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Politica | 20 gennaio 2026, 17:08

Crisi Amt, il vicesindaco Terrile: “Debiti vicini ai 300 milioni, ora va attuato il piano di risanamento”

Aumento dei contributi pubblici, dalla Stato alla Regione, e misure condivise con le organizzazioni sindacali per alleggerire la struttura dell’azienda senza ridurre il servizio: questa la strategia indicata dal Comune per riportare il trasporto pubblico su basi sostenibili

Crisi Amt, il vicesindaco Terrile: “Debiti vicini ai 300 milioni, ora va attuato il piano di risanamento”

"L’unico modo per riportare il servizio a livelli adeguati è uno solo: uscire definitivamente dalla crisi". Lo ha spiegato il vicesindaco Alessandro Terrile, a margine della seduta di consiglio comunale in cui è stato votato, e approvato con 23 voti favorevoli e 11 astenuti, un ordine del giorno straordinario sulla situazione del trasporto pubblico locale in cui si chiede un adeguamento del fondo nazionale. 

Amt ha bisogno, come tutte le aziende di trasporto pubblico, di un incremento del fondo trasporti, che deriva in larga parte da risorse governative e viene poi integrato da altri soggetti, come la Regione e il Comune. Il Comune, per quanto lo riguarda, ha già fatto la propria parte: per il 2026 ha stanziato 15 milioni di euro in più rispetto alla dotazione ordinaria a favore del trasporto pubblico urbano e di Amt. Ci auguriamo ora che lo stesso avvenga, in tempi rapidi, anche da parte della Regione e del Governo”.

Sta infatti emergendo con sempre maggiore evidenza, come abbiamo già sottolineato nelle scorse settimane, un problema strutturale di sottocompensazione del contratto di servizio - precisa ancora il vicesindaco -. In questi anni l’azienda ha garantito il servizio facendo viaggiare gli autobus sostanzialmente sotto costo. Il fatto di non aver mai fatto emergere con chiarezza questa criticità ha finito per ingigantire l’esposizione debitoria di Amt, aggravata anche da una politica tariffaria che ha puntato sulla gratuità e sugli abbonamenti agevolati senza però un’adeguata attenzione ai ricavi, che nel frattempo continuavano a diminuire”.

Tutto questo ha portato a un accumulo di debiti che, nel bilancio che auspichiamo venga approvato nelle prossime settimane, sfiora i 300 milioni di euro: siamo attorno ai 280 milioni, una cifra che naturalmente desta forte preoccupazione. Preoccupa anche il fatto che la Procura abbia chiesto il fallimento di Amt, così come hanno fatto alcuni creditori. Questo dimostra però che il percorso intrapreso, improntato al rigore e alla massima trasparenza nei confronti della città, era necessario, così come lo era l’avvio della procedura di composizione negoziata della crisi. È proprio questa procedura che oggi impedisce che le istanze di fallimento, compresa quella avanzata dalla Procura, abbiano seguito. La situazione, va chiarito, è congelata ma non rimossa: per questo è indispensabile attuare il piano di risanamento che sta alla base della composizione della crisi. Un piano che prevede, da un lato, un aumento dei contributi pubblici e, dall’altro, una serie di azioni condivisibili anche con le organizzazioni sindacali, come gli incentivi all’esodo, per alleggerire la struttura dell’azienda senza però determinare un peggioramento del servizio”.

Oggi i servizi sono garantiti, ma le criticità non sono imputabili solo alla crisi finanziaria in senso stretto: esiste un problema enorme legato ai mezzi, sui quali non si riesce a intervenire adeguatamente in termini di manutenzione. Il grande debito accumulato da Amt ha infatti reso i fornitori meno puntuali nel garantire materiali e interventi necessari. Stiamo però lavorando per risolvere anche questo aspetto: da novembre sono ripresi i pagamenti mensili ai fornitori e sappiamo che serviranno ancora alcune settimane”.

L’ordine del giorno straordinario, presentato dalla capogruppo del PD Martina Caputo, dal capogruppo della Lista Civica Silvia Salis Filippo Bruzzone e dalla capogruppo di Riformiamo Genova con Silvia Salis Maria Luisa Centofanti, impegna sindaca e giunta a rappresentare al Governo e alla Regione Liguria la necessità di un adeguato e stabile finanziamento del Fondo Nazionale per il Trasporto Pubblico Locale, al fine di garantire la sostenibilità del servizio e la continuità degli investimenti. 

Si impegna, inoltre, a sollecitare nelle sedi istituzionali competenti la piena copertura economica del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del personale del settore, evitando ricadute negative sugli enti locali e sulle aziende di trasporto e, infine, a monitorare gli effetti della normativa finanziaria sul servizio di trasporto pubblico nel Comune di Genova, con particolare riferimento alla situazione economico-finanziaria e operativa di Amt.


 

Chiara Orsetti

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