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Eventi e Turismo | 24 gennaio 2023, 07:11

Sanremo: quattro anni senza Corso Fiorito, che sia il momento giusto per ridisegnare l’evento?

Anche nel post covid salta la tradizionale sfilata di carri in fiore che portava in città migliaia di turisti da tutta Italia

Sanremo: quattro anni senza Corso Fiorito, che sia il momento giusto per ridisegnare l’evento?

Pochi lo ricorderanno, ma il Corso Fiorito è stato il primo evento a saltare nel 2020. L’annuncio del sindaco Alberto Biancheri in conferenza stampa rese effettivo il primo ‘stop’ dovuto all’emergenza covid in arrivo e anticipò di cinque giorni il lockdown che ha cambiato la storia recente del Paese. Da allora, però, non si è più avuta traccia della manifestazione.

Nel 2021 stesso copione, così come nel 2022. Il mondo floricolo e il comparto turistico locale attendevano quindi il 2023 per un nuovo inizio ma, qualche giorno fa, è arrivata l’inattesa notizia: anche quest’anno salta il Corso Fiorito. Il motivo? I carristi di Ventimiglia non hanno più gli spazi necessari per realizzare le loro opere su ruote e, quindi, si rischierebbe di avere una sfilata dimezzata.

Alla quarta edizione saltata, quindi, la domanda è d’obbligo: che sia il momento di rivedere e ridisegnare la manifestazione? Nel corso degli anni i Carri Fioriti hanno più volte incontrato lo scarso gradimento da parte del tessuto imprenditoriale locale per via di un turismo tanto numeroso quanto, però, ‘mordi e fuggi’. Pochi i pernottamenti e pochi anche i pranzi e le cene in città. Sanremo, quindi, si ritrovava a ospitare migliaia di persone con decine e decine di pullman da gestire, per un ritorno economico non del tutto soddisfacente.

Esiste nella pratica un modo per rendere più appetibile il Corso Fiorito? Guardando alla vicina Francia pare di sì. Sia Nizza che Mentone portano avanti con grande soddisfazione eventi simili riuscendo a trarre beneficio economico dalla bigliettazione e con un ritorno sul territorio sempre maggiore. Prendere esempio, quindi, sarebbe buona cosa.

Negli anni passati le varie amministrazioni hanno provato a più riprese ad allungare l’evento su due giorni senza però ottenere risultati soddisfacenti. Lo stop del 2023, quindi, potrebbe essere occasione buona per sedersi a un tavolo e ripensare il Corso Fiorito elevandolo a evento che possa incontrare il favore dell’economia locale ed elevarlo a un livello di contemporaneità ormai inevitabile. Cancellarlo dalla programmazione primaverile sanremese è impossibile, attualizzarlo e modernizzarlo, invece, non è solo possibile ma è quantomeno auspicabile.

Pietro Zampedroni

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