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Politica | 28 gennaio 2026, 11:06

Caso Kabour, Salis: “Su aiuti Gaza nessuna difficoltà, ma in Consiglio è stato superato il limite”

Dopo l’episodio del nome storpiato al consigliere, la sindaca di Genova torna a parlare di quanto accaduto ieri in Consiglio comunale: “Li abbiamo lasciati soli con la loro ignoranza”. Sull’ICE alle Olimpiadi: “Presenza che non gradiamo. Queste scelte devono far riflettere”

Caso Kabour, Salis: “Su aiuti Gaza nessuna difficoltà, ma in Consiglio è stato superato il limite”

Noi per quanto riguarda gli aiuti a Gaza non siamo in difficoltà. Su Gaza è stato molto in difficoltà il centrodestra”. A margine della presentazione della stagione della Fondazione Palazzo Ducale, la sindaca Silvia Salis interviene su più fronti politici, dal dibattito in Consiglio comunale fino ai temi internazionali.

Secondo la prima cittadina, la destra “ha preso una strada a livello internazionale sulla quale poi ha dovuto ritrattare in questi mesi”. Ma lo scontro più duro riguarda quanto avvenuto in aula: “Quello che hanno voluto vendere come un lapsus è stato voler chiamare due volte il nostro consigliere Kabour con il nome di Hannoun, a distanza di diversi secondi l’una dall’altra. Noi non permettiamo questo tipo di atteggiamento, è semplice”.

Salis parla di un “limite che è stato superato”: “Che cosa devono dire di fronte a una figura così tremenda? Fanno ostruzionismo su tutto, delle sceneggiate incredibili, non hanno mai avuto nessun rispetto per il Consiglio comunale. Abbiamo dimostrato che c’è un livello che non va superato”. E aggiunge: “Li abbiamo lasciati da soli con la loro ignoranza per un atteggiamento così. Poi hai voglia di dire che era un lapsus e ti sei sbagliato. Andate a vedere le registrazioni. Io non me la faccio raccontare. La riusciranno a raccontare a quelli che li votano visto anche i sondaggi che vengono fatti e non pubblicati sono sempre meno”.

Sulla presenza dell’ICE ai prossimi Giochi Olimpici che stanno per prendere il via, la sindaca si dice poi "completamente allineata col sindaco Sala”. “È vero che tutti gli Stati hanno la loro intelligence che si occupa della protezione delle personalità politiche e delle squadre. Però dovremmo domandarci non tanto perché questo succeda, che è una cosa normale, ma come mai gli Stati Uniti mandano in Italia alle Olimpiadi come intelligence un corpo di polizia violento, totalmente impreparato, che sta facendo dei disastri sotto gli occhi di tutti e che risponde direttamente al Presidente degli Stati Uniti”.

Una situazione che, secondo Salis, “ci deve spaventare molto”. E conclude: “Si potevano fare altre scelte, soprattutto in un momento nel quale quel corpo di polizia sta destando sconcerto in tutto il mondo e disgusto per quello che sta facendo”.

Isabella Rizzitano

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