Un teatro da 150 posti, due sale prove, tre sale musica, spazi per leggere e studiare e una enorme hall che si affaccia su un giardino dove ospitare attività e progetti: tutto questo è la nuova Bellarte, il teatro gestito da Tedacà che da ieri è tornato a vivere dopo una ristrutturazione di circa due anni che gli ha completamente cambiato volto. "Adesso non ci resta nient'altro se non tornare a fare esattamente quello che facevamo prima, ma meglio e in spazi più adeguati", ci spiega un emozionato Simone Schinocca, direttore artistico di Tedacà. Che poi continua: "Questo è sempre stato, e continuerà a essere, uno spazio di dialogo, di riflessione e di confronto con la comunità, dove vivere cultura, arti performative e socialità, giovani e diritti".
Bellarte nacque nel 2006 in via Bellardi 116, quartiere Parella in Circoscrizione 4, quando al posto di una fabbrica tessile ormai dismessa è stato deciso di costruire un teatro come luogo di aggregazione giovanile. Uno spazio che si è talmente legato all'associazione Tedacà che oggi ha preso il nome di "Tedacà Bellarte", come tutti ormai erano abituati a chiamarlo. E che, per 20 anni, è stato un luogo di protagonismo giovanile, di arte e di cultura che ha offerto alla cittadinanza spettacoli, corsi e laboratori di teatro, danza, musica e canto, ma anche possibilità di incontro, studio e assistenza.
Ecco le parole di Simone Schinocca:
La ristrutturazione è stata imponente. Chi si ricorda la vecchia Bellarte ci metterà un po' a orientarsi: la nuova hall si trova dove prima c'era la platea con il pubblico; là dove c'era il palcoscenico oggi ci sono gli spogliatoi e le sale prove; il teatro si trova invece dal lato opposto, dove un tempo c'era la tettoia. Il risultato? Una sala moderna, più funzionale, che passa da 80 a 140 posti. E un luogo pronto ad accogliere cittadini e residenti 24 ore su 24. Il tutto per una spesa di 1 milione e 300mila euro, sostenuta dal Comune con i fondi del Pnr (300mila), i contributi di Regione, Ministero e vari sponsor (500mila) e l'investimento diretto di Tedacà (500mila), che comprende anche alcune donazioni da privati.
Ieri sera c'è stata l'inaugurazione ufficiale dei nuovi spazi, con il taglio del nastro da parte del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, e la messa in scena dello spettacolo "La scortecata" di Emma Dante, regista premiata alla Biennale di Venezia con il "Leone D'oro alla Carriera". Ma non finisce qui: la festa di Bellarte proseguirà infatti stasera e poi tutto il weekend. I cittadini potranno infatti fare visita ai nuovi spazi e poi godersi lo spettacolo con questi orari: venerdì 9 ottobre (20.15 visita dello spazio e 21 spettacolo), sabato 10 e domenica 11 ottobre (18.45 visita dello spazio e 19.30 spettacolo). Informazioni QUI.
"Il nostro rapporto con il territorio che ci ospita è fortissimo", ci racconta ancora Schinocca. "In questi due anni di lavori ci siamo resi conto una volta di più la centralità e l'importanza che Bellarte rappresenta per questo quartiere. Le persone passavano a chiedere, a curiosare, spesso anche ad aiutare. D'altra parte noi non abbiamo mai smesso di offrire cultura e performance, magari per un pubblico ristretto di 30 o 40 persone, nell'atrio o nel giardino. E' stato un modo per tenere ben saldo il filo che ci lega al nostro pubblico, un modo per dire a tutti 'Tedacà è sempre viva e non vi abbandona'. E' stato così che negli anni abbiamo trasformato Bellarte in un luogo identitario di questo quartiere, in uno spazio di comunità. In un certo senso, siamo una parrocchia duepuntozero, punto di riferimento per il vicinato. Teniamo molto al rapporto con le scuole e con i residenti, anche se, ovviamente, il nostro pubblico arriva da ovunque: da Torino centro ma soprattutto da tutta l'area Ovest, Grugliasco, Collegno...".
"Quello che ci descrive meglio", continua Schinocca, "è la nostra dimensione legata al territorio che però si accompagna a una dimensione qualitativa, alla capacità di attrarre progetti di qualità. Siamo innanzitutto un presidio culturale e il nostro obiettivo è offrire corsi, laboratori, momenti formativi, performance dal vivo. Vorremmo che il teatro fosse impegnato sette giorni su sette: per ospitare gli spettacoli della stagione di Fertili Terreni ma non solo, anche per ospitare le prove, come residenza artistica per attori e compagnie, come luogo di incontro per workshop e confronto con i cittadini".
Particolare la politica sui prezzi. "Da noi", conclude il direttore artistico di Tedacà, "non troverete mai prezzi proibitivi. Uno spettacolo costerà in media poco più di una decina di euro. Il nostro orgoglio è il 'biglietto sospeso', l'iniziativa attraverso cui una persona può acquistare un biglietto per uno spettacolo e lasciarlo in cassa, in modo che vanga donato a qualcuno con difficoltà economiche e che altrimenti non potrebbe permettersi questo momento di cultura. Per me una barriera economica non deve mai essere una barriera alla cultura: soluzioni si possono sempre trovare. Io, che ero figlio di una casalinga che arrivava dalle campagne e di un immigrato siciliano quasi analfabeta che lavorava in fonderia, non avrei mai pensato di poter entrare in un teatro, men che meno lavorarci. La svolta è stata una zia, che piuttosto mangiava pane e patate ma non avrebbe mai rinunciato a fare l'abbonamento al Regio. Ed è stata lei a aprirmi gli occhi su questo mondo".

![Parella accoglie la nuova Bellarte: teatro, laboratori, aula studio, luogo d'incontro. Schinocca: "Siamo tornati" [VIDEO] Parella accoglie la nuova Bellarte: teatro, laboratori, aula studio, luogo d'incontro. Schinocca: "Siamo tornati" [VIDEO]](https://www.ilnazionale.it/typo3temp/pics/w_239d83e111.jpeg)



















