Con gli spogli in corso e il “No” che avanza un primo dato politico significativo arriva dai dati sull’affluenza del referendum sulla giustizia. Con i torinesi che stanno bocciando il quesito referendario un dato rilevante, anche in ottica di elezioni amministrative che si terranno il prossimo anno in città riguarda l’affluenza. Con la percentuale nazionale che si attesta intorno 58,90%. Torino risponde con una partecipazione decisamente più vivace, ma profondamente spaccata al suo interno. Con tutti i seggi scrutinati il capoluogo piemontese fa registrare un’affluenza del 63,88%, portando alle urne 403.449 cittadini su una platea di 631.560 elettori complessivi.
Ma è osservando la distribuzione del voto che emerge una mappa della città divisa in due: da un lato i quartieri centrali, dall'altro le periferie popolari, perferici, lì dove da tempo il terreno elettorale si gioca tutto sul tema della sicurezza, oggi la giustizia non sposta gli equilibri. Anzi si può quasi parlare di una parte di città che ha disertato le urne.
Il dato più eclatante arriva dalla Circoscrizione 1, che comprende il Centro e la Crocetta. In quest'area si è votato in massa, con il 71,00% degli aventi diritto che si è recato ai seggi, pari a 42.883 votanti su circa 60.000 residenti. Questa zona si conferma il cuore pulsante della partecipazione torinese, seguita a breve distanza dalla Circoscrizione 4 di San Donato e Parella al 67,77% e dalla Circoscrizione 8, che include San Salvario e i quartieri della collina, ferma al 67,63%. Anche la Circoscrizione 3 e la Circoscrizione 2 mostrano una tenuta solida, restando rispettivamente sul 66,72% e sul 63,38%.
Il quadro cambia però drasticamente spostandosi verso la zona nord della città. Il divario con i quartieri popolari e operai è netto, quasi un abisso in termini di coinvolgimento civile. Nella Circoscrizione 6, che ospita Barriera di Milano e la Falchera — nelle ultime elezioni amministrative fortino elettorale di Fratelli d’Italia — l'affluenza è crollata al 53,56%. Qui solo 35.362 persone su oltre 66.000 hanno espresso il proprio voto, segnando il punto più basso di tutta Torino con uno scarto di quasi diciotto punti percentuali rispetto al centro.
Una dinamica simile si riscontra nella Circoscrizione 5, quartiere storicamente operaio che comprende Borgo Vittoria e Madonna di Campagna, oggi amministrato dal centrodestra. In quest'area la partecipazione si è fermata al 55,43%, con circa 46.000 votanti su una base elettorale di oltre 84.000 cittadini. Diverso il discorso per la Circoscrizione 7, che pure include quartieri più popolari come Aurora, ma anche Vanchiglia e il pre collina di Madonna del Pilone e Sassi. Qui la partecipazione è stata altissima con un’affluenza finale del 65,83%.
In generale nei salotti e nei quartieri della classe media il tema della giustizia ha mobilitato l'elettorato, mentre nelle periferie di Torino Nord il quesito referendario ha faticato a far breccia. Nonostante queste zone siano diventate il bacino di voti principale per l’elettorato meloniano, la risposta, almeno per metà dei suoi abitanti, è stata di silenzio elettorale.













Commenti