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Politica | 26 gennaio 2026, 12:30

CONTROCORRENTE - Azione a Cuneo e Alba sceglie il centrosinistra, Calenda a Milano strizza l’occhio a Forza Italia

La ventilata alleanza per le amministrative del capoluogo lombardo lo porterebbe ad incrociare nuovamente Enrico Costa, suo ex vicesegretario nazionale rientrato nelle fila azzurre. I suoi uomini nel Cuneese rischiano così di restare col cerino in mano

CONTROCORRENTE - Azione a Cuneo e Alba sceglie il centrosinistra, Calenda a Milano strizza l’occhio a Forza Italia

È sempre più difficile seguire le vorticose giravolte della politica.

Non si fa in tempo a registrare una posizione che subito cambia il quadro: alleanze che sembravano indicare il nuovo corso di un partito mutano repentinamente.

Oppure, come nella vicenda che raccontiamo, si registra uno di questi casi di “geometrie variabili”, che tanto andavano in voga nella Prima Repubblica.

Prendiamo il caso di Azione, che sabato, sul territorio, ha celebrato i congressi a Cuneo ed Alba, eleggendo segretari rispettivamente Nicolò Musso e Massimo Giachino.

Poche settimane prima il segretario provinciale Giacomo Prandi aveva annunciato, con un certo entusiasmo, un avvicinamento (se non una vera propria alleanza) con il centrosinistra civico partendo da Cuneo per poi estenderlo alle altre realtà della Granda che andranno al voto amministrativo nel 2027.

Ieri, domenica, il segretario nazionale di Azione, Carlo Calenda, è stato ospite di riguardo al teatro Manzoni di Milano, dov’era in corso una convention di Forza Italia e non sono mancati i salamelecchi tra lui e Antonio Tajani, segretario di FI, con la benedizione (così pare) della famiglia Berlusconi.

Scambi di convenevoli non solo di maniera, ma propedeutici a future alleanze, proprio a partire dal capoluogo lombardo.

Stamane non c’è giornale che non saluti la novità con titoli più o meno di questo tenore: “Calenda ora guarda a destra”; “Forza Italia non è lontana da noi”; “Nasce un’intesa tra Azione e Forza Italia” e via di questo passo.

Calenda, dal canto suo, sembra effettivamente disposto ad aprire ad un’alleanza con gli azzurri sul futuro sindaco di Milano “purché – ha precisato - si lascino fuori i sovranisti, gli antioccidentali, i filoPutin e coloro che ricevono nei ministeri impresentabili esponenti dell’estrema destra europea (ogni riferimento a Salvini era puramente voluto)”.

Una scelta milanese, quella di Calenda, che lo porterebbe a tornare ad incrociare Enrico Costa, il deputato monregalese suo ex vicesegretario nazionale rientrato in Forza Italia.

Che ne diranno i suoi uomini che, nella Granda, stavano cercando di superare il trauma dell’abbandono di Costa e, a fatica, di ricostruire il partito portandolo nell’orbita gravitazionale del centrosinistra?

Giampaolo Testa

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