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Eventi e Turismo | 22 ottobre 2026, 13:06

Premio Tenco, si alza il sipario. Caparezza: "La curiosità è un dovere morale". Carmen Consoli: "I governi non investono sull'amore e sulla felicità"

All'Ariston la conferenza stampa dei vincitori delle Targhe Tenco 2026, in attesa della prima serata di questa sera. Dall'intelligenza artificiale alla memoria dei grandi cantautori, fino al futuro della musica: le riflessioni degli artisti. Filippo Graziani ricorda il padre Ivan, Emma Nolde guarda alle nuove generazioni e Avincola invita a riscoprire Enzo Carella

Premio Tenco, si alza il sipario. Caparezza: "La curiosità è un dovere morale". Carmen Consoli: "I governi non investono sull'amore e sulla felicità"

La curiosità come dovere morale, la conoscenza come strumento per superare i propri confini, la musica come esperienza umana che nessuna macchina dovrebbe sostituire. Il Premio Tenco 2026 entra nel vivo e, a poche ore dalla prima serata della Rassegna della Canzone d'Autore, sono soprattutto le parole dei protagonisti a raccontare il significato di un appuntamento che continua a interrogarsi sul presente e sul futuro della musica italiana.

Questa mattina, nella sede del Club Tenco a Sanremo, la conferenza stampa dei vincitori delle Targhe 2026 ha offerto un confronto che ha attraversato generazioni, linguaggi e sensibilità differenti. Da Caparezza a Carmen Consoli, da Filippo Graziani a Emma Nolde e Avincola, gli artisti hanno raccontato i propri percorsi, il rapporto con la tradizione e le prospettive di una canzone d'autore chiamata a confrontarsi con le trasformazioni della società.

Ad aprire l'incontro, alla presenza di Steven Forti e Antonio Silva, il ricordo di Sergio Secondiano Sacchi, figura fondamentale nella storia del Club Tenco, alla cui memoria è dedicata questa edizione. Un omaggio che ha introdotto uno dei fili conduttori emersi durante la conferenza: la conoscenza e la curiosità, richiamate attraverso riferimenti a Ulisse e Dante, come strumenti per esplorare ciò che ancora non si conosce.

Caparezza: "Un uomo senza curiosità è un uomo morto". Tra gli interventi più significativi quello di Caparezza, vincitore della Targa Tenco per il migliore album in assoluto con Orbit Orbit. Il cantautore pugliese ha innanzitutto espresso la propria gratitudine per il riconoscimento, ricordando quanto la canzone d'autore abbia influenzato il suo percorso artistico.

"L'affetto che il Tenco ha verso di me mi fa molto piacere. Il cantautorato fa parte delle mie influenze", ha spiegato. Poi una riflessione sul valore della curiosità, che ha assunto un significato ben più ampio della semplice ricerca artistica. "La curiosità è il principio della vita. Un uomo senza curiosità è un uomo morto. Vivere senza curiosità è sopravvivenza sterile, la curiosità è un dovere morale".

Per Caparezza, la capacità di interrogarsi e di conoscere rappresenta anche il presupposto dell'empatia e delle relazioni umane. "Empatizzare significa indossare i panni dell'altro, e questo accade perché alla base c'è la curiosità verso l'altro. Anche l'innamoramento nasce verso una persona che non conosci bene e che sei attratto a conoscere sempre di più".

Il discorso si è quindi spostato sull'intelligenza artificiale e sul suo possibile impiego nella produzione musicale. Un tema rispetto al quale l'artista ha evitato posizioni assolute, distinguendo tra i diversi utilizzi della tecnologia. "Quando si parla di intelligenza artificiale chiedo sempre: per quale uso? Dipende. Ci sono cose per cui va bene e altre meno".

Ben più netta, invece, la posizione sul processo creativo e sulla possibilità di delegarlo a una macchina. "Il percorso creativo non è solo rose e fiori, ci sono tante frustrazioni, come in tutti i mestieri. Ogni album mi ha lasciato qualcosa, nel bene e nel male, e a quella cosa non voglio rinunciare. Non voglio lasciarla a una macchina. Il disco è un'esperienza: quando lo guardo vedo quattro anni della mia vita, non voglio privarmi di tutto questo".

Caparezza ha infine anticipato qualcosa della propria esibizione di questa sera, scherzando con i presenti: "Non farò 'Vieni a ballare in Puglia' o 'Fuori dal tunnel', ma solo canzoni nuove".

Carmen Consoli: "Sull'amore e sulla felicità i governi non investono". La conoscenza è stata al centro anche dell'intervento di Carmen Consoli, premiata per il migliore album in dialetto con Amuri Luci. La cantautrice siciliana ha raccontato il desiderio di tornare alle proprie radici culturali e linguistiche, approfondendo anche lo studio del greco.

"È un momento importante per la mia vita. Voglio andare alle radici, studiare anche ciò da cui provengo. Per questo ho studiato il greco. La conoscenza ci deve portare sempre oltre".

Una ricerca che si riflette nel suo lavoro musicale e che, secondo l'artista, non può essere separata da una riflessione sulla società. "Sull'amore e sulla felicità non investono i governi. Se c'è amore e felicità, le persone non devastano le città", ha osservato, attribuendo alla cultura e alla conoscenza un ruolo essenziale nella costruzione delle relazioni umane.

Consoli ha ricordato anche la figura di Peppino Impastato, raccontando di aver dedicato al fratello Giovanni una canzone intitolata proprio Amuri e luci. Spazio poi ai ricordi personali legati a Franco Battiato, protagonista della masterclass che ieri mattina ha inaugurato gli appuntamenti del Tenco all'Ariston. La cantautrice ha condiviso alcuni aneddoti della loro amicizia, tra pranzi e momenti di quotidianità.

"Una volta venne con le Crocs arancioni, le calze fucsia e un completo di lino largo", ha raccontato sorridendo. Poi il ricordo della curiosità di Battiato per un attrezzo ginnico che aveva in casa: "Era attratto dalla mia palestra. Salì sull'ellittica e non volle più scendere".

Un episodio leggero, ma capace di restituire un'immagine privata del cantautore siciliano, lontana dalla dimensione pubblica e artistica.

Filippo Graziani: "Ho capito che il posto di papà è nel cuore delle persone". Particolarmente personale anche l'intervento di Filippo Graziani, premiato per il migliore album a progetto con 80 Buon compleanno Ivan (live in Teramo), lavoro dedicato al padre Ivan Graziani.

"Sempre bello tornare su questo palco", ha esordito, anticipando anche una possibile sorpresa per la serata all'Ariston. "Penso di avere a disposizione un brano. Sarà una sorpresa", ha spiegato, facendo riferimento a un'eccezione rispetto alla consuetudine che generalmente non prevede esibizioni per i vincitori della Targa dedicata agli album a progetto.

Il musicista ha quindi ripercorso la lunga esperienza del tour organizzato per celebrare gli ottant'anni dalla nascita del padre, inizialmente pensato come una breve serie di concerti e poi trasformato in un progetto durato due anni.

"La tournée doveva durare cinque date, è durata due anni. È stata una grande dimostrazione d'affetto da parte di chi veniva ai concerti. Abbiamo avuto la sensazione che potevamo fare di più e così abbiamo fatto due tournée, estive e invernali".

Un percorso che gli ha permesso di comprendere ancora più profondamente il legame tra Ivan Graziani e il pubblico. "Ho capito il posto di papà, che è nel cuore delle persone. Questo premio per il disco è una ciliegina sulla torta".

Emma Nolde: "Voglio che le mie canzoni vengano capite". A rappresentare una delle voci più interessanti della nuova generazione è Emma Nolde, vincitrice della Targa per la migliore canzone singola con Quello che deve essere sarà.

Per la cantautrice, tornare al Premio Tenco significa anche assumersi una responsabilità ulteriore nei confronti del pubblico e della propria scrittura. "Tornare è bellissimo, è una responsabilità ulteriore. Porterò canzoni mie, solo chitarre elettriche e voce. In un luogo del genere, togliere il più possibile e lasciare che vengano ascoltati il testo e le parole mi piace moltissimo".

Una scelta essenziale, che punta a mettere al centro il contenuto delle canzoni senza affidarsi a costruzioni musicali particolarmente elaborate.

Nolde ha raccontato anche di essere impegnata nella scrittura di nuovi brani. "Sto scrivendo tante canzoni nuove, che mi rendono molto felice. Quello che mi preme è che poi le canzoni vengano capite".

Interrogata sul ruolo dei giovani nel cantautorato contemporaneo, ha riconosciuto quanto il panorama musicale sia cambiato rispetto al passato, senza però considerare questa trasformazione necessariamente negativa. "Sicuramente è cambiato molto il modo in cui viene fatta e scritta la canzone d'autore. Ci sono cose positive e altre che si riveleranno importanti nel cambiamento".

Poi un'immagine per raccontare il rapporto tra tradizione e innovazione. "Bisogna fare come gli alberi e avere le radici piantate a terra, ascoltare queste persone che troviamo nelle fotografie", ha spiegato, riferendosi ai grandi protagonisti della storia del cantautorato.

Un rapporto con il passato che, secondo la giovane artista, può convivere con la ricerca di nuovi linguaggi. "C'è volontà di essere sinceri", ha concluso.

Avincola e la riscoperta di Enzo Carella: "Dobbiamo tornare a essere curiosi". La curiosità, richiamata più volte durante la conferenza, è stata anche il punto centrale dell'intervento di Avincola, premiato per il migliore album di interprete con Avincola canta Carella.

Il cantautore romano ha raccontato la propria passione per gli artisti meno conosciuti e per quel patrimonio musicale che, pur avendo prodotto opere innovative, non sempre ha trovato il riconoscimento del grande pubblico. "Sono ossessionato dal cantautorato sommerso", ha spiegato.

Il suo percorso di avvicinamento a Enzo Carella è iniziato anche attraverso alcuni accostamenti ricevuti dopo la partecipazione al Festival di Sanremo nel 2021, per poi svilupparsi in un progetto di ricerca e reinterpretazione.

Avincola ha ricordato anche il suggerimento di Morgan di trasformare in canzoni alcune poesie di Pasquale Panella, prima della decisione di dedicare concerti alla musica di Carella. "Con molta sorpresa abbiamo trovato un pubblico", ha raccontato, spiegando come quell'esperienza si sia successivamente ampliata fino alla pubblicazione di un libro e alla realizzazione del disco premiato dal Tenco.

L'obiettivo, tuttavia, va oltre il riconoscimento personale. "Il mio scopo è far riscoprire Carella e lanciare un messaggio: invito a essere curiosi. Abbiamo tutto sotto mano, ma non abbiamo più il piacere di riscoprire qualcosa e di ricordarci di cantautori bravissimi, che poi sono rimasti nel dimenticatoio. E a me questo dispiace".

Un invito a recuperare la memoria musicale, soprattutto quella degli artisti che hanno sperimentato linguaggi nuovi senza ottenere la stessa popolarità di altri colleghi. "Carella è stato un innovatore", ha concluso.

Stasera la prima serata all'Ariston: sul palco sei vincitori delle Targhe Tenco. Dopo le parole della conferenza stampa, sarà la musica a prendere il centro della scena.

Questa sera, giovedì 22 ottobre, alle 21, il Teatro Ariston ospiterà la prima delle tre serate della Rassegna della Canzone d'Autore, interamente dedicata ai vincitori delle Targhe Tenco 2026.

A condurre sarà Neri Marcorè, mentre sul palco si alterneranno Avincola, Caparezza, Carmen Consoli, Filippo Graziani, Emma Nolde e Piji.

Una serata che riunirà artisti appartenenti a generazioni e percorsi differenti, ma accomunati da una concezione della musica nella quale la scrittura, la ricerca e l'identità artistica continuano a occupare un ruolo centrale.

E proprio la curiosità, evocata da Caparezza, Carmen Consoli e Avincola, sembra essere emersa come il filo conduttore di questa prima giornata. La volontà di conoscere ciò che non si conosce, di riscoprire artisti dimenticati, di tornare alle proprie radici e di non rinunciare all'esperienza personale della creazione.

Un messaggio che accompagna l'apertura delle serate all'Ariston, nel segno di un Premio Tenco che continua a mettere in dialogo la memoria della canzone d'autore con le domande del presente.

Andrea Musacchio