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Politica | 30 agosto 2025, 20:20

Bagno di folla a Varese per Schlein. Le sue cinque priorità e la condanna per le svastiche: «Delinquenti»

«La Storia li ha già sconfitti una volta e continueranno a perdere», dice la segretaria dem sugli imbrattamenti all’area feste della Schiranna, dove ad accoglierla c’erano oltre 500 persone. Dal palco attacchi a Meloni e Salvini

Bagno di folla a Varese per Schlein. Le sue cinque priorità e la condanna per le svastiche: «Delinquenti»

La tensostruttura all’area feste della Schiranna non ha potuto contenere tutte le persone accorse per la segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein, accolta come una rockstar con la musica di Jovanotti.
«Ciao Varese», saluta Schlein, mentre riceve la standing ovation del popolo dem. Più di cinquecento persone, la stima fatta dal palco dal senatore Alessandro Alfieri, che ha accolto la leader insieme alla segretaria provinciale Alice Bernardoni, al consigliere regionale Samuele Astuti, al sindaco Davide Galimberti, alla sua vice Ivana Perusin e a diversi amministratori varesini e di tutto il territorio (c’erano anche la segretaria dem di Varese Manuela Lozza e di Busto Paolo Pedotti e Stefano Tosi e Giuseppe Adamoli, storici esponenti del partito).

Quando Schlein arriva alla Schiranna, cinque minuti dopo le 18, sa già che qualcuno nella notte si è introdotto nell'aria feste per deturpate i tendoni con svastiche e simboli nazisti. «So che dei delinquenti hanno imbrattato la festa con svastiche. La Storia li ha già sconfitti una volta e continueranno a perdere. Da qui non passeranno», dice ai giornalisti e ripeterà poi sul palco. Per poi aggiungere che «spero arrivi la condanna degli esponenti delle altre forze politiche. Vorrei capire cosa ne pensa la destra di questo paese, se vuole continuare a dare copertura politica a questi delinquenti e nostalgici».

I «silenzi» del governo su Gaza

Ha chiuso col botto (anzi, l’ultimo giorno della manifestazione è domani, domenica 30 agosto) la kermesse varesina iniziata lo scorso 20 giugno. Si tratta della più lunga festa dell’Unità a livello nazionale.

Schlein, per la terza volta a Varese, mancava in città da due anni e mezzo. Nel gennaio 2023 era stata qui come candidata alle primarie dem che l’hanno poi vista superare Stefano Bonaccini.
Oggi è tornata da segretaria, la prima donna a guidare il principale partito di sinistra o centrosinistra in Italia, proprio mentre un’altra donna, Giorgia Meloni, è per la prima volta presidente del Consiglio. «Ma non ce ne facciamo un granché della prima premier donna se governa così», affonda Schlein.

La quale, dopo aver ripetutamente ringraziato le volontarie e i volontari della festa, parte da Israele, dalla «invasione criminale di Gaza» e dai «silenzi» del governo su questo. Silenzio anche dopo che Trump ha negato i visti di ingresso ai rappresentanti del governo palestinese. «Una violazione dei diritti internazionali». Per la segretaria c’è «l’urgenza di dire basta. Il silenzio diventa complicità. Bisogna riconoscere lo stato di Palestina. La pace è una questione che viene prima di tutte le altre, senza non c'è libertà né giustizia sociale».

Le battaglie

Schlein si sofferma poi sui dazi di Trump: «Un problema enorme. Meloni ha blaterato di un piano da 24 miliardi che poi è sparito». La segretaria attacca la premier anche per il discorso al meeting di Rimini: «In un’ora non ha mai citato i salari degli italiani».
E proprio il salario minimo è un tema prioritario per la leader del Pd: «Sotto i 9 euro l’ora non è lavoro ma sfruttamento. Occorre fare la guerra ai contratti pirata che stanno condannando generazioni alla precarietà e facendo concorrenza sleale agli imprenditori onesti. Bisogna rimettere al centro il lavoro dignitoso».

Un’altra battaglia riguarda le bollette: «Le nostre sono le più care in Europa. Bisogna scollegare il prezzo dell’energia da quello del gas. Ma il governo non ha il coraggio di intaccare gli extraprofitti di alcune società energetiche». Non manca più di una stoccata a Salvini: «Propone il progetto vetusto e sbagliato del ponte sullo Stretto mentre taglia i fondi per le strade provinciali».

Cinque priorità

Schlein indica cinque priorità, a partire dalla «difesa della sanità pubblica dai tagli e dalla privatizzazione strisciante del modello Lombardia. La destra vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone».
Abbiamo fatto una proposta e quando torneremo al governo metteremo 5 miliardi in più per la sanità pubblica. E approveremo leggi nazionali per i caregiver» (nel video le sue parole sulla sanità e su altri temi).

Quindi la «difesa della scuola pubblica, il primo luogo di emancipazione delle persone. Bisogna pagare di più gli insegnanti. E vogliamo moltiplicare gli asili nido, mentre la destra ne ha ridotto i fondi, dicendo alle famiglie italiane di arrangiarsi. Mi fa impressione che a guidare il governo sia per la prima volta una donna. Non ce ne facciamo un granché di una premier donna con queste politiche».

Di nuovo il lavoro dignitoso, cui aggiunge «una politica industriale che manca. Intervenendo con investimenti comuni europei sull'innovazione».
Ultimo, ma non per importanza, «diritti sociali e civili che per noi stanno sempre insieme. Di famiglia non ce n’è una sola tradizionale di cui la destra parla sempre, ma che poi nessuno di loro ha. E il diritto alla casa. Salvini ha fatto trenta annunci sul piano casa, ma è arrivato solo un condono. E perché Fontana non fa investimenti per recuperare le case popolari vuote?».

Modello Varese

A introdurre sul palco Schlein è la segretaria provinciale Bernardoni: «Un segretario nazionale del Pd non veniva a questa festa dal 2012», evidenzia. Era Pierluigi Bersani. Bernardoni si concentra sul «tema focale di Malpensa. È un’opportunità ma si porta dietro problema ambientali e dal punto di vista della salute pubblica. Un polo importante per il lavoro, ma dobbiamo domandarci che genere di lavoro ci porta. La proposta del salario minimo deve andare avanti».

La parola quindi al senatore Alfieri, esponente della segreteria nazionale dem e coordinatore di Energia Popolare, la corrente riformista interna al Pd fondata da Bonaccini.
«Non siamo sempre d’accordo, ma proprio per questo il nostro lavoro insieme è ancora più importante – dirà di lui Schlein – Il Pd non è mai stato unito come oggi».
Aspetto su cui torna lo stesso senatore: «Non accettiamo caricature che ci dipingono come un partito spaccato e che si divide. Discutiamo, ma dobbiamo stare insieme, innanzitutto dentro al Pd. Se lo saremo, abbiamo le carte per dire ad altri che non possono mettere veti e controveti».

Un riferimento agli alleati. A tal proposito, Alfieri ricorda che a Varese «nel 2016 abbiamo fatto un’operazione straordinaria e nel 2021 abbiamo rivinto facendo in anticipo il campo largo». Varese come modello dunque. E Schlein ha chiesto non a caso un applauso per il sindaco Galimberti, ma anche per Ilaria Pagani di Saronno e per i tanti amministratori presenti.

Riccardo Canetta

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