L’ultimo saluto del Municipio di Torino a Giancarlo Quagliotti è arrivato proprio nel palazzo dove aveva trascorso gran parte della sua vita politica. A ospitare la commemorazione è stata la Sala Colonne, gremita di persone: amministratori, esponenti di partito, colleghi di ieri e di oggi e tanti volti noti della politica cittadina, segno tangibile dell’impronta lasciata dallo storico dirigente della sinistra torinese, scomparso a 83 anni dopo decenni di impegno pubblico.
Una vita politica tra aula e territorio
Nato nel 1942 nell’Eporediese, Quagliotti era stato una figura di primo piano prima nel Partito Comunista Italiano e poi nei Ds e nel Partito Democratico. In Sala Rossa aveva guidato il gruppo del Pci tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, durante le giunte di Diego Novelli. Negli ultimi vent’anni era rimasto un punto di riferimento costante anche fuori dall’aula consiliare, impegnandosi nell’Associazione Consiglieri Emeriti, che aveva presieduto per oltre un decennio.
Il ricordo delle istituzioni
Tra i presenti a Palazzo Civico figure di primo piano della vita istituzionale locale, tra cui l’ex sindaco di Torino ed ex presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, il già sindaco di Torino e senatore Piero Fassino e, da parte dell’amministrazione comunale, il saluto della vicesindaca Michela Favaro.
"Desidero esprimere il profondo cordoglio e la più sincera riconoscenza nel salutare una figura che ha segnato in modo significativo la vita civica e politica - ha ricordato la vicesindaca Favaro -. Con lui se ne va un pezzo di storia. Giancarlo ha vissuto la politica con impegno quotidiano, con responsabilità e serietà. Ha contribuito concretamente alla costituzione di scelte che hanno sempre visto al centro una visione ampia e di valore. È stato un punto di riferimento per tanti amministratori e ha contribuito alla nascita del partito democratico".
"Fino agli ultimi anni ha mantenuto un legame forte con il Municipio di Torino, presiedendo dal 2013 al 2015 con passione, contribuendo a mantenere vivo un senso di appartenenza. In questi anni in cui ho esercitato il mio ruolo ho avuto spesso occasioni di confronto con lui e si vedeva nei suoi occhi la passione accesa da giovane e che non lo ha mai abbandonato per tutta la vita: voleva contribuire alle scelte e dare consigli all’amministrazione. Dobbiamo portare avanti la sua idea di una politica di confronto democratico, quindi lo salutiamo con tanto rispetto e grande gratitudine: la città di Torino non lo dimentica e lo ricorderà per sempre", ha aggiunto.
Il cordoglio del partito
Parole di ricordo anche dal mondo politico regionale. Il segretario piemontese del Pd Mimmo Rossi ha sottolineato il valore umano e militante del dirigente scomparso: "Oggi tutta la comunità del partito saluta un compagno, un dirigente che ha vissuto la politica come una missione e una grande responsabilità. Lo ha fatto attraversando tutte le stagioni della nostra storia: tutti i ruoli li ha sempre portati avanti con passione e serietà. Anche nel suo ultimo incarico come vicepresidente dell’assemblea regionale non ha mai fatto mancare il suo supporto, perché voleva che il partito stesse bene e fosse in salute".
Il ricordo di Fassino
Tra i ricordi più intensi quello di Piero Fassino, già sindaco di Torino, che ha rievocato gli anni condivisi in Consiglio comunale: "In questo palazzo Giancarlo ha vissuto gran parte della sua vita, e non era soltanto un consigliere e capogruppo ma il motore dell’attività amministrativa di questa città. Ricordo infatti che quando entrammo nel ’75 in Consiglio comunale, quando lui si alzava il silenzio si diffondeva nella sala: non c’era nessuno che avesse altre urgenze o parole".
"Veniva ascoltato, rispettato e anche temuto dagli avversari per la forza dei suoi argomenti, ma sempre con grande pacatezza e rispetto degli stessi avversari. Le istituzioni funzionano quando il rapporto tra le parti è capace di affermare le proprie convinzioni ma anche di cercare i punti di vista degli altri e trovare una sintesi, perché Giancarlo sapeva che anche nei pensieri diversi c’era un pezzo di verità che andava scoperto".
La cerimonia si è conclusa con un continuo via vai di persone per un ultimo saluto, segno di un’eredità politica e umana che, come hanno ricordato in molti, resta impressa nella storia amministrativa torinese. Accanto al ricordo pubblico resta quello privato: Quagliotti lascia il figlio Luca, segretario della Cgil di Asti, e una comunità politica che oggi lo saluta come uno dei suoi riferimenti più solidi.

















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