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Politica | 18 febbraio 2026, 13:26

Sanremo, nuovo regolamento per il Mercato annonario, i commercianti non nascondo le preoccupazioni: "Il privato ci preoccupa, chiediamo chiarezza"

Tra chi si dice preoccupato, chi vuole attendere e chi invece si dichiara pronto a levare gli scudi, gli operatori del mercato commentano il nuovo regolamento, con lo sguardo rivolto all'assise di venerdì 20

Sanremo, nuovo regolamento per il Mercato annonario, i commercianti non nascondo le preoccupazioni: "Il privato ci preoccupa, chiediamo chiarezza"

Dopo l’approvazione in commissione del nuovo regolamento sul Mercato annonario, la parola passa ai commercianti. A due giorni dal consiglio comunale che sancirà il via libera definitivo alla pratica, tra i banchi del mercato di Sanremo si respira un clima fatto di preoccupazione, curiosità e voglia di essere ascoltati. Il nodo principale resta l’eventuale ingresso di un soggetto privato nella gestione della struttura. Un’ipotesi che inquieta molti operatori, pur nella consapevolezza che alcune modifiche fossero necessarie.

"Alla fine si è discusso di ciò che già sapevamo, anche in relazione a normative europee – spiega una gestrice di un banco ortofrutticolo – La paura più grande è legata all’ingresso della ditta privata, ma bisognerà capire bene cosa comporterà. Sicuramente serve incentivare nuove aperture: non possiamo lasciare tanti spazi vuoti. Il settore è cambiato radicalmente negli anni, lo abbiamo visto con l’ingrosso. È giusto confrontarsi e venirsi incontro, perché qualcosa andava cambiato, ma con attenzione".

Per Maria Rita il mercato è prima di tutto un patrimonio cittadino: "Siamo consapevoli che questa sia casa del Comune, ma devono rendersi conto che è una risorsa. Se i privati mostrano interesse, significa che la struttura, se gestita e valorizzata bene, può rendere". Non mancano le critiche sulle scelte passate: "Durante la ristrutturazione avevamo dato dei consigli che non sono stati ascoltati. Il bar, ad esempio, non andava collocato al centro: nella zona dei coltivatori diretti avrebbe potuto restare aperto anche a mercato chiuso. Noi - aggiunge - vediamo turisti che vengono a fare le foto perché la volta del mercato è la più alta d’Europa. Io stessa non lo sapevo. Serve un rilancio. Intanto ringraziamo l’assessore Silvana Ormea che in questi mesi si è data molto da fare. Venerdì andrò in consiglio comunale per vedere cosa sarà. Ma non esiste che il privato entri in un Mercato annonario".

Un altro commerciante incalza: "Non è che ci abbiano chiesto più di tanto quando hanno deciso. Ci sono cose da limare, prima fra tutte l’ingresso del privato, che è ciò che fa più paura. E poi l’accollaggio delle spese: ognuno ha il proprio contatore e paga il suo. Adesso c’è stato anche l’aumento del canone, che peserà". Il problema dei banchi vuoti resta centrale: "Bisogna assegnarli, altrimenti l’atmosfera resta deprimente. E poi vorremmo sapere quanto il Comune spende davvero ogni anno per la struttura, per capire quale sia la reale perdita. Questa visione non ci è stata data".

Anche lui riconosce l’impegno dell’assessore Ormea: "È l’unica che ci ha messo la faccia, partecipando alle riunioni e ascoltandoci. Gli altri hanno sempre deciso senza consultarci. Poi vedremo".

Molto più combattiva Cristina, della pescheria: "Qui dentro c’è gente che lavora da generazioni, sempre con correttezza. Si dice che il mercato non renda più, ma bisogna ricordare che è la storia di Sanremo. La gente veniva a fare la spesa qui. Ci vuole rispetto. Noi - avverte - non intendiamo lasciarlo chiudere. Io sono pronta a incatenarmi dentro, se necessario. Ogni banco ha una storia. Siamo pronti ad ascoltare anche se si dovesse avvicinare un privato, ma non possiamo accettare leggi fatte per incentivarli".

Sui costi della struttura aggiunge: "Sicuramente mantenere il mercato costa, ma non si possono sbattere fuori persone che lavorano onestamente in quattro e quattr’otto, questo è l'aspetto più importante secondo me, la cosa che vorrei fosse più chiara a chi deve decidere. Sappiamo che non siamo a casa nostra, ma vogliamo chiarezza". Cristina cita anche chi, a suo dire, è stato vicino agli operatori: "Ci hanno aiutato davvero Mimmo Alessi (presidente locale di Confesercenti, ndr.), il consigliere Antonino Consiglio e l’assessore Ormea. Molti altri si vedono solo quando ci sono i voti".

Tra i banchi si fa largo una richiesta condivisa: mantenere l’identità storica del mercato, ma con uno sguardo al futuro: "Avevamo chiesto di ampliare la somministrazione, sfruttando anche il bar, per rendere il mercato più attrattivo – conclude un’altra gestrice – Non dico ai livelli di Barcellona, ma nel nostro piccolo potremmo diventare un punto di richiamo. I turisti ci fanno i complimenti, trovano il mercato bellissimo. È possibile che una struttura così venga minimizzata?".

Il consiglio comunale sarà il prossimo banco di prova. Intanto, tra i corridoi del Mercato annonario, resta forte la volontà di non disperdere un pezzo di storia cittadina, chiedendo al tempo stesso chiarezza, dialogo e una visione condivisa per il futuro. Un confronto a cui anche l'assessore Ormea ha aperto nella giornata di ieri, eslicitando che "Questa è una linea di partenza che era necessario mettere così da avere la base da cui partire per le discussioni future, anche alla luce del capitolo concessioni. La scelta di un regolamento ampio va anche in questa direzione, con la possibiltà di poter intervenire in ogni momento se si riterrà necessario".

Elia Folco

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