità tecnico economica. Duro intervento di Silvia Merlo nel consiglio comunale straordinario sul futuro del Santa Croce e Carle

Tanti ringraziamenti ma poche risposte: non c'è una data per il nuovo ospedale di Cuneo

Non è bastata all’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi arrivare in Consiglio comunale a Cuneo con la recentee attesa nomina del nuovo direttore generale del Santa Croce e Carle di Cuneo per rassicurare i consiglieri e l’assemblea civica del capoluogo. 

Nel presentare il cronoprogramma, definito «prudente e realistico», Tranchida ha indicato come orizzonte il 2028, con l’approvazione del PFTE. Una prospettiva che però non ha convinto il Consiglio comunale. Perché manca la data di costruzione e fine lavori. 

Il nodo resta quello dei tempi: troppe, negli anni, le date annunciate senza essere rispettate.L'ultimo annuncio, nel 2024, poco dopo la nomina, sempre da parte di Riboldi, in Prefettura a Cuneo: ospedale pronto nel 2031. Oggi date non ce ne sono state: ma l’aula le chiede, anche per poter verificare — e, se necessario, contestare — l’eventuale fallimento di un nuovo cronoprogramma.

Sono intervenuti, dopo la padrona di casa, la sindaca Patrizia Manassero, l'assessore Riboldi, che ha difeso la scelta dei fondi Inail per la costruzione del nuovo ospedale, evidenziando come la Sanità debba restare pubblica anche e soprattutto per chi non riesce più ad avere accesso alle cure, il nuovo direttore generale Franco Ripa, l'ex commissario Livio Tranchida, il presidente della Provincia Luca Robaldo e la presidente della conferenza dei sindaci dell'Asl Roberta Robbione.

Tranchida ha presentato un cronoprogramma che, come detto, non ha convinto. Evidenziando come la data del 9 marzo, giorno in cui dovrebbe essere pubblicato il bandi di gara per la progettazione del nuovo ospedale, potrenne slittare per garbo istituzionale nei confronti del Consiglio di Stato, qualora non si fosse ancora pronunciato in merito sl ricorso di INC spa.

La tabella di marcia prevede la pubblicazione della gara nel marzo 2026, con scadenza per la presentazione delle domande fissata a maggio dello stesso anno e la successiva individuazione della commissione giudicatrice. Nel luglio 2026 si entrerà nella fase di valutazione delle offerte tecniche e nell’apertura delle proposte economiche, mentre l’aggiudicazione della procedura è prevista per ottobre e la firma del contratto con il soggetto vincitore entro dicembre 2026.

Il percorso proseguirà poi con la progettazione del PFTE, il cui completamento è indicato per settembre 2027, seguita dalla conferenza dei servizi nell’ottobre successivo. Le ultime fasi riguarderanno la validazione e la verifica del progetto, con le relative procedure previste entro il 2028, segnando così un passaggio fondamentale verso la concreta realizzazione dell’intervento.

Questo quanto spiegato da Livio Tranchida, che ha ricordato come ci siano 410 milioni di risorse per un ospedale modulare da 805 posti letto totali.

Dopo di lui Luca Robaldo, che ha ricordato il balletto di date dal 2023 a oggi. Concludendo: "La data di oggi ci aiuta a individuare un cronoprogramma e un tempo". 

Non è stata dello stesso avviso la presidente della Fondazione ospedale Cuneo Silvia Merlo, la prima ad entrare a gamba tesa, senza che nessuno le fischiasse il fallo. Anzi. La Merlo ha avuto toni duri. Un affondo netto, condiviso trasversalmente. 

"Una vicenda lunga, lunghissima, che affonda le sue radici decenni fa. Nel tempo si sono susseguiti cambi di impostazione, atti amministrativi modificati, percorsi rivisti. Eppure, ad oggi, ci troviamo ancora di fronte a un cantiere che non è concreto, con lavori che non sono iniziati.

L’ospedale non è in discussione. È un presidio di eccellenza, riconosciuto in tutto il Piemonte, grazie soprattutto alle persone che ogni giorno vi lavorano. Donne e uomini che, con fatica, passione, dedizione e spirito di sacrificio, continuano a mandarlo avanti, garantendo qualità e assistenza ai cittadini.

Molte risposte sono state date, ed è giusto riconoscerlo. Ma come Fondazione sentiamo il dovere di affermare con chiarezza che oggi abbiamo bisogno di fatti concreti. Nel pieno rispetto delle decisioni della magistratura, non possiamo però permettere che i loro esiti diventino l’unico orizzonte entro cui si muove questo progetto. Un ricorso non può e non deve trasformarsi in uno stop alla progettazione.

Abbiamo assistito, negli anni, a cronoprogrammi che via via slittavano, rinviando continuamente il momento decisivo. Oggi chiediamo indicazioni precise sulle risorse disponibili e, soprattutto, chiediamo di sapere se siano realmente sufficienti. Se non lo sono, è giusto dirlo con trasparenza.

Chiediamo un cronoprogramma definitivo, pubblico, serio. Un cronoprogramma che non si fermi a un generico 2028, subordinato a eventuali ricorsi di terzi, ma che dia certezze vere. Un cronoprogramma che dica chiaramente quando verrà posata la prima pietra.

Questo territorio ha bisogno del nuovo ospedale. Non è più il tempo dell’attesa indefinita. La pazienza è colma.

Servono una governance stabile, competente e duratura, perché chi inizierà questo ospedale dovrà anche portarlo a termine. Servono responsabilità chiare e continuità nelle scelte.

Per questo chiediamo anche l’istituzione di un tavolo permanente di confronto, dove tutti i portatori di interesse possano essere coinvolti e allineati, in un percorso trasparente e condiviso.

Non chiediamo promesse. Chiediamo tempi certi, risorse certe e impegni concreti. Perché questo ospedale non è solo un’opera pubblica: è una necessità, una responsabilità verso chi lavora al suo interno e verso tutta la comunità che attende risposte". 

Dopo la Merlo, sono intervenuti anche numerosi consiglieri comunali. 

L’intero Consiglio comunale ha infatti evidenziato come il lungo percorso legato prima al partenariato pubblico-privato e poi al ricorso ai fondi Inail abbia comportato una perdita di almeno quattro anni per la città, rallentando in modo significativo l’avanzamento del progetto, così come ha evidenziato Claudio Bongiovanni di Cuneo Mia. 

Da parte dei consiglieri intervenuti, da Boselli a Sturlese fino a Claudia Carli, è stato sottolineato proprio il cambio di rotta delle due giunte e dei due assessori alla Sanità, Genesio Luigi Icardi prima e Federico Riboldi adesso. Prima il PPP, difeso senza se e senza ma da Icardi e poi, a distanza di pochi anni, la scelta di realizzare l'ospedale con i fondi Inail. 

In ballo, cose non banali, la questione viabilità e accesso al nuovo ospedale, il futuro degli attuali spazi e l'impatto dello spostamento fuori dall'altipiano della più grande azienda del capoluogo. Perché non lasciarla in città? ha chiesto Ugo Sturlese. "Ci siamo detti che va tutto bene, ma ringrazio la presidente Merlo. che ha ricordato che non è così", ha detto ancora

"Cuneo è stata penalizzata dai pasticci regionali, dagli interessi, dalle promesse inutili, dalle battaglie interne in Regione ed in Comune, avrebbe diritto ora all’uso del finanziamento pubblico come risarcimento.

Attendiamo da 4 anni e ci chiediamo quali garanzie oggi l'assessore Riboldi sia in grado di dare circa il fatto che tra qualche anno non avremo davanti qualche altro assessore, con una nuova soluzione per il nuovo ospedale di Cuneo" ha detto ancora Bongiovanni, che sul finale ha contestato le repliche di Riboldi e Tranchida. "Non avete risposto alle mie domande". Tra queste, la possibilità di prendere visione del quadro economico dell'opera, il computo metrico e il piano economico finanziario, così come proposti dalla lNC spa nella sua offerta, e lo stato delle aree presso la zona del Carle

Una data di fine lavori non c'è. C'è, ribadita da Riboldi, la disponibilità della Regione al confronto costante sul tema. E c'è il peso di un incarico cruciale per il futuro della Sanità provinciale sulle spalle di Franco Ripa. Con gli occhi della città di Cuneo e dell'intera provincia puntati addosso. 

Barbara Simonelli

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