Il Nazionale

Politica | 09 febbraio 2026, 09:39

Le sirene del generale Vannacci non seducono la Destra identitaria cuneese

Paolo Chiarenza e Guido Giordana intervengono nel dibattito per spronare Fratelli d’Italia a rivendicare con orgoglio le proprie radici nel Movimento Sociale (quello di Giorgio Almirante degli anni ’70), di cui a fine anno ricorrerà l’ottantesimo anniversario

Le sirene del generale Vannacci non seducono la Destra identitaria cuneese

“Da numerose persone riceviamo domande e commenti relativi all’iniziativa di un nuovo partito da parte del generale Roberto Vannacci. Affermiamo che noi non siamo disponibili a partecipare a questa operazione (che pure ha le sue motivazioni nel quadro del centrodestra), perché prima di tutto non vogliamo cedere il patrimonio storico, ideale , politico e il simbolo della Fiamma che rivendichiamo in FdI, oltre a non volere disperdere un’ampia comunità umana. E poi il popolo della destra, nel suo complesso, vuole unità e vuole sentirsi utile. In un solco genericamente di destra, esperienze simili negli ultimi trent’anni  le hanno percorse invano Pino Rauti (“Fiamma tricolore”, Alessandra Mussolini (“Alternativa sociale”), Francesco Storace (“La Destra”), , Gianni Alemanno (“Indipendenza!”), Gianluigi Paragone (“Italexit”). Oltre allo sbarramento elettorale, nessuna prospettiva reale”.

Così Paolo Chiarenza e Guido Giordana, esponenti della Destra identitaria cuneese, spiegano perché non intendono lasciarsi sedurre dalle sirene di “Futuro Nazionale” del generale Vannacci.

E, al contempo, non perdono l’occasione per richiamare la direzione provinciale di Fratelli d’Italia a non sottovalutare il nuovo movimento.

“I commenti giornalistici rilevano che lo scisma di Vannacci scuote la Lega e agita FdI . Ci meraviglia – affermano Chiarenza e Giordana - che a Cuneo  non si rilevi da parte di FdI alcuna presa di posizione, come se fosse cosa che non ci tocca né sul piano politico né culturale. Noi ci auguriamo che la ‘minaccia’ Vannacci  sia un avviso  per sostenere senza timori o riserve cose di destra e uno stimolo per verificare gli attuali contenuti della nostra proposta politica sul territorio. A noi – aggiungono all’unisono - non interessano coloro che seguiranno Vannacci per fini elettorali o nomine. A noi interessano i possibili, tanti o pochi, sostenitori di FdI che lo possono seguire in nome della coerenza delle idee, per delusioni e promesse mancate da parte del governo Meloni: cittadini che non colgono la realtà politica, ma reagiscono per sentimento. Certo all’interno di FdI si cerca di emarginare chi è di Destra: c’è chi auspica, per ignoranza del nostro ambiente umano e per vocazione al suicidio politico, un “repulisti” di quelli che vengono  giudicati estremisti, alla faccia di quelle “radici” che sono imprescindibili per durare. Per taluni – annotano ancora - è meglio definirsi moderati, è meglio non pronunciare e non scrivere la parola “Destra”, è meglio affidarsi elettoralmente alla strategia delle liste civiche, è meglio distinguersi  chi ha un passato politico che viene da lontano e, ancora peggio, che rivendica e rilancia valori e progetti consolidati”.

E, infine, un’ultima considerazione da opporre nei confronti del generale Vannacci e anche – puntualizzano – “dei tanti ‘silenti di FdI”.

“A  fine anno – ricordano - ricorrerà l’80esimo anniversario della fondazione del MSI (Movimento Sociale). Dopo tanti anni noi facciamo riferimento non al MSI del 1946, quello forzatamente  dei “vinti”, dei “nostalgici”, ma a quello della Destra nazionale e sociale di Giorgio Almirante degli anni Settanta. Post comunisti e sinistre, dopo avere chiesto alla premier Giorgia Meloni e a noi tutti di dichiararci “antifascisti”, ci chiederanno di rinnegare la Fiamma e con essa Giorgio Almirante, l’uomo politico della innovativa Nuova Repubblica. È un punto fermo a cui non possiamo sottrarci, Altro che generale Vannacci!

Noi – ribadiscono - intensifichiamo il nostro impegno per consolidarci fra la gente e le categorie produttive, per presentarci come qualificata classe dirigente affermando identità, propositi e programmi, un progetto comune dal centro alla periferia”.

Redazione

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