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Politica | 11 marzo 2026, 18:37

Caso Cascina Volta, rabbia in strada per i maxi conguagli: l'opposizione chiede la sospensione dei pagamenti [VIDEOINTERVISTE]

Incontro all'aperto in via Spandre tra i consiglieri di minoranza e i residenti. Presentato il parere legale del 2017 e annunciato un ordine del giorno urgente per il Consiglio comunale di lunedì

Caso Cascina Volta, rabbia in strada per i maxi conguagli: l'opposizione chiede la sospensione dei pagamenti [VIDEOINTERVISTE]

Un pomeriggio di mobilitazione e di rabbia tangibile, con una folla numerosa e agguerrita pronta a dare battaglia. Alle 17  il parcheggio di via Spandre si è trasformato in una vera e propria piazza di dibattito a cielo aperto per i residenti del comparto di Cascina Volta. Decine di famiglie dei vari condomini della zona si sono riunite all'esterno dei palazzi interessati dagli enormi conguagli richiesti dall'amministrazione, per un ammontare complessivo che sfiora un milione e 918 mila euro, con la perentoria scadenza fissata al 15 marzo. Un ultimatum che ha spinto i cittadini a organizzarsi per far sentire la propria voce.

Il colpo di scena: le carte del 2017

A infiammare gli animi è stata la rivelazione portata sul tavolo dalla consigliera Vittoria Briccarello. Grazie a un recente accesso agli atti, l'opposizione ha recuperato il parere legale firmato dall'avvocato Paolo Scaparone l'8 maggio 2017, allegato a una delibera dell'amministrazione Brignolo. Il documento stabiliva senza mezzi termini che il Comune non era tenuto a computare gli interessi legali nel calcolo degli importi, sottolineando l'ingiustizia di "scaricare sui privati l'onere economico aggiuntivo" derivante dai ritardi dell'ente.

Sulla questione Vittoria Briccarello è stata chiara: "Ho recuperato l'allegato alla delibera del 2017, che non è mai stata ritirata dalle amministrazioni successive, in cui si dice che il Comune può decidere di rivalersi solo per quanto riguarda la parte capitale". A far lievitare i conti sono state le lungaggini processuali scelte da palazzo civico: "La causa è stata una volontà del Comune, quindi perché gli interessi maturati successivamente devono essere a carico dei cittadini?" ha incalzato la consigliera.​

Le voci dei residenti
 

Arrabbiati, delusi e pronti a lottare i residenti delle villette di via Spandre, che presto si riuniranno in comitato. Spiega Matteo Ferrero, consulente finanziario: ""Sicuramente l'intenzione è di fare una voce comune, perché ad oggi muoversi ognuno per conto suo sta portando in realtà solo a una disinformazione, sia da parte nostra che dalla parte del Comune. Oggi il nostro grosso problema è proprio recepire, anche dal punto di vista tecnico, i dati che hanno portato al calcolo di queste indennità che dobbiamo pagare. A noi risultano dei calcoli, dal Comune ci aspettavamo un metodo di calcolo per fare dei confronti. Ad oggi l'unica informazione che stiamo avendo è quella di pagare entro una determinata data, ma in realtà non sappiamo nemmeno se questi calcoli siano corretti. Per noi non sono così.  Chi ha scelto il giorno del pagamento (venerdì 15 marzo ndr), poteva vedere almeno il calendario, perché far partire un bonifico di venerdì comunque arriva di lunedì, quindi magari si poteva fare in un altro giorno della settimana successiva".
E sulla diretta in zona del sindaco Rasero commenta: "Abbiamo fatto in un anno un solo incontro pubblico col sindaco Rasero e la sua giunta. Ce ne aspettavamo almeno un altro con l'arrivo della sentenza della Corte dei Conti e ad oggi non siamo mai stati invitati... tranne un video sotto casa nostra. Diciamo che con una citofonata gli offrivamo anche il caffè, magari."

Paolo Gamba, che parla a nome della madre racconta: "Mia mamma è residente di una parte del consorzio che era chiamato Coppel. Avevamo ricevuto nel 2016  la prima richiesta, dopo che dal '93 avevamo acquistato. E ci chiesero 6.000 euro. Poi parlandone con il Comune, perché ci avevano calcolato anche che avremmo dovuto pagare i metri quadri delle strade e del parco, all'epoca la giunta Brignolo disse: 'Avete ragione, non è corretto che vi vengano addebitati'. Quindi da 6.000 erano diventate 4.000. E poi ci dissero: 'Non vi preoccupate, non pagate perché gli interessi non vi sono, abbiamo chiesto una consulenza, non dovrete pagarli e vediamo come va a finire. Adesso siamo a 28.000 euro da pagare entro il 15, dove dobbiamo pagare noi anche via Spandre, via Taricco, il parco e tutto".

La proposta della minoranza e il consiglio comunale

I rappresentanti dell'opposizione – tra cui Maria Ferlisi, Michele Miravalle, Mario Malandrone e Mauro Bosia – hanno delineato le prossime mosse, invitando i residenti a partecipare in massa al consiglio comunale di lunedì prossimo. "Presenteremo un ordine del giorno urgente in cui chiediamo la sospensione del termine di pagamento, che è un termine ordinatorio" ha spiegato Miravalle, bocciando la gestione comunicativa dell'attuale giunta: "Non può finire con 2 minuti di diretta su Facebook come ha fatto il sindaco. Chiederemo di aprire un tavolo per uno sconto degli interessi, almeno fino al 2017, e se non ci ascolteranno valuteremo un consiglio comunale aperto".

Anche Maria Ferlisi ha criticato aspramente il metodo comunicativo dell'amministrazione: "Tutto ci aspettavamo meno che facesse una diretta per comunicare ai cittadini com'è finita la cosa. Noi siamo qui per sostenervi in un momento così difficile". Mario Malandrone ha ricordato come, a fronte di specifiche interrogazioni, la risposta fosse sempre "ce ne stiamo occupando", per poi arrivare a richieste in cui "interessi e spese legali corrispondono al 60% della quota".

L'ipotesi di convenzione con le banche

In attesa degli sviluppi politici, la minoranza si è mossa sul fronte economico. Mauro Bosia ha ribadito che l'ente ha già accantonato i soldi nei vari bilanci: "Loro hanno già pagato e non è che il Comune sta andando in brodo perché mancano quei soldi". Proprio per questo, è stato avviato un dialogo con gli istituti di credito per agevolare chi non dispone di liquidità immediata: "Siamo stati dal direttore della Banca di Asti, il dottor Demartini. Si è detto disponibile a pensare a un prestito apposito con un tasso di interesse al minimo, uno 0,5 sull'Euribor, in convenzione con il Comune. Attenzione però, questo potrebbe essere utile in una seconda fase: prima non paghiamo e capiamo questa cosa degli interessi".​

Betty Martinelli

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