La Lega tira la volata per il referendum sulla Giustizia. Con i sondaggi che danno il "No" in recupero, il Carroccio riparte dai mercati e dalle piazze cittadine per invertire la rotta e per ribaltare la narrazione del centrosinistra che, per il partito di via Bellono, sta mettendo in atto una campagna basata su fake news.
"Una riforma che libera la Magistratura dalla politica - è il commento della deputata Elena Maccanti - la sinistra vota contro una riforma che stava nel suo programma elettorale, con l'unico obiettivo di mandare a casa il governo Meloni". Il riferimento è al disegno di legge della torinese Anna Rossomando, vicepresidente del Senato in quota Pd.
"Un dibattito falsato"
"Un dibattito falsato - gli fa eco il deputato Alessandro Benvenuto - I gazebo che abbiamo organizzato nei prossimi giorni servono anche a raccontare tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi anni sulla Giustizia, che non è solo legato al quesito referendario".
Le iniziative servono, secondo il consigliere regionale e cittadino Fabrizio Ricca a "smontare le balle a partire dai pieni poteri, fino al controllo totale da parte della politica sui magistrati. Vogliamo dire ai torinesi che dire Sì significa rendere più europea la giustizia italiana".
Un rush finale che vedrà il partito di Matteo Salvini impegnato in oltre 20 punti su tutta la provincia in questo fine settimana e terminerà giovedì 19 marzo all'Holiday Inn di corso Francia alla presenza del segretario regionale Riccardo Molinari, l'avvocato Mauro Anetrini e con l'intervento in collegamento di Simonetta Matone, ex magistrato e oggi componente della commissione Giustizia in Parlamento.
"L'ultimo rush andrà a toccare ogni Circoscrizione tra gazebo e volantinaggi - conferma il segretario cittadino del partito Fabio Tassone - l'impegno sul territorio di Torino è stato molto nelle ultime settimane per spiegare le ragioni del Sì".
Le influenze del voto a livello locale

L'esito del referendum non influenzerà la tenuta del governo. Al contrario, sostengono gli esponenti locali della Lega, potrà averne a livello locale.
"Lo Russo si è espresso in maniera forte per il No - ha aggiunto Ricca - il risultato darà una chiara indicazione sul prossimo anno". Anno di elezioni. Ieri il mondo di centro, guidato dal moderato Mimmo Portas, ha espresso compattamente il sostegno al sindaco Lo Russo.
Chiuso il referendum, la Lega guarda al 2027. "Per battere il centrosinistra serve un programma - ha aggiunto Ricca - ora la priorità è il referendum, dove già emergono spaccature forti. Portas ha detto che voterà per il Sì. Attendiamo di vedere come si esprimeranno in campagna elettorale, visto che siedono con noi in Regione e con loro a Torino. Tutte questioni su cui rifletteremo".
Ma col centro che oscilla come un pendolo di Foucault, sul tavolo non c'è ancora un nome. Tutto rimandato al dopo referendum. Nonostante i rumors vedano candidato in pectore il meloniano di ferro Maurizio Marrone, la Lega non spende nomi in questa fase.
"Non un nome, ma il programma"
"Il punto di partenza non è un nome, ma un programma - ha aggiunto Maccanti- Lo faremo insieme a una città profondamente delusa da questa amministrazione. La prossima sarà la campagna elettorale di tutta la città. Lo stiamo facendo incontrando gli stakeholder come abbiamo fatto con Cresci Piemonte (con la presentazione di un emendamento sulla questione a firma Ricca, ndr), mettendo davanti alle ragioni politiche, a differenza del centrosinistra, il bene della città".








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