La campagna elettorale ad Asti è iniziata con largo anticipo e, a poco più di un anno dal voto del 2027, uno dei campi di gioco è anche la viabilità urbana. Nel mirino torna piazza Torino, nodo critico di accesso alla città, dove la rotatoria “non funziona” e una vera e propria riorganizzazione del traffico è attesa da anni. A rilanciare il tema è stato un reel del consigliere comunale Michele Miravalle (Pd), che in poche ore ha raccolto consensi e commenti, fra cui il plauso pubblico del collega di Ambiente Asti Mario Malandrone.
Nel video Miravalle mostra il traffico “impazzito” di piazza Torino e denuncia la rotonda attuale come un dispositivo che “blocca” le auto in ogni direzione. “Così com’è la rotonda di piazza Torino non funziona, perché ‘blocca’ il traffico in ogni direzione”, scrive nel post, sottolineando la necessità di intervenire alla radice. La proposta è chiara: “Bisogna riprogettarla dividendo i flussi del traffico tra chi deve salire in viale Partigiani e chi proseguire verso corso Torino e il casello autostradale di Asti Ovest”. Nel messaggio Miravalle ricorda anche il lavoro fatto dalle minoranze in consiglio: “Come opposizioni unite lo abbiamo chiesto da tempo anche con un emendamento al bilancio. Speriamo sia la volta buona, è tempo di restituire agli astigiani una qualità della vita e una qualità dell’aria decisamente migliore rispetto ad ora".
Otto anni di richieste e un distributore scomparso
Il lungo commento di Mario Malandrone, che ripercorre la storia della rotonda, aggiunge un tassello politico di peso. Fino a inizio Duemila l’area era occupata da un distributore di benzina Esso, che condizionava pesantemente la conformazione dell’incrocio tra corso Torino, viale Partigiani e corso Alfieri. Nel rifacimento di corso Torino la rotatoria fu “appoggiata” sul distributore, creando l’attuale imbuto per le auto provenienti da corso Don Minzoni, costrette in una sola corsia.
Tra il 2017 e il 2019, ricorda Malandrone, il tema entra con forza nell’agenda politica: l’allora assessore Bovino ipotizza il raddoppio di via Gerbi, mentre da più parti – Uniti si può con Passarino e Anselmo, Ambiente Asti con Rovera, i 5 Stelle con Cerruti – arriva la proposta di ridisegnare completamente la rotatoria. La richiesta viene assunta come battaglia comune da tutta la minoranza, con gli stessi Bosia, Anselmo, Malandrone e Cerruti in prima fila in consiglio.
Nel 2019 il Comune decide di non rinnovare la concessione del distributore, proprio per liberare lo spazio e progettare una nuova rotatoria più sicura e scorrevole. L’ex stazione di servizio viene demolita, ma il passo successivo non arriva: l’area resta in una sorta di limbo, utilizzata come parcheggio provvisorio, mentre l’incrocio continua a funzionare (male) come prima.

Un progetto nel piano del traffico, ma ancora fermo
Malandrone ricorda che nel piano del traffico approvato tra il 2018 e il 2019 la trasformazione di piazza Torino è già disegnata: la rotatoria viene spostata al centro, con flussi gestiti in modo differenziato e corsie multiple per ogni direzione. L’obiettivo è eliminare il collo di bottiglia, rendere più fluido l’accesso a corso Torino, viale Partigiani e corso Alfieri e allo stesso tempo garantire attraversamenti pedonali e ciclabili più sicuri e visibili.
Nella visione delle opposizioni, la nuova rotonda diventerebbe un punto strategico della viabilità occidentale di Asti, alleggerendo il traffico non solo degli automobilisti, ma anche di chi si muove a piedi o in bicicletta. In parallelo, alcune associazioni cittadine hanno proposto di intitolare il futuro rondò a Giorgio Faletti, a sottolineare anche una valenza simbolica e culturale dell’intervento. Ma, sottolinea Malandrone, “di tutto questo però nulla”: progetto sulla carta, area in transizione e nodo di traffico invariato.
Verso il 2027: il nodo viario come banco di prova politico
Il sostegno di Malandrone al video di Miravalle – “olé, bravo!” – ha il sapore di un passaggio di testimone fra generazioni di consiglieri che, da almeno otto anni, chiedono la stessa opera. “Siamo a un anno dalla scadenza dell’amministrazione ed è chiaro che sarà difficile che questa amministrazione farà quest’opera”, scrive il consigliere di Ambiente Asti, legando apertamente la realizzazione della rotatoria all’esito delle prossime elezioni comunali.
Piazza Torino diventa così uno dei simboli di una campagna elettorale che, nei fatti, è già iniziata e che si giocherà su più terreni: quello della mobilità e della qualità dell’aria, delle manutenzioni urbane rimaste a metà, delle scelte su come ridisegnare gli accessi alla città. Il reel di Miravalle è solo il primo di una serie di contenuti che l’opposizione sembra intenzionata a usare per tenere alta l’attenzione sui “nodi” irrisolti dell’amministrazione Rasero.

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