Il dibattito politico sulla sicurezza urbana ad Asti si infiamma nuovamente, mettendo ancora una volta al centro della polemica l'area tra via Cavour, corso Matteotti e il Movicentro. A innescare il confronto sono state le recenti dichiarazioni di Mario Bovino, attuale coordinatore provinciale di Azione e per due volte assessore delle giunte guidate da Maurizio Rasero. Ieri Bovino aveva descritto l'area come una sorta di "zona franca", dove la paura condiziona la vita quotidiana di residenti e commercianti, come riportato nel dettaglio in questo articolo.
Secondo l'esponente di Azione, la situazione attuale non è solo una questione di fredde statistiche, ma riguarda i volti di chi vive il quartiere con il timore costante di aggressioni o bivacchi. “Ci siamo quasi rassegnati a vivere nel brutto”, ha affermato Bovino, sottolineando come tornare a casa dopo il lavoro sia diventato per molti un atto di coraggio. Per far fronte a queste criticità, ha avanzato tre proposte: l'istituzione di un presidio fisso della Polizia Locale, sgravi fiscali per le attività commerciali del quadrante e un potenziamento immediato dell'illuminazione pubblica e del decoro.

La replica dei consiglieri di Uniti si può, Vittoria Briccarello e Mauro Bosia, non si è fatta attendere e punta tutto sulla coerenza amministrativa. L'opposizione ricorda come Mario Bovino abbia ricoperto per ben otto anni l'incarico di assessore con deleghe pesanti proprio al commercio, al decoro urbano e alla Polizia Municipale, ambiti sui quali avrebbe potuto incidere concretamente durante il suo mandato.
“Sorprende che oggi lo stesso Bovino avanzi proposte e critiche proprio su materie di sua diretta competenza”, dichiarano i due consiglieri d'opposizione, sottolineando come le criticità denunciate chiamino in causa in primo luogo chi ha avuto il compito di governarle. Secondo i consiglieri, questo atteggiamento appare contraddittorio o, in alternativa, rappresenta un'ammissione di impotenza di fronte alle scelte della giunta Maurizio Rasero.
Uniti si può evidenzia come l'aumento delle maldicenze rischi di far crollare ulteriormente il valore immobiliare della zona, danneggiando famiglie e proprietari che attendono una riqualificazione reale. La critica si estende poi all'intero assetto del "Rasero bis", accusato di una gestione frammentata e priva di una visione chiara. In particolare, viene contestato lo "spacchettamento" delle deleghe tra i vari assessori (Giacomini, Galvagno, Zollo e Morra), una scelta che secondo l'opposizione avrebbe prodotto risultati scadenti.
Per contrastare il degrado, i consiglieri di minoranza rilanciano le proposte già depositate in Comune negli ultimi quattro anni: l'attivazione di presidi sociali di vicinato affiancati da quelli di legalità, un incremento delle attività ludico-sportive nell'area e una maggiore cura del verde pubblico. Si tratta di interventi che, secondo Uniti si può, avrebbero potuto essere realizzati già durante il mandato di Mario Bovino, conclusosi traumaticamente solo pochi mesi fa.













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