Il Nazionale

Politica | 30 aprile 2026, 18:05

Sale da gioco e minori, il Comune di Cuneo frena: “Servono regole più severe, ma siamo vincolati dalla legge regionale”

Serrato ma bibartisan confronto in Consiglio comunale: Serale propone un’analisi aggiornata e più controlli sul territorio

Sale da gioco e minori, il Comune di Cuneo frena: “Servono regole più severe, ma siamo vincolati dalla legge regionale”

A dieci anni dall’introduzione della normativa regionale sul gioco d’azzardo, il tema torna con forza nel Consiglio comunale di Cuneo, dove l’interpellanza della consigliera Luciana Toselli (Cuneo per i Beni Comuni) riaccende il dibattito sulla presenza di sale gioco a ridosso delle scuole e sulla tutela dei minori.

Ma è soprattutto dalla risposta dell’assessore Luca Serale che emerge il quadro attuale: margini di intervento limitati per i Comuni e la necessità di un possibile inasprimento delle regole a livello regionale.

È una piaga sociale che ha dei numeri devastanti”, ha dichiarato Serale, richiamando i dati sulla spesa media pro capite nel gioco d’azzardo. “Se pensiamo che si superano i 2.300 euro all’anno per persona, includendo anche i minorenni, è una cifra aberrante”.

(L'assessore Luca Serale)

L’assessore ha riconosciuto come il tema sia noto e dibattuto da tempo, anche nelle precedenti amministrazioni, ma ha chiarito i limiti operativi dell’ente: “Noi possiamo agire sui controlli – distanze, autorizzazioni, orari – attraverso la polizia locale, ma non siamo soli: intervengono anche Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”.

Il punto centrale resta normativo. La legge regionale del 2016, aggiornata nel 2022, ha introdotto distanze minime e restrizioni, senza però intervenire in modo retroattivo sulle licenze già esistenti. Un nodo evidenziato con forza dalla consigliera Toselli, che ha denunciato la presenza di slot machine “a circa 30 metri da tre istituti superiori” e in prossimità di scuole medie ed elementari nel centro cittadino. “Chiediamo che le norme sulle distanze minime vengano estese anche alle vecchie licenze”, ha sollecitato.

(La consigliera Luciana Toselli)

Sul tema è intervenuta anche la consigliera del Partito Democratico Santina Isoardi, sottolineando la necessità di un approccio condiviso: “La vicinanza fisica tra luoghi di istruzione e sale da gioco è un fattore di rischio che conosciamo bene”, ricordando però che “la normativa regionale ha introdotto maglie che talvolta limitano l’azione incisiva dei Comuni”.

(La consigliera Santina Isoardi)

Più netto il consigliere Franco Civallero (Forza Italia), che ha parlato di “spettacoli non educativi” per i ragazzi che escono da scuola e passano davanti alle sale gioco, arrivando ad affermare: “Io una soluzione la troverei: chiuderle e via. Però purtroppo non si può”.

(Il consigliere Franco Civallero)

Nella sua replica, Serale non ha escluso la necessità di un intervento normativo più deciso“Per certi versi la legge regionale forse andrebbe anche leggermente inasprita rispetto a quanto avete detto”. Da qui la proposta operativa: “Fare un punto preciso, aggiornato al 2026, sul lavoro svolto. Può essere utile per capire quale sia il raggio d’azione di un Comune capoluogo come il nostro, che può anche fare da capofila su un tema così sensibile”.

Nel frattempo, le segnalazioni puntuali emerse nell’interpellanza sono già state trasmesse alla polizia locale per le verifiche del caso. “Il tutto è stato inoltrato – ha concluso l’assessore – perché si possa accertare concretamente la situazione sul territorio”.



 

Cesare Mandrile

Commenti