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Politica | 20 febbraio 2026, 08:00

Strada dei Filtri, la mozione torna in consiglio nonostante il no del Comune: “È fattibile farla affrontando tutti i problemi"

Uremassi insiste: “È una valvola di sfogo per Struppa e via Trossarelli. Ennesimo investimento tolto". Passadore replica: “Il Comune ha già detto che non è realizzabile”. Il progetto, oggi, supera i 3 milioni di euro e sconta rischio idrogeologico, espropri e vincoli della Soprintendenza

Strada dei Filtri, la mozione torna in consiglio nonostante il no del Comune: “È fattibile farla affrontando tutti i problemi"

Torna a far discutere in Municipio IV Media Val Bisagno la realizzazione del collegamento tra via Trossarelli e viale Gassman/via Struppa attraverso via dei Filtri, nonostante il progetto sia già stato bocciato a livello comunale per una serie di criticità tecniche e finanziarie ritenute rilevanti.

A riproporre il tema è stato il gruppo Vince Genova con una mozione illustrata in consiglio municipale da Maurizio Uremassi, che ha puntato il dito contro il rinvio dei fondi nel bilancio triennale e contro quella che definisce una mancanza di volontà politica.

Nel bilancio triennale 2025-2028 erano previsti due milioni e trecentomila euro e altri 700mila nel 2027. Nel nuovo bilancio 2026-2029 le stesse cifre slittano al 2027 e 2028. È stato tutto posticipato, ma la strada esiste ancora a bilancio”, ha detto Uremassi, ricordando anche come ad agosto 2025 sia stato respinto in consiglio comunale un ordine del giorno che ne chiedeva la realizzazione entro l’anno.

Secondo il consigliere, l’opera sarebbe “fondamentale per i tantissimi abitanti della zona di Struppa, San Cosimo e San Martino” perché rappresenterebbe una via alternativa in caso di interruzioni di via Trossarelli, strada collinare stretta e lunga, dove in passato alcune frazioni sarebbero rimaste isolate per giorni. “Non è possibile pensare di non farne nulla. Se si affrontano i problemi si può fare. Questa è la volontà di non farla”, ha attaccato, arrivando a definire “inaccettabile” l’atteggiamento dell’assessore ai lavori pubblici.

Dura la replica del presidente del Municipio Media Val Bisagno, Lorenzo Passadore, che pur dichiarandosi storicamente favorevole al collegamento ha invitato a prendere atto delle valutazioni tecniche già espresse da Palazzo Tursi. “Sono sempre stato favorevole alla realizzazione della strada, ma a livello comunale è già stato detto che non può essere realizzata nell’impegnativa così formulata. Di fronte a studi ed evidenze tecniche oggi sarebbe insensato e incoerente votare qualcosa di cui so già la risposta”, ha spiegato. “Chiedere a un municipio di votare qualcosa su cui il Comune si è già espresso è fortemente insensato”.

A sostenere l’importanza dell’intervento anche il consigliere Giuseppe Bazzurro, che ha sottolineato le difficoltà quotidiane di percorrenza di via Trossarelli: “Se qualcuno fa un giro lì si rende conto di quanto sia disagevole. Se ci fosse la possibilità di sedersi a un tavolo e discutere delle difficoltà, ragionandoci con più teste”.

Ma la posizione della giunta comunale era già stata chiarita lo scorso ottobre in Sala Rossa durante un question time. L’assessore ai lavori pubblici Massimo Ferrante aveva illustrato le criticità emerse dal progetto di fattibilità tecnica ed economica (PFTE) e dalle prime indagini geognostiche.

Tra i principali ostacoli, il rischio idrogeologico: parte del tracciato ricadrebbe in aree ad alta suscettività al dissesto e interferirebbe con il rio Ruinà, corso d’acqua primario non ancora indagato idraulicamente. Sarebbe necessario uno studio idraulico “complesso e oneroso” per l’esclusione dalla fascia di pericolosità P3, oltre a opere di bonifica come micropali, consolidamenti e regimazione delle acque, già fuori dal budget.

Non solo. La vicinanza con l’acquedotto storico imporrebbe il nulla osta della Soprintendenza, mentre l’intero tracciato interesserebbe aree private, con espropri e contenziosi in atto. Sul piano urbanistico, la norma speciale del Puc rimanderebbe l’opera agli oneri dei privati in base a una convenzione del 1998, con manutenzione a carico del soggetto attuatore. “Il tracciato è completamente ricadente in aree non di proprietà del Comune e pertanto necessitante di esproprio. I costi dell’intervento, già stimati sopra i 3 milioni di euro, potrebbero aumentare significativamente”, aveva spiegato Ferrante.

Nonostante lo stop, lo scorso novembre Uremassi aveva portato anche uno striscione di protesta sotto la sede del Municipio IV con la scritta “La strada dei Filtri: gli abitanti la chiedono, non farla è una vergogna”, rilanciando la battaglia per un’opera ritenuta strategica per snellire la viabilità delle alture di Prato e offrire una valvola di sfogo alla direttrice di via Trossarelli.

Federico Antonopulo

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