Cronaca | 07 aprile 2021, 17:29

False pratiche per accedere a permessi di soggiorno: condannato l'ex "socio" del contabile Danilo Bruno

L’imputato garantiva agli stranieri una rapida messa in regola di documenti, un testimone: “Mi è stato detto di andare davanti alla questura di Cuneo. Qui avrei incontrato una persona che aiutava la gente con la pratica del permesso di soggiorno”

False pratiche per accedere a permessi di soggiorno: condannato l'ex "socio" del contabile Danilo Bruno

Si è chiuso con una condanna in primo grado a 3 anni e 6 mesi di reclusione, il procedimento a carico di S.Z., 51enne di origini marocchine, imputato al Tribunale di Cuneo di falso ideologico e per aver favorito la permanenza nel territorio nazionale di circa 20 cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno scaduto o prossimo alla scadenza.

Molti di loro si rivolgevano a lui per una rapida messa in regola di documenti. Il procedimento era nato nel 2014 in concorso tra l’imputato odierno e il contabile cuneese Danilo Bruno che nel 2016 aveva patteggiato la pena a tre anni di carcere. Z.S. si occupava dunque di procacciare clientela per conto di Bruno.

L’imputato, come anche confermato dai testimoni, aveva un’agenzia a Fossano e qui, accogliendo gli extracomunitari, proponeva loro l’apertura di partite I.V.A fittizie indirizzandoli al “socio” con un compenso tra i 30 e i 50 euro. Successivamente, la palla passava nelle mani del contabile che, dietro una parcella ricompresa fra i 100 e 250euro, faceva pervenire la documentazione necessaria all’Ufficio Immigrazione della Questura. In questo modo i richiedenti, la cui maggior parte lavorava in nero o in modo saltuario, ottenevano un rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo.

Per l’uomo, assistito dagli avvocati Ambrogio e Bragaglia, il pubblico ministero Alberto Braghin ha richiesto la condanna. Di contro, i difensori, nelle loro arringhe, hanno sostenuto l’innocenza del loro assistito, evidenziando come S.Z. non abbia percepito un ingiusto profitto, vista anche l’irrisorietà delle somme, e conseguentemente a questo, vi è un’assenza dell’elemento soggettivo e della condizione di illegalità dei cittadini extracomunitari (elementi che configurano il reato contestato ndr).  

In fase di indagini preliminari, la Procura aveva acquisito una registrazione audio, fornita dal legale di Danilo Bruno, a cui S.Z. si era rivolto presentandosi nel suo studio. L’avv.Bragaglia ha avvallato la tesi di come il file presentato dal collega abbia rappresentato un inquinamento probatorio, che non solo ha minato e leso il diritto di difesa del suo assistito, ma che sia da ritenere inutilizzabile anche a seguito del fatto che lo studio legale è un luogo “costituzionalmente tutelato”. Sulla questione sostenuta dal difensore, a suo tempo, si era già pronunciato il consiglio di disciplina dell’ordine degli avvocati di Torino che aveva disposto l’archiviazione del fascicolo.

CharB.

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