Ci sono fotografie che documentano un fenomeno e altre che provano a capire cosa si nasconda dietro i numeri. È il caso di Lone Islands, il progetto della fotografa belga Youqine Lefèvre presentato alla Galerie du musée de la Photographie Charles Nègre di Nizza fino all’8 novembre.
Ventiquattro immagini per entrare in una delle grandi trasformazioni della società giapponese contemporanea: un Paese che invecchia rapidamente, dove le nascite diminuiscono e cresce il numero delle persone che vivono sole.
Lefèvre non costruisce però una semplice indagine sulla crisi demografica. Il suo obiettivo si sposta dalle statistiche alle persone, dai dati alle esperienze individuali. Il Giappone diventa così il laboratorio nel quale osservare il modo in cui cambiano la famiglia, l’amore, la mascolinità e i rapporti tra i sessi, ma anche il rapporto con il lavoro, la pressione sociale, la salute mentale e la solitudine.
Per realizzare il progetto, l’artista ha alternato la grande metropoli ai territori periferici. Due residenze presso il 3331 Arts Chiyoda di Tokyo e diversi viaggi l’hanno portata a Kyushu, nelle prefetture di Kyoto, Gifu e Niigata e sulle isole di Sado e Yakushima.
Lone Islands CREDIT Youqine Lefèvre
Un percorso geografico che permette di mettere a confronto due Giappone apparentemente lontani: quello urbano, segnato dalla densità e dall’anonimato delle grandi città, e quello rurale, dove lo spopolamento e l’invecchiamento assumono forme ancora più evidenti.
Alle fotografie si affianca una vera e propria ricerca sociologica. Circa novanta persone sono state intervistate dalla fotografa. Le loro storie diventano parte integrante di un lavoro nel quale l'immagine non è soltanto testimonianza, ma strumento per interrogare una società attraversata da profonde tensioni.
Famiglia e solitudine, patriarcato e disuguaglianze di genere, invecchiamento e fine della vita, aspettative collettive e desideri individuali si incontrano nelle fotografie di Lefèvre.
Il progetto nasce dall’esperienza personale e professionale di un’artista che ha fatto dell’intreccio fra dimensione intima e dimensione politica uno dei cardini della propria ricerca. Nata nel 1993, di origine asiatica e residente a Bruxelles, Lefèvre lavora con fotografia, archivi, video, testi e ricerca documentaria.
Lone Islands CREDIT Youqine Lefèvre
Il suo interesse è rivolto soprattutto a ciò che rimane spesso invisibile: le trasformazioni dei legami familiari, la memoria, le relazioni affettive e il modo in cui le strutture sociali e politiche finiscono per entrare nella vita privata.
Il lavoro di Youqine Lefèvre è stato esposto, tra gli altri, al FOMU di Anversa, alla Photographers’ Gallery di Londra, al Centre de la Photographie di Ginevra, a Photo Élysée di Losanna e al Photoforum PasquArt di Biel/Bienne. Nel 2022 ha pubblicato un libro con The Eriskay Connection, selezionato per il Paris Photo-Aperture First PhotoBook Award.
A Nizza Lone Islands arriva grazie alla collaborazione storica tra il Musée de la Photographie Charles Nègre e l’associazione Sept Off, nell’ambito del festival L’Image Satellite, dedicato alla fotografia contemporanea e alle sue forme più sperimentali. Il festival, in programma dal 19 settembre al 10 ottobre 2026, ha il suo centro al 109, polo di culture contemporanee di Nizza.
La mostra di Lefèvre diventa così anche una riflessione sul ruolo della fotografia oggi: non soltanto raccontare ciò che accade, ma cercare le domande nascoste dietro ciò che vediamo. In Lone Islands, quelle domande riguardano il futuro di una società. E, forse, anche il nostro.






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