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Politica | 24 gennaio 2023, 08:25

Waterfront di Levante, tutto pronto per il nuovo parco di piazzale Kennedy, approvato il progetto

L'obiettivo del Comune è quello di terminare al più presto il parco per poter ospitare l'edizione 2025 di Euroflora

Waterfront di Levante, tutto pronto per il nuovo parco di piazzale Kennedy, approvato il progetto

Un largo viale centrale delimitato da aiuole rettangolari che scorrono parallele al mare, ad est della foce del torrente Bisagno e a sud del corso Guglielmo Marconi”. Così l'architetta Eleonora Burlando definisce il nuovo parco urbano del Waterfront di Levante, per cui la giunta ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica dell'opera finanziata con 25 milioni di euro del Pnrr, gli stessi fondi dirottati dalla copertura del lungomare Canepa.

L'obiettivo del Comune è quello di terminare al più presto il parco per poter ospitare l'edizione 2025 di Euroflora. L'area, come aveva già spiegato l'assessore all'ambiente Matteo Campora in consiglio comunale, “sarà il primo parco pubblico di Genova sul mare, che avrà funzione di spazio di ritrovo e punto di aggregazione per tutta la città. Saranno organizzati spazi pubblici per valorizzare il tessuto urbano della foce e ci sarà molta attenzione per l’accessibilità pedonale”.

Oltre al parco è prevista la costruzione di un parcheggio interrato monopiano di circa 200 posti auto, e non 600-700 come inizialmente previsto, “che garantisca l’accessibilità e la fruizione delle aree a scala sovracomunale. Il nuovo parco sarà direttamente connesso con la mobilità ciclabile già esistente a levante, recentemente realizzata su corso Italia, e con quella di previsione nella parte del Waterfront di Levante in corso di realizzazione”.

I dettagli del progetto prevedono “Aiuole che in gran parte poggiano su terrapieno, tutte caratterizzate da una ricca vegetazione arborea, composta di specie resistenti al clima marino e con spiccate peculiarità di tipo ornamentale (fioriture abbondanti, forme armoniose, diversa colorazione del fogliame) scelte in modo da attenuare la monotonia del viale alberato. 

A corredo ed arricchimento di tale sistemazione, due filari di palme: il primo, a monte, parallelo al corso Marconi (Phoenix dactylifera e cioè Palme da datteri) il secondo, lungo il bordo lato mare, di Palma messicana (Washingtonia robusta).

Il disegno di insieme si compone, dunque, del grande boulevard centrale, compreso e definito tra le fasce alberate parallele al corso Marconi, delle piazze di ingresso alle due estremità e dei raccordi trasversali che connettono il parco al sistema urbano fronte mare unitamente all’ambito porticato attorno al vuoto di piazza Rossetti. 

Il sistema trasversale di accesso e di connessione che dalla città si inoltra nel parco fino a raggiungere la spiaggia si apre come ampio varco in asse con la piazza Rossetti con cui ne rafforza la relazione anche nell’attraversare il tracciato di corso Marconi.

In linea con il concept generale, l’intero tratto di costa del nuovo Waterfront, in corrispondenza di piazzale Kennedy e a levante del Bisagno, si articola in forma tripartita, secondo fasce parallele alla linea di costa di pari larghezza, due verdi riccamente alberate che definiscono il margine con il mare e con la città. Al centro la 'grande radura lineare', priva di alberature, che realizza uno spazio polifunzionale, flessibile e da configurare sulla base delle necessità. Tale ambito si configura come imponente boulevard definito da una serie di filari alberati ad alto fusto lungo il quale la linearità del bordo subisce piccole variazioni di contrappunto, estroflessioni o interruzioni. 


Le porzioni di suolo, alternativamente pavimentate e verdi, si combinano e si confrontano, talvolta sfumando, talvolta caratterizzate da piccole addizioni o sottrazioni, con leggeri movimenti e slittamenti di superficie che introducono lungo il percorso una serie spazi di sosta attrezzati con sedute e fioriere, circoscritti e impreziositi da vegetazione di media e più bassa dimensione. Una serie di 'isole' ottenute con arredi mobili facilmente movimentabili in modo tale da poter configurare diversi assetti, tra cui la possibilità di ottenere un campo libero da 24 mt per 200 di lunghezza garantendo di fatto la possibilità di organizzare all’interno di questo spazio eventi temporanei di vario genere.

Non vi sono modellazioni di suolo significative o altri elementi che ostruiscono la percezione dell’orizzonte marino: la vista del mare è comunque garantita, e da ogni luogo è possibile scorgere l’orizzonte. La gerarchia centrale è ulteriormente scandita dal punteggiato zampillare della soglia pavimentata di ingresso che accoglie il visitatore dall’attraversamento pedonale di corso Marconi, alleviandone la calura estiva, e dal gruppo di palme lato mare, il cui slanciato profilo filiforme si combina all’orizzonte e all’immagine della costa. 



In questo punto, entrando dal percorso assiale che congiunge il piazzale Rossetti con il parco, la prospettiva di ingresso traguarda i giochi d’acqua, aprendosi alla vista della passeggiata e del mare”.


Francesco Li Noce

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