Il Nazionale

Sport | 19 ottobre 2026, 09:32

Il mondiale Enduro si decide per un soffio: Ryan Gilchrist e Raphaela Richter campioni nella Finale Outdoor Region

Quattro secondi per l'australiano e uno solo per la tedesca, entrambi davanti ai campioni uscenti. Successo tra i Junior per Hugo Marti Montessinos e Nežka Libnik. L'Italia festeggia il podio femminile di Nadine Ellecosta

Il mondiale Enduro si decide per un soffio: Ryan Gilchrist e Raphaela Richter campioni nella Finale Outdoor Region

Quattro secondi tra gli uomini, appena uno tra le donne. I primi Mondiali di Enduro mai disputati nella terra considerata la culla della disciplina, Finale Ligure e tutti i territori della Finale Outdoor Region, si sono decisi sul filo dei secondi, e solo nell’ultima discesa. Le maglie iridate Elite sono andate all’australiano Ryan Gilchrist e alla tedesca Raphaela Richter, mentre l’Italia ha festeggiato il bronzo di Nadine Ellecosta.

Il fine settimana era iniziato venerdì sera con la Parata delle Nazioni e la Cerimonia di Apertura. Sabato era toccato agli specialisti dell’E-Enduro, la categoria con bici a pedalata assistita, con i titoli andati a Helen Weber (Germania) e ad Adrien Dailly (Francia).

Le gare della domenica sono invece rimaste in bilico fino all’ultima prova. Tra gli uomini Gilchrist ha vinto con appena quattro secondi di vantaggio sul canadese Elliot Jamieson, mentre il bronzo è andato allo statunitense Richie Rude. Tra le donne Richter ha battuto la francese Isabeau Courdurier per un solo secondo, e l’azzurra Nadine Ellecosta ha completato il podio, a soli tre secondi dalla vincitrice.

Il percorso della gara Enduro prevedeva sei prove speciali su 60 chilometri complessivi, con 1.850 metri di dislivello in salita. La partenza è stata dalle alture del Melogno, con una discesa progressiva fino all’arrivo, in riva al Mediterraneo sull’iconico sentiero DH Men che spunta alle spalle del promontorio di Punta Crena, a Varigotti, dopo aver attraversato i territori di Calice Ligure, Mallare, Orco Feglino, Vazzi Portio e Vado.

Gilchrist, che l’anno scorso non era stato tra i protagonisti dei Mondiali, ha conquistato il suo primo titolo nell’Enduro dopo il mondiale di Pump Track del 2024. Un successo che ha dedicato alla famiglia: “Questa è la speciale più iconica dell’Enduro. Scendere sulla DH Men e poi fare il trasferimento verso la piazza, con il sole che tramonta e i miei amici accanto, è stato semplicemente incredibile. Ho potuto chiamare la mia famiglia e la mia ragazza a casa, e qui ho tutto ciò di cui ho bisogno. È tutto fantastico. Questa è la mia seconda maglia iridata e vincerla nell’Enduro, che è la mia passione, la rende ancora più speciale. Amo questo sport”.

Per Richter è la vittoria più importante della carriera, ottenuta proprio dove, dieci anni fa, aveva già vinto una gara dell’Enduro World Series. “La giornata è andata piuttosto bene. Questa mattina mi sentivo tranquilla e un po’ nervosa, ma non quanto in altri momenti della mia carriera. So che appena salgo sulla bici tutto va bene, quindi ho semplicemente cercato di dare il massimo. Sono sempre orgogliosa di essere in lotta nelle gare di World Cup, ma essere riuscita ad arrivare fino al gradino più alto oggi... sinceramente faccio ancora fatica a crederci”, ha dichiarato la neocampionessa. Di grande valore anche l’argento di Courdurier, arrivato appena un anno dopo la nascita di suo figlio.

Tra i giovani, titoli ai favoriti della vigilia, già vincitori della classifica generale della Coppa del Mondo 2026. Il francese Hugo Marti Montessinos, categoria Junior uomini, ha vinto tre delle sei prove e chiuso con 13 secondi di margine. “È stata durissima e molto fisica. La prima speciale (Megaroller) è stata brutale. Sono riuscito a risparmiare un po’ più di energie per la quinta (Blitz), che era anch’essa davvero dura. Jules (Janniaud, ndr) era dietro di me e mi spingeva ad andare ancora più forte. È pazzesco”, ha raccontato.

Tra le Junior donne la slovena Nežka Libnik ha difeso con successo il titolo mondiale, chiudendo con 59 secondi di vantaggio nonostante una piccola caduta nell’ultima discesa. “È stata una gara incredibile e davvero dura. La giornata era iniziata molto bene, anche se la prima speciale era veramente impegnativa. Ho continuato ad avere buone sensazioni, poi la quinta (Blitz) è stata durissima, ma ce l’abbiamo fatta. La sesta (DH Men) è davvero iconica. Non sono riuscita a seguire le mie linee e sono caduta, ma è stato comunque incredibile. Sono davvero felice”, ha commentato.

Dalle prime gare del 2008 ai migliori specialisti del mondo in riva al mare: da culla dell’enduro moderno il territorio si è preso così anche la ribalta iridata, sancendo ciò che gli appassionati sapevano da tempo. Quando si parla di enduro, la capitale è la Finale Outdoor Region.

Redazione