Cronaca | 14 gennaio 2020, 11:11

Sottratti 300mila euro al patrimonio aziendale: le Fiamme Gialle di Bra denunciano tre imprenditori per bancarotta fraudolenta

Doppia operazione del Gruppo della Guardia di Finanza di Bra, che ha riguardato due aziende. Bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale l'accusa a loro carico

Sottratti 300mila euro al patrimonio aziendale: le Fiamme Gialle di Bra denunciano tre imprenditori per bancarotta fraudolenta

Doppia operazione delle Fiamme Gialle di Bra che ha permesso di individuare gravi condotte a carico degli amministratori di due società del territorio di competenza, in grado di pregiudicare gli interessi dei tanti creditori delle aziende stesse.

E' stata accertata una cifra pari a circa 300.000 euro di valore relativo alle risorse illecitamente sottratte al patrimonio delle società controllate e di denunciare tre responsabili per i reati, previsti dalla normativa fallimentare, di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. I tre, in vista del fallimento delle società, si erano messi da parte dei beni sottraendo risorse destinate ai creditori.

Su mandato della Procura della Repubblica di Asti, in un caso i militari del Gruppo di Bra hanno appurato la sistematica e volontaria spoliazione di una società dedita alla lavorazione dei marmi, i cui amministratori pro tempore, tra il 2012 ed il 2016, alterando le scritture contabili, l’hanno tenuta impropriamente attiva, permettendone l’ulteriore svolgimento dell’attività nonostante l'azienda fosse in dissesto finanziario e quindi soggetta ad una procedura di liquidazione.

Tra le condotte distrattive certificate, la determinazione di compensi per gli amministratori superiori a quelli deliberati dall’assemblea, grazie alle quali i responsabili sono riusciti a giustificare uscite di cassa pregiudizievoli per i veri creditori dell’impresa.  

Sul secondo fronte d’indagine, coordinato dalla medesima Autorità Giudiziaria, le indagini hanno riguardato un’altra società operante nel contesto edile, specializzata nelle operazioni di ristrutturazione e rivendita di immobili comprati a buon mercato, nell’ambito della cui gestione gli amministratori pro tempore hanno distratto una buona parte delle consistenze patrimoniali con artifici. In particolare, soggetti appartenenti a noti industriali albesi, oltre ad aver escogitato numerosi stratagemmi per estinguere posizioni debitorie, hanno impiegato un prestanome per provare a sfuggire alle responsabilità dalle condotte illecite messe in atto.  

 

Bsimonelli

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