Stop alle fughe in avanti (o all’indietro, a seconda delle prospettive), basta con i no a priori e maggiore condivisione con il resto della maggioranza. È un appello accorato alla compattezza e al dialogo preventivo quello che ieri pomeriggio, in un vertice del campo largo partito con qualche tensione, la sindaca di Genova, Silvia Salis, ha rivolto a tutti gli alleati di governo.
Oggetto dell’incontro, la Funivia dei Forti e il forno elettrico di Cornigliano. Più spinoso il primo tema, anche perché la prima cittadina non ha gradito alcune prese di posizione fatte sulla stampa senza prima un dibattito interno. La situazione è delicata perché il centrosinistra si è ritrovato con un progetto, quello della funivia per Forte Begato, troppo avviato per poter essere frenato.
L’opzione zero non è percorribile e, come si è detto chiaramente anche ieri, se il Comune non fa nulla, la rete di imprese formata da Doppelmayr e Collini, che si è aggiudicata l’appalto da 40,5 milioni di euro e ha un regolare contratto firmato, può iniziare i lavori per l’impianto che passa sopra al Lagaccio entro la fine del 2025. Diverso è se si cercherà di avviare una trattativa e di studiare una variante progettuale.
L’opzione zero proposta da alcuni elementi della maggioranza (su tutti Movimento 5 Stelle e Avs) non è percorribile, perché significa dover pagare una penale di oltre sette milioni di euro, con conseguente danno erariale da parte del Comune di Genova.
La sindaca Salis lo ha spiegato nuovamente e con molta chiarezza: il danno erariale ricade su tutti gli elementi della giunta e su tutti i consiglieri di maggioranza e, a conti fatti, può costare sino a 150mila euro a testa. Di fronte a questa prospettiva, non rimane che studiare una variante da proporre a chi si è aggiudicato l’appalto.
L’assessore comunale ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante, titolare di questa difficilissima partita, ha già sentito informalmente Doppelmayr e Collini e un incontro ufficiale si terrà tra pochi giorni. Nel frattempo, gli uffici tecnici del Comune vanno avanti sull’unica ipotesi al momento considerata percorribile: ovvero un tratto di funivia che possa collegare Granarolo, nella zona dell’arrivo della cremagliera da Principe, e Forte Begato.
«Ma non sarà - come fanno notare alcuni elementi della maggioranza - un solo impianto funiviario. Il progetto che sta elaborando il Comune prevede un ragionamento complessivo per l’intera zona». La cremagliera, spesso non funzionante, non basta a servire un impianto di ultima generazione, e l’abbinata non avrebbe neppure troppo senso. Ecco allora che bisogna trovare soluzioni differenti. «Non si può arrivare al vertice con Doppelmayr e Collini con nulla in mano - è il pensiero prevalente - perché o si raggiunge un accordo, o partono i lavori per il progetto iniziale, o ancora si configura il danno erariale, con conseguenze sulle tasche di tutti». Si sgonfia l’ipotesi di provare a spostare il finanziamento sulla funivia dalla nuova stazione ferroviaria di Sestri e Aeroporto agli Erzelli.
Le due imprese partono al momento da una posizione di forza, hanno espresso una certa rigidità, ma non si esclude la possibilità di trovare un dialogo. La maggioranza si è data l’obiettivo di «parlarsi e confrontarsi di più» e, anche per questo, un vertice tra tutte le forze del campo largo si terrà ogni due settimane. Il prossimo è previsto tra sette giorni, e avrà per tema le linee programmatiche.
Più piana, all’interno del confronto di ieri, la discussione sul forno elettrico di Cornigliano. Tutti gli esponenti di maggioranza hanno rimarcato la necessità di chiedere al ministro Adolfo Urso, in arrivo martedì a Genova, un progetto concreto, che al momento non esiste. Solamente a quel punto si ci potrà esprimere nel merito. Vanno considerati i pro e i contro del ritorno della realtà industriale, va compresa quale potrebbe essere l’occupazione, va calcolato quante aree servono. Tutti tasselli fondamentali per comporre il puzzle.
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