Cronaca | 15 settembre 2020, 20:27

Torino, da Morano "macroscopica violazione dei doveri"

La motivazione della condanna. Spunta un patteggiamento del 2000

Torino, da Morano "macroscopica violazione dei doveri"

Una "macroscopica violazione dei doveri gravanti su un consigliere comunale, frutto di una strategia perseguita per mesi". Questo comportamento ha portato alla condanna do Alberto Morano, ex candidato sindaco e consigliere comunale (dimissionario) di centrodestra a Torino, per una tentata induzione indebita sulla cosiddetta "guerra delle discoteche".

Lo scrive la Corte d'appello nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 15 luglio hanno inflitto a Morano, notaio, due anni e quattro mesi di carcere ribaltando l'esito del processo di primo grado, terminato con l'assoluzione. I giudici hanno ricordato che a carico di Morano c'è una pena di 11 mesi e 20 giorni per bancarotta fraudolenta patteggiata nel 2000.

Secondo le accuse Morano fece chiedere agli ex titolari della discoteca Cacao 200mila euro per cessare la sua attività di contrasto politico alla riapertura del locale portata avanti in Sala Rossa in relazione ad alcuni abusi edilizi.

Per il caso Cacao i pm avevano chiesto 4 anni e 6 mesi. Il notaio è stato assolto dall'accusa di abuso d'ufficio. Con Morano sono stati condannati  a 2 anni Angelo D'Amico, ex consigliere comunale di Forza Italia, e Ferdinando Montalbano, ex gestore della discoteca L'ippopotamo, e a un anno Antonio Biondino, candidato nel 2016 nella lista civica del notaio.

redazione

Ti potrebbero interessare anche: