«Giovedì eravamo assieme felici assieme a lui accanto alla famiglia di Pietro Anastasi all'intitolazione del piazzale per il campionissimo allo stadio Franco Ossola, oggi siamo con il cuore in subbuglio alla chiesa parrocchiale di Galliate Lombardo per dargli l'ultimo saluto»: sono le parole di uno dei tanti grandi ex giocatori del Varese che si sono ritrovati questa mattina, increduli e attoniti, per salutare il compagno di calcio e di vita Gabriele Andena, scomparso sabato scorso all'improvviso per un malore mentre giocava a tennis, in una chiesa troppo piccola ma, forse, ancora per questo più vicina e commossa alla altrettanto grande famiglia di Lele.
«L’amore rende pronti. E tu eri sempre pronto»: così don Valter in una dei ricordi più autentici a cui ci sia mai capitato di assistere nel momento dell'addio a una persona che non c'è più ha ricordato Lele, salutato dall'intera Galliate - dove Andena è stato anche vice sindaco e assessore - e dal Varese, presenti Giovanni Rosati e Massimo Foghinazzi, ma anche dall'Atalanta e dai tantissimi che lo hanno conosciuto.
«Quando ti portano via una persona in questo modo si prova un senso di ingiustizia che è ancora maggiore per i due lutti così vicini che hanno colpito questa famiglia (è scomparsa a distanza di poche ore da Lele anche la suocera, ndr), ma questo è un arrivederci perché noi un giorno lo ritroveremo» ha aggiunto don Valter davanti alla foto sorridente di Lele e alle rose bianche e rosse che lo hanno accompagnato nell'ultimo viaggio.
«Era una persona amata capace di relazioni belle. Un giocatore famoso? Di più: si è rimesso in gioco con l’umiltà di chi riparte e impara, come direbbe la sua Gabriella. Il suo lavoro nella posa dei campetti in sintetico non era uno strumento, ma un dono e pura passione: "Io ti do un campetto perché tu possa essere felice". Condivideva sogni e anche prima di andare a giocare a tennis un'ultima partita aveva preso le misure per un nuovo bellissimo rettangolo verde...».
In una chiesa con tanti ex compagni o amici di calcio, da Guido Borghi al compagno di mille avventure Gedeone Carmignani, da Bruno Limido a Vito de Lorentiis, Ambrogio Borghi, Silvio Papini, Fabrizio Roncari molti altri, ma anche da accompagnatori e dirigenti fedeli come Pietro Frontini, Aldo Cunati e al dottor Stefano Besani e a Daniele Marantelli non sono mancati momenti di commozione quando il figli Luca ha ricordato "Gabriele, Lele, Andena, papà, mister e nonno" in un'immagine.
«C’è una foto che racconta mio papà scattata durante Atalanta-Vicenza del '77 mentre affronta Paolo Rossi con intervento deciso e senza paura: ecco, lui è sempre stato così nella vita. Anche di fronte agli avversari più forti diceva sempre: "Me li mangio a colazione". E lo faceva con umiltà, passione e dedizione. Portava gentilezza dove gli altri portavano fretta e dietro quell'aria un po’ burbera nascondeva dolcezza e un cuore grande perché sapeva anche farsi da parte» ha detto Luca.
«A guardare il Lele eri sempre convinto che esistesse l'elisir dell’immortalità talmente era pieno di vita. Oggi vorremo solo essere riusciti a fargli sentire quanto era importante per noi. Ti vogliamo bene papà» ha concluso Luca.
E, insieme a Gabriella, Sara, Paolo, Tommaso, Luca, Danila, Sofia e alla sua grande famiglia gliene vogliamo anche tutti noi.
















