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Politica | 30 aprile 2026, 16:40

Caos giunta a Sassello, dopo la lettera del Sindaco, i dimissionari attaccano: "La decisione di ritirare le deleghe all'assessore Caviglia su richiesta di 5 consiglieri"

Vernero, Caviglia e Dabove al "veleno". Un gruppo di 150 cittadini avevano scritto a Scasso chiedendo di evitare il "rimpasto"

Caos giunta a Sassello, dopo la lettera del Sindaco, i dimissionari attaccano: "La decisione di ritirare le deleghe all'assessore Caviglia su richiesta di 5 consiglieri"

"Certamente il sindaco Scasso sa cosa si deve fare davanti agli incendi, ma se la sua metafora implica che a mettere a rischio la stabilità del Comune con un nuovo commissariamento e la paralisi burocratica siano state le dimissioni dei sottoscritti questa metafora è fuori luogo".

Con queste parole inizia la "piccata" replica di Sabrina Vernero, Italo Caviglia e Adelmo Dabove e che martedì scorso hanno presentato le loro dimissioni rispettivamente da vicesindaco, assessore e consigliere comunale di Sassello.

Il Sindaco Gian Marco Scasso in un comunicato ha lasciato intendere che andrà avanti per la sua strada, a ranghi ridotti (al suo fianco sono rimasti 5 consiglieri comunali) e con un possibile inserimento di un assessore esterno (sempre più forti le voci che portano all'ex sindaco di Stella dal 2011 al 2021 Marina Lombardi). Evitando così un ulteriore commissariamento come avvenuto dopo le dimissioni dell'ex sindaco Marco Dabove.

"Nella sua accorata lettera il sindaco omette un passaggio fondamentale: la sua decisione di ritirare le deleghe all’Assessore al Bilancio, Personale e Affari generali; quindi, deleghe di peso che fino ad oggi sono state gestite garantendo al Comune rispetto dei tempi e ottenimento degli obiettivi, non già per inadempienze o atti che abbiano messo a rischio l’Ente bensì per questioni 'caratteriali' fatte valere dai 5 consiglieri comunali rimasti. Tale scelta è stata assunta dal sindaco nonostante una riunione di Consiglio comunale in cui erano state chiarite le inesattezze contenute nella lettera dei Consiglieri al fine di dare le corrette informazioni al Sindaco ed ai cittadini. Per prima cosa era stato smentito che vi fosse il 'rischio di paralisi amministrativa' paventato dai consiglieri che, evidentemente ignoravano che la Giunta avesse approvato nei termini tutti gli atti di bilancio previsti dalla normativa, garantendo gli equilibri e procedendo con le attività necessarie alla gestione. È quindi nei fatti la risposta".

I cinque consiglieri comunali rimasti, Martino Zunino, Elena Massacesi, Bruno Antonio De Felice, Claudia Manolio e Vincenzo Pinto, avevano mandato quindi una lettera al primo cittadino richiedendo che le deleghe dell'assessore Caviglia fossero ritirate. Ma lo stesso diretto interessato, Vernero e Dabove si sono opposti.

"Era stato respinto con forza il dubbio che la nota instillava relativamente alla demotivazione degli Uffici comunali. I sottoscritti avevano trovato personale motivato, con l’obiettivo di fare il bene del comune e impegnato nei propri compiti. Per quanto riguardava il tema del Segretario Comunale, erano stati ancora una volta corretti gli estensori della nota precisando che non vi sono stati 'andirivieni': da subito il Comune ha potuto contare sul Segretario comunale dottor Arvasi, che ha avuto un ruolo importantissimo proprio nei primi tempi dell’insediamento. Purtroppo, ha lasciato l’incarico dichiarando differenza di vedute non con l’Assessore Caviglia bensì con il Sindaco stesso. Così è stato fatto e da alcuni mesi il Comune può contare sulla figura della dottoressa Ramoino - continuano Vernero, Caviglia e Dabove - Detto quanto sopra appare in tutta la sua evidenza il fatto che non c’è stata alcuna situazione di 'prolungata inattività'. Si erano tralasciate le considerazioni sul carattere e sulla persona dell’Assessore Caviglia, che saranno oggetto di esame in altre sedi, a tutela della persona".

"In conclusione, si era preso atto del fatto che 5 consiglieri abbiano impiegato tempo ed energie per attaccare un Assessore coinvolgendo, per questo fine, il Sindaco, tutta la Giunta ed il personale comunale, accusando l’Ente ed i suoi dipendenti di inattività e demotivazione. Si era preso atto della minaccia rivolta al Sindaco di non assicurare sostegno all’Amministrazione comunale se il Sindaco stesso non avesse eseguito quanto si tentava di imporgli. Si erano respinti in toto i rilievi e le considerazioni contenute nella nota risultati privi di qualsiasi fondamento, e si era ribadita la fiducia al Sindaco ed alla compagine giuntale respingendo qualsiasi ipotesi di rimpasto – ribadiscono gli ex amministratori - Nonostante ciò, il Sindaco procedeva, il giorno successivo, al ritiro delle deleghe motivando tale scelta con la richiesta fatta dai 5 consiglieri. Né il sindaco ha voluto ascoltare la voce di 120 sassellesi (era stata inviata una lettera firmata da un nutrito gruppo di abitanti,ndr) che chiedevano di bloccare il rimpasto".

"Non è quindi ai sottoscritti che può essere addebitata la situazione di rischio commissariamento del Comune di Sassello ma ad una scelta deliberatamente assunta dal sindaco nonostante la richiesta scritta e firmata da cittadini elettori sassellesi che ringraziamo per la conferma di fiducia che ci hanno riservato ad un anno dalle elezioni. Il sindaco 'non scappa, valuta la gravità, il vento, salva gli uomini e spegne l’incendio con sangue freddo, mente lucida e determinazione'. Concordiamo con il Sindaco sul fatto che 'a volte un passo indietro permette alla città di fare un passo avanti'. Peccato che si riferisca solo ai passi indietro degli altri" concludono Sabrina Vernero, Italo Caviglia, Adelmo Dabove.

Luciano Parodi

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