Giulia Marro, cuneese classe 1988, dal 2024 è consigliera regionale nella lista Alleanza Verdi Sinistra.
Attenta ai temi del sociale, ambito in cui si è ritagliata un ruolo importante come voce della sinistra ecologista e civica piemontese, con un’identità costruita più sull’attivismo e sul lavoro sociale che su percorsi politici tradizionali, vanta anche esperienze importanti in ambito internazionale, sempre legate ai temi che le stanno a cuore.
Diritti, immigrazione, uguaglianza, welfare e giustizia.
Sono proprio in questo ambito le sue battaglie. Se c'è una manifestazione per la pace, un'iniziativa per il benessere dei detenuti, una causa a favore delle frange più fragili della società, Giulia Marro c'è. Come non manca mai ad eventi e inaugurazioni in ogni angolo della Granda.
Nella sua veste di consigliera regionale, che la vede impegnata ovunque, non perde di vista la sua città, Cuneo. Per la quale sta lavorando in direzione 2027, quando il capoluogo tornerà alle urne per il rinnovo del suo governo.
Un impegno come candidata sindaca?
"Non l'ho mai smentito", risponde. Poi chiarisce: "Non ho mai smentito che ci siano molte voci su questo, ma mi ritengo troppo giovane politicamente per una sfida così importante. Sto lavorando perché si crei qualcosa di nuovo in una città che lo sta chiedendo".
Qualcosa di nuovo, per la Marro, significa primariamente "persone nuove e soprattutto giovani. Che rappresentino chi non va a votare. Non può esserci partecipazione senza rappresentanza".
E senza partecipazione, non c'è democrazia.
Sul fronte delle possibili alleanze, commenta: "In Piemonte Possibile sta con Alleanza Verdi Sinistra, mentre a livello nazionale il quadro è diverso. Questo mi lascia molta libertà".
Tuttavia, la priorità indicata è un’altra: "Non è ancora il momento di parlare di schieramenti. Per me il tema centrale è quello del rinnovamento. Sono impegnata nella costruzione di un percorso che porti ad un cambio di rappresentanza, coinvolgendo persone giovani, capaci di portare novità nell’assetto cittadino, perché la città lo chiede. Servono persone nuove".
Non pensa alla sua candidatura, che ritiene prematura. Punta alla partecipazione, provando a costruire una squadra che rappresenti chi, a Cuneo, non si sente rappresentato da tempo. "I tanti cuneesi che mi hanno votato mi consentono di avere voce e ruolo in questo progetto".
Una sfida? "Soprattutto una responsabilità".













Commenti