Ennesimi episodi violenti all’interno del carcere di Torino. Già, serve il plurale perché solo nelle ultime 24 ore le situazioni di pericolo per gli agenti penitenziari sono state addirittura due.
Il primo episodio ieri, intorno alle 17,35, quando un detenuto di origini colombiane ha aggredito tre agenti di polizia penitenziaria per futili motivi. Dopo la visita effettuata con il personale sanitario, l'uomo si è impossessato di un estintore proprio mentre stava per raggiungere la sua cella e ha puntato l'arma verso i poliziotti. Ne sono seguiti attimi di concitazione e dopo una colluttazione i poliziotti sono riusciti a fermare il detenuto e a riportarlo in cella. Hanno però riportato contusioni guaribili in 7 giorni. A denunciare quanto accaduto è stato il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe. "La carenza di organico nel carcere torinese non è più tollerabile, soprattutto se si tiene conto che la casa circondariale è un Istituto di primo livello impegnato in modo costante nella gestione di detenuti problematici e psichiatrici", spiega Vicente Santilli, segretario regionale per il Piemonte. "Agli Agenti va la nostra solidarietà e l'augurio di una pronta guarigione".
Oggi il secondo, altrettanto grave, episodio. Verso le 14, un detenuto sottoposto al regime penitenziario del 41 bis ha aggredito un vice ispettore di polizia penitenziaria. "La cosa grave", denuncia il Sappe, "è che il detenuto, molto pericoloso e con gravi problematiche psichiatriche, era già stato assegnato provvisoriamente a Torino proprio per essere assegnato al Reparto di osservazione psichiatrica e già aveva aggredito una gente". Ma la cosa assurda è che quel Reparto, cosiddetto Sestante, era ed è chiuso da mesi perché in ristrutturazione. Lo avevano dunque allontanato da Torino ed ora lo hanno di nuovo ri-assegnato, nonostante il Reparto sia sempre chiuso".
Donato Capece, segretario generale del Sappe, è impietoso nella sua denuncia: “Cambiano governi, Ministri della Giustizia e Capi del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ma non cambia l’indifferenza verso le violenze che quotidianamente subisce la Polizia Penitenziaria: aggressioni, colluttazioni, ferimenti contro il personale, cosi come le risse ed i tentati suicidi, sono purtroppo all’ordine degli giorno. Ma sembra che a nessuno freghi nulla”. "Denunciamo - prosegue - la crescita esponenziale di episodi violenti da parte di detenuti psichiatrici ristretti, a dimostrazione di una incapacità di trovare una efficace soluzione alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari che invece dovrebbero essere riaperti, con regole e gestioni differenti rispetto al passato ma assolutamente necessari".
"Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria trasferisce detenuti senza cognizione di causa", affermano invece i sindacati Sinappe, Osapp, Uilpa PP e Fns Cisl, "Possibile che non sia informato che il reparto psichiatrico sia chiuso da mesi?. Come Organizzazioni Sindacali stiamo denunciando da mesi la difficile situazione che si vive a Torino. Siamo allo stremo e chiediamo ogni giorno l’intervento di tutta la classe politica, affinché sia posta un’attenzione maggiore ai problemi del carcere ed apprendere l’annuncio di probabili tagli di risorse con la finanziaria, ci preoccupa non poco. La nostra apprensione più forte però rimane quella che i nostri colleghi abbiano la certezza di ritornare sempre sani e salvi dalle proprie famiglie ad ogni fine turno".













Commenti