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Politica | 27 gennaio 2026, 10:22

Nuovo Ospedale di Cuneo, la sindaca Manassero: “L’area di Confreria già decisa dal Consiglio comunale”

La prima cittadina ha risposto a Boselli sulla localizzazione del complesso scelta, a suo tempo, dall’assemblea municipale. Il consigliere e altri esponenti delle minoranze, come allora, continuano a chiedere di mantenere il presidio ospedaliero in città, ristrutturando gli attuali spazi del Santa Croce

Nuovo Ospedale di Cuneo, la sindaca Manassero: “L’area di Confreria già decisa dal Consiglio comunale”

La vicenda del nuovo Ospedale unico di Cuneo si trascina da anni. Ritardi anche dovuti alla decisione di Regione e Direzione Aso Santa Croce e Carle di puntare sull’iter progettuale del Partenariato pubblico privato ma, poi, ritenendolo non più conveniente sotto il profilo dei costi, finanziare invece la costruzione della struttura con i fondi Inail. Inevitabile perciò l’allungamento dei tempi dovuto al ricorso al Tar del Piemonte della società Inc. spa che aveva presentato la proposta di realizzazione del complesso, ricorso pur respinto, e, ora, la conseguente necessità di ripartire con la nuova progettazione.

In Consiglio comunale Giancarlo Boselli (Indipendenti) dai banchi delle opposizioni ha chiesto alla sindaca Patrizia Manassero se sul nuovo Ospedale unico ritenga di aver messo in atto ogni possibile azione e iniziativa per tutelare e difendere gli interessi della città e del suo sistema sanitario. In particolare sulla decisione, presa nel 2021, di costruire il complesso nella frazione Confreria, utilizzando il presidio già esistente del Carle e gli altri spazi e terreni disponibili all’intorno anziché mantenere e ristrutturare in modo adeguato l’attuale Santa Croce in via Coppino, nel centro città. Decisione che, nel voto in Consiglio, vide già allora contrari alcuni gruppi civici delle minoranze e i sì della maggioranza di centrosinistra e di centrodestra.

“La scelta di ipotizzare la costruzione del nuovo Ospedale a Confreria - ha detto Boselli - non sembra aver tenuto conto dei vantaggi considerevoli, come sostengono gli urbanisti più avanzati, di avere la struttura collocata nel cuore della città: pienamente parte di essa; facilmente raggiungibile grazie alla rete viaria dei viadotti; a poca distanza dalla Stazione ferroviaria. Area peraltro utile e sufficiente alla realizzazione di un nuovo Ospedale a blocchi. Avendo già disponibili avanzate strutture tecnologiche e il finanziamento di oltre 30 milioni di euro per l’adeguamento antisismico”.

Ma non solo. “Rappresentando l’Aso l’Azienda più importante dell’Altipiano, il suo trasferimento a Confreria avrebbe un impatto pesantemente negativo sulla città, colpendo tutti i settori tradizionali della sua economia a partire dal commercio e dalla ristorazione, dall’alberghiero a quello artigianale. Inoltre comporterebbe una desertificazione dei quartieri, lasciando un’area immensa dismessa da rimuovere a costi di decine di milioni di euro. Oltre a una ripercussione immediata in termini di svalutazione del mercato immobiliare”.

Boselli ha domandato alla sindaca Manassero se “alla luce delle precedenti considerazioni e della mancata realizzazione del nuovo Ospedale ancora fermo a punto zero, non ritenga opportuno rivedere la scelta della sua localizzazione”

Le risposte della sindaca Manassero sono state chiare: “La decisione di costruire il nuovo Ospedale a Confreria è stata presa a suo tempo da questo Consiglio comunale. In due fasi. La prima attraverso l’approvazione del Piano regolatore, identificando un’area ampia di sviluppo del presidio del Carle senza definire lì la sede. Poi, le due Commissione Speciali che erano state istituite per affrontare la vicenda, si erano entrambe concluse con un documento finale nel quale si definì e venne portata al voto in questo Consiglio la localizzazione di Confreria. Decidere gli spazi dove costruirlo era un compito dell’Amministrazione comunale ed era una richiesta che la Regione faceva alla città prima di partire con il percorso di progettazione”.

Sergio Peirone

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