Il Nazionale

Politica | 06 novembre 2026, 14:38

Disabilità e accessibilità negata: ennesima bufera sul Consiglio comunale di Asti

Dopo che il guasto di un ascensore ha impedito l'accesso all'assessore Zollo, la minoranza richiama l’Amministrazione al pieno rispetto della dignità istituzionale

Disabilità e accessibilità negata: ennesima bufera sul Consiglio comunale di Asti

Non c’è davvero pace per le sedute di Consiglio comunale astigiano indette per discutere il Bilancio. L’assemblea cittadina, già profondamente scossa e paralizzata dal sistematico “aventino”  messo in atto dall'opposizione — con l’abbandono compatto dell’aula da parte di tutti i consiglieri, fatta eccezione per il solo Roberto Migliasso —, si ritrova ora al centro di un nuovo e acceso scontro istituzionale. La bufera mediatica verte sull'impossibilità materiale per l'assessore ai Servizi Sociali, Eleonora Zollo, di prendere parte fisicamente ai lavori consiliari a causa di un guasto all'ascensore del palazzo civico.

L'esponente della giunta, affetta da una disabilità che la costringe all'uso della sedia a rotelle, ha dovuto seguire la riunione a distanza, collegata in video. Un episodio increscioso che peraltro non rappresenta un caso isolato: soltanto poche settimane fa un copione analogo si era verificato a margine di una conferenza organizzata presso il Palazzo di Giustizia. Pure in quella circostanza, a fronte dell'impianto di risalita fuori servizio, l'amministratrice era stata costretta a un collegamento d'emergenza dal piazzale antistante la sede giudiziaria.

Sulla vicenda - inizialmente denunciata da una nota stampa della lista civica "Qui" -  è intervenuta ora l'intera minoranza consiliare con una nota congiunta e perentoria, sottoscritta indistintamente da tutti i suoi componenti: Vittoria Briccarello, Mauro Bosia, Paolo Emilio Crivelli, Valter Saracco, Gianfranco Miroglio, Mario Malandrone, Michele Miravalle, Maria Ferlisi, Luciano Sutera Sardo, Donato Pafundi e Massimo Cerruti.

I rappresentanti di opposizione mettono in chiaro che il regolare svolgimento delle assemblee non può prescindere dall'eliminazione di qualunque ostacolo fisico: “Chiediamo che il prossimo Consiglio comunale di Asti venga convocato presso Palazzo Mandela, oppure in una sede alternativa pienamente accessibile, come la Provincia, affinché sia garantita la possibilità di partecipazione dell’assessore”, scrivono i firmatari. Nel caso in cui non si riuscisse a reperire in tempo utile una sala priva di barriere, la richiesta è altrettanto netta: rinviare i lavori “fino a quando l’ascensore non sarà entrato in funzione”.

La critica sollevata dalle forze di minoranza si muove su un piano di principio fondamentale che supera gli schieramenti: “Riteniamo che la partecipazione alle sedute istituzionali debba essere garantita a tutti, senza che le barriere architettoniche diventino un ostacolo all’esercizio del proprio ruolo istituzionale”.

Non si tratta, dunque, di avanzare concessioni particolari: “Non si tratta di una richiesta di favore, ma di una questione di accessibilità, rispetto e pari dignità istituzionale”, ribadiscono i consiglieri, sottolineando come sia imprescindibile consentire a chi ricopre una carica pubblica di intervenire senza impedimenti logistici. Un diritto che il documento estende all'intera cittadinanza, ricordando come le sedute del Consiglio siano a tutti gli effetti pubbliche e pertanto debbano risultare fruibili a chiunque desideri assistervi.

Il documento della minoranza si conclude con un monito rivolto direttamente alla macchina amministrativa: “Le istituzioni devono essere le prime a dare il buon esempio, garantendo spazi accessibili e condizioni concrete di partecipazione”, rimarcando con fermezza che il rispetto dei diritti fondamentali non può in alcun modo essere subordinato alle contingenze del calendario istituzionale.

Gabriele Massaro