Non si ferma lo scontro sull'approvazione del disegno di legge sulla sanità e sul futuro dell'ospedale Galliera . Dopo il voto di ieri in Consiglio regionale, con l'approvazione della legge sugli incrementi dei fondi contrattuali del personale sanitario e l'emendamento che subordina gli aumenti per i dipendenti dell'ospedale all'ingresso nell'Azienda ospedaliera metropolitana, arriva un nuovo botta e risposta tra il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e la sindaca di Genova Silvia Salis.
L'occasione è stata l'iniziativa organizzata oggi, mercoledì 4 novembre, dalla Uil Liguria ai Giardini Luzzati, dove entrambi sono intervenuti a margine del laboratorio sindacale dedicato ai temi del lavoro, della fiscalità e dello stato sociale.
A riaccendere il confronto è stato Bucci, che, interpellato sulle conseguenze del voto di ieri e sulle reazioni del personale sanitario, ha rivendicato il percorso intrapreso dalla sua amministrazione. "Penso che tutti quelli che lavorano nella sanità siano contenti che finalmente uniformiamo. Sono io a fare quello che avrebbero dovuto fare tutte le giunte di sinistra nel passato. Forse io sono più di sinistra degli altri, non ditelo forte, però è così", ha dichiarato il governatore.
Una battuta alla quale, poco dopo, ha risposto direttamente la sindaca Salis, chiamando in causa anche l'arcivescovo di Genova e presidente del Consiglio di amministrazione del Galliera, monsignor Marco Tasca. "Mi sembra che siano tutti arrabbiati, compreso monsignor Tasca, quindi non so quanto questa cosa sia stata di sinistra - ha replicato Salis -. Evidentemente non è stato colto lo spirito, visto che vedo lo sciopero imminente e anche monsignor Tasca, quindi il rappresentante più alto della Curia, che sappiamo che ruolo ha per il Galliera, non l'ha presa molto bene".
Al centro della controversia resta la legge approvata martedì 3 novembre dal Consiglio regionale, con 17 voti favorevoli e 13 contrari. Il provvedimento prevede, a partire dal 2027, la possibilità per la Giunta di autorizzare incrementi dei fondi destinati alla contrattazione integrativa del personale sanitario, entro un limite massimo del 2% del monte salari regionale del 2018.
Durante la discussione è stato approvato anche un emendamento della maggioranza, presentato da Matteo Campora, che stabilisce l'applicazione delle misure al personale del Galliera soltanto dal momento del suo ingresso nell'Aom, l'Azienda ospedaliera metropolitana.
Una condizione che ha provocato la reazione delle opposizioni e alimentato il confronto istituzionale tra Regione e Comune.
Già nella serata di ieri Salis aveva definito l'esclusione del Galliera dagli incrementi una scelta "incomprensibile sotto il profilo gestionale e punitiva per la città di Genova", accusando la Regione di non aver ripianato le perdite dei bilanci 2024 e 2025 e di mettere a rischio il futuro di uno dei principali ospedali cittadini.
Bucci aveva respinto le accuse, sostenendo che non esiste alcuna volontà di privatizzare il Galliera, ma piuttosto quella di integrarlo nell'Azienda ospedaliera metropolitana, secondo il percorso previsto dalla riforma sanitaria.
A prendere posizione è stato anche monsignor Marco Tasca, che ha contestato l'esclusione dei dipendenti del Galliera dall'equiparazione economica, ribadendo la necessità di garantire pari trattamento al personale e, allo stesso tempo, salvaguardare l'autonomia dell'ospedale.
Anche i sindacati hanno espresso forti critiche sulla gestione della sanità ligure, con lo stato di agitazione già proclamato e la prospettiva di nuove mobilitazioni.












