Dopo polemiche, attese e rinvii, in gran parte dettati da questioni politiche, sembra arrivare a conclusione il progetto di fusione per incorporazione inversa del Consorzio Acque Pubbliche Savonesi in Aps (fusione che riguarda anche Sca e Servizi Ambientali), quella che era stata definita "la guerra dell'acqua".
Il Comune di Savona dovrebbe discutere la delibera nella giunta di domani, 28 maggio. "Prevediamo di portare la pratica nella prossima giunta – spiega l'assessore Silvio Auxilia – per completare così il processo di fusione. Alcuni comuni come Loano, Borghetto o Alassio avevano apportato qualche piccola modifica e si è reso necessario questo ulteriore passaggio". Sarà poi necessario il passaggio in Consiglio comunale, come per gli altri Comuni coinvolti.
Il progetto prevede l'incorporazione inversa del Consorzio per la Depurazione delle Acque Pubbliche del Savonese S.p.A. all'interno di Acque Pubbliche Savonesi S.c.p.a. e la sua trasformazione in società a responsabilità limitata che sarà chiamata a gestire l’ATO unico da Laigueglia a Varazze.
Costituita nel 2019, ha avuto in affidamento la gestione dell’acqua pubblica per il tramite delle tre partecipate. Entro il 31 dicembre 2021 avrebbe dovuto completarsi il processo di fusione, ma ci sono state due proroghe: una al 31 dicembre 2023 e una al 31 dicembre 2025, motivate dal periodo Covid e poi dalle difficoltà del percorso di fusione, di carattere tecnico ma soprattutto di valenza politica. È stato poi fissato il termine del 30 giugno, pena l'avvio di un commissariamento da parte degli enti competenti.













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