Mancano dieci mesi alle elezioni amministrative che ridisegneranno il futuro di Asti, ma la macchina elettorale si mette ufficialmente in moto con una novità destinata a sparigliare le carte. Al centro dello scenario politico locale si posiziona la neonata lista civica Goria sindaco, guidata da Marco Goria, 55 anni. Per l'attuale presidente dell'omonimo ente culturale, la scelta di impegnarsi in prima persona per la propria città rappresenta un passo ponderato, maturato nel segno di un profondo legame familiare e civile con il territorio astigiano. Un posizionamento che il candidato ha voluto chiarire subito con fermezza, sgomberando il campo da qualsiasi ambiguità: "La Fondazione Goria non c'entra nulla, ci tengo a proteggerla da ogni influenza politica".
A introdurre lo spirito della squadra è il consigliere comunale e capolista Roberto Migliasso: "C'è un fortissimo entusiasmo e abbiamo già una ventina di candidati con le idee molto chiare. In città si avverte la mancanza di una forte presenza del centro; per questo abbiamo cercato le basi e deciso di creare una coalizione di centro intorno al nome di Marco Goria, che riteniamo il perfetto catalizzatore di questa idea. Se prima non c'erano le condizioni per proporre questa alternativa, ora i tempi sono maturi". Fondamentale, per l'elaborazione della proposta, il supporto dell'associazione Asti Oltre, definita come il vero e proprio motore che fornisce i contenuti e le idee alla lista.

Una campagna elettorale propositiva e senza insulti
Il candidato sindaco ha voluto innanzitutto dettare lo stile comunicativo della sua proposta, rifiutando i vecchi cliché associati alla retorica dei blocchi contrapposti: "Vi prego di non scrivere che scendo in campo, non mi piacciono i riferimenti impliciti di questo modo di dire". Marco Goria ha poi spiegato le ragioni che lo hanno spinto a rivedere la sua iniziale intenzione di non partecipare alla competizione: "I sostenitori sono circa duecento e credono nel nostro programma. Le carenze della città sono purtroppo sotto gli occhi di tutti, e a convincermi è stato il fatto che la maggioranza del gruppo mi ha garantito un sostegno compatto se mi fossi candidato".
L'obiettivo dichiarato è ambizioso, puntando a intercettare la vasta fetta di elettorato che ha scelto l'astensionismo nelle ultime tornate: "Faremo una campagna elettorale per qualcosa", ha sottolineato il candidato, "non ci sentirete mai insultare nessuno, ma lavoreremo per proporre soluzioni concrete ai problemi che riscontriamo". Tra i principi cardine spicca l'uguaglianza territoriale: "Il centro, la periferia e le frazioni saranno considerate allo stesso livello, per sconfiggere quel diffuso sentimento di isolamento che molti cittadini oggi avvertono".

I quindici punti del programma e la gestione della città
La bozza programmatica si articola su quindici punti iniziali, destinati a essere integrati attraverso il lavoro di specifiche commissioni tematiche. Le priorità immediate toccano la sicurezza, lo sport e il decoro urbano, inteso quest'ultimo come un vero e proprio deterrente alla microcriminalità. Un capitolo centrale sarà dedicato al lavoro e alle nuove generazioni, tanto che il motto della lista sarà "Asti ti chiede di restare".
Sul difficile fronte degli spazi vuoti e della cronica mancanza di fondi, la strategia si baserà su una rigorosa scala di priorità, accompagnata da una razionalizzazione della macchina pubblica. Per quanto riguarda la viabilità, la lista intende recuperare il piano sul traffico elaborato da Asti Oltre: "Un piano che l'attuale amministrazione non ha mai preso in considerazione e che vogliamo migliorare, partendo dal presupposto che l'attuale assetto della Ztl è irregolare e si sarebbe dovuto allargare entro il 2024". Per la tangenziale, l'idea è quella di avviare una trattativa per rendere gratuito il tratto tra Asti est e Asti ovest, replicando il modello adottato ad Alba: "Non dipende direttamente dal comune, ma è un tentativo politico che faremo per alleggerire il traffico", ha precisato Marco Goria.
Identità da capoluogo e lo sviluppo del territorio
Forti critiche sono state mosse alla perdita di centralità di Asti nei confronti delle realtà vicine: "Asti deve ritrovare la sua identità di capoluogo. Abbiamo svenduto la gestione del turismo agli albesi e la Camera di commercio ad Alessandria. Manca una visione d'insieme, mentre fra nove anni celebreremo il centenario della Provincia. Il nostro è un progetto a dieci anni, mirato a far sì che tutti i 117 comuni del territorio riconoscano la centralità di Asti".
Anche il polo universitario dovrà cambiare volto, superando l'attuale funzione di 'agenzia formativa' per trasformarsi in un centro di alta qualità e forte attrattività. Sul fronte delle aziende partecipate, con il Comune che detiene il 59 per cento delle quote di Asp, si cercherà un nuovo equilibrio tra la sfera pubblica e quella privata. Per la scuola e i servizi culturali verrà istituita una commissione apposita dedicata alla Istruzione e alla Cultura, con l'obiettivo di coordinare un'offerta ricca ma spesso penalizzata da sovrapposizioni.
La squadra dei candidati e le alleanze
Dal punto di vista delle alleanze, lo sguardo è rivolto esclusivamente ad altre realtà civiche di centro, mentre viene categoricamente esclusa una convergenza con Mario Bovino di Azione: "Vediamo la politica in modo troppo diverso, non potrà mai esserci un ricongiungimento". Tra le fila della formazione si registrano alcuni addii importanti, come quelli di Marco Demaria, Marta Parodi e Maria Bagnadentro, che intraprenderanno percorsi differenti.
La squadra dei candidati al consiglio comunale comprende Elena Borgo, Paolo Musso, Andrea Brignolo, Luigi Di Gioia, Fulvia Capello, Matteo Buttaci, Davide Marescotto, Federica Oddone, Paola Brunetti, Ettore Barbero, Niccolò La Penna, Michele Carelli, Umberto Cinquegrana e Hilton Kennedy, guidati dal capolista Roberto Migliasso.
Tra i volti nuovi (i candidati non erano tutti presenti), il veterinario Andrea Brignolo ha voluto rimarcare il proprio impegno professionale: "Metto a disposizione le mie competenze per promuovere il turismo sostenibile, le fattorie didattiche e il benessere animale. Inoltre, da appassionato di musica, vorrei valorizzare gli artisti locali creando appositi spazi di espressione". Ha espresso forte coesione anche l'ingegnere Paolo Musso, titolare della galleria Alfieri in piazza Medici: "Lavoriamo uniti per un profondo cambio di mentalità verso una città che punti al rinnovamento e che diventi realmente attrattiva per i giovani. Il nostro non è un libro dei sogni".


Per chiunque desideri avvicinarsi o contribuire al progetto, la lista ha attivato la casella di posta elettronica segreteria@goriasindaco.it.

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