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Politica | 27 maggio 2026, 07:21

Da Sanremo a Bordighera, il civismo trasversale conquista il Ponente: nasce il nuovo “modello grandi alleanze”

Giuseppe Trucchi o Massimiliano Bassi alla carica di vice sindaco, ipotesi giunta

Da Sanremo a Bordighera, il civismo trasversale conquista il Ponente: nasce il nuovo “modello grandi alleanze”

«Il modello Sanremo? Non credo di avere meriti particolari, se non quello di avere compreso che alle elezioni amministrative le persone contano sempre di più rispetto agli schieramenti politici. Da qui la scelta di una formula di governo locale che può funzionare, basata sui programmi e sul pragmatismo, senza nulla togliere al ruolo dei partiti». Alessandro Mager, sindaco della città dei fiori e della musica dal giugno 2024, risponde così ai richiami alla sua eterogenea maggioranza a trazione civica orientata verso il centrodestra e allargata all'ala progressista, ora che il trasversalismo ha conquistato anche Bordighera, con la schiacciante vittoria della composita lista guidata da Marzia Baldassarre.

Già, perché tutto è iniziato a Sanremo, nel passaggio tra primo e secondo turno elettorale, quando Mager e la sua base pilotata da Anima hanno accettato l'idea di stringere un patto programmatico con Pd e Generazione Sanremo, esclusi dal ballottaggio pur con un ottimo risultato, riuscendo così a rimontare l'ampio distacco patito inizialmente dal candidato del centrodestra dei partiti, Gianni Rolando, e vincendo contro i pronostici (per circa 400 voti di differenza). Tra i tessitori di quell'intesa, in prima linea c'era l'allora segretario provinciale dem Cristian Quesada. Che ne ha fatto talmente tesoro da riprovarci un anno dopo a Vallecrosia, la sua città (di cui era consigliere di minoranza), questa volta in prima persona e in modo ancora più estremo in termini politici, abbracciando le ambizioni di uomo di destra dalla testa ai piedi, quel Fabio Perri che era dirigente provinciale di FdI, uscito dal partito per andare alla conquista del Comune.

Oggi governano l'uno accanto all'altro, il sindaco forte e decisionista, con il vice meno appariscente e più incline all'arte del tessitore, aperto al dialogo senza steccati ideologici quando si tratta di amministrare le città, basandosi su figure credibili e programmi realizzabili, anche a costo di scontrarsi con la parte più identitaria del Pd. Non a caso, ha messo lo zampino pure nella “vicenda” Bordighera, in cui il modello inaugurato a Sanremo ha assunto forme ancora più trasversali, sempre sotto l'ombrello del civismo. Un'ampia e variegata coalizione, quella di Bordighera Domani, nata in pratica un minuto dopo il deposito delle firme con cui, nel dicembre scorso, nove consiglieri (di maggioranza e opposizione) hanno fatto cadere l'allora sindaco Vittorio Ingenito. Tra questi, il dem Giuseppe Trucchi e Massimiliano Bassi, esponente del civismo moderato che si ispira al centrodestra, battuto da Ingenito nel 2023 per un pugno di voti. Hanno garantito un contributo importante alla lista, in termini di preferenze, e ora attendono fiduciosi le scelte della neo sindaca (ieri ha indossato la fascia tricolore) per la giunta.

C'è chi scommette che a Trucchi possa andare la carica di vicesindaco, nel solco del “modello Sanremo” (con Fulvio Fellegara) replicato a Vallecrosia (con Quesada) per riconoscere il ruolo della quota progressista. E anche Bassi sembra destinato a sedersi nell'esecutivo. Gli altri possibili nomi? Si vocifera di Sandra Silvestri, la più votata, Margherita Mariella, Alessandro Albanese, Fulvio Debenedetti. I posti per gli assessori sono cinque e non si escludono scelte a sorpresa. La certezza è lo sviluppo del format “grandi alleanze”, che si è fatto largo anche in un territorio storicamente complicato per il fronte progressista, al punto che già qualcuno parla di “modello Ponente”. Un civismo spinto benedetto dal nuovo corso di Forza Italia nell'Imperiese, in particolare da Claudio Scajola, da poco tornato nel partito che aveva organizzato a livello nazionale su incarico di Berlusconi, e da Marco Scajola, al quarto mandato da assessore regionale.

Ma con dei distinguo: mentre l'ex ministro si era speso pubblicamente per Mager (tanto che adesso l'ha voluto come vice da presidente confermato della Provincia), ma non per il tandem Perri/Quesada (mantenendo così le distanze nette dal Pd), e ora ha sostenuto la Baldassarre in quanto forzista, il nipote era al suo fianco nella contesa sanremese, esponendosi poi a favore del progetto-Vallecrosia, restando però un passo indietro nella tornata elettorale a Bordighera. Dinamiche interne (e politiche) della “Scajola family”.

Gianni Micaletto

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