Il Nazionale

Cronaca | 17 ottobre 2026, 07:04

Asti, il dramma di Rossella morta a 12 anni e l'allarme salute mentale: 314 casi di ansia e depressione tra gli astigiani [FOTO E VIDEO]

Ad Astiss il convegno promosso da Genitorinsieme e Asl AT ha acceso i riflettori sui rischi della rete. La drammatica testimonianza di mamma Irene e i dati dei servizi sanitari locali che evidenziano centinaia di richieste per disagi psicologici

Asti, il dramma di Rossella morta a 12 anni e l'allarme salute mentale: 314 casi di ansia e depressione tra gli astigiani [FOTO E VIDEO]

​Ci sono dolori che non fanno rumore, che si insinuano in una stanza silenziosa mentre un bambino si convince di essere un peso per il mondo. È dentro questa crepa invisibile, consumata dietro la luce fredda di uno smartphone, che affonda la tragedia di Rossella Ugues, la bambina astigiana morta suicida a dodici anni nel febbraio 2024. Di quella ferita irreparabile si è parlato ieri sera, nell'aula magna dell'università Astiss durante il convegno (In)dipendenza social e minori, un momento di profonda riflessione in cui la testimonianza della madre, Irene Roggero, ha restituito lo smarrimento di un'intera comunità di fronte alle insidie della rete.  
​"Per noi è stata una tragedia, probabilmente nata da altro, ma sicuramente accelerata, spinta, da algoritmi e navigazioni: in sei mesi è stata come una malattia fulminante e noi eravamo senza armi" ha raccontato con coraggio la madre, ricordando come i sistemi di controllo parentale non siano bastati a intercettare il baratro in cui la figlia stava scivolando. 

Una battaglia che oggi è anche giudiziaria, portata avanti con il MOIGE e lo studio legale Ambrosio & Commodo attraverso una class action al tribunale civile di Milano contro Meta e TikTok per chiedere regole severe sulla verifica dell'età e lo stop alla manipolazione algoritmica. 

​Sul finale dell'intervento è stato proiettato un video estrapolato dai profili social di Rossella, accompagnato dalle note del brano "How do I say goodbye" di Dean Lewis. Uno straziante messaggio visivo e musicale in cui le immagini della ragazzina scorrevano tra frasi diffuse dai social dove "il dolore diventa poesia" e "l'addio diventa romantico", trasformando la sofferenza in estetica digitale. La famiglia ha inoltre annunciato che la vicenda e il percorso di consapevolezza di Rossella diventeranno presto una graphic novel, destinata a parlare direttamente ai ragazzi e alle scuole.

​La class action contro i colossi del web
 

​Dalla tragedia della famiglia Ugues è scaturita un'importante battaglia giudiziaria. Irene Roggero e il marito Massimo, insieme ad altre famiglie e con il sostegno del MOIGE (Movimento Italiano Genitori) e dello studio legale torinese Ambrosio & Commodo, hanno promosso al Tribunale civile di Milano una class action inibitoria collettiva contro Meta e TikTok (causa n. RG 29994/2025, con prossima udienza il 19 novembre 2026).  
​L'avvocato Stefano Commodo ha illustrato i capisaldi del ricorso:  
​Il rispetto tassativo della verifica dell'età e il divieto di iscrizione per i minori di 14 anni.  
​La rimozione dei meccanismi di persuasione e dipendenza come lo "scroll infinito" e la profilazione algoritmica.  

​L'obbligo di un'informazione trasparente e capillare sui rischi per i minorenni.  

​A supporto dell'azione legale vi sono perizie neuroscientifiche: la corteccia prefrontale completa la maturazione intorno ai 25 anni e le continue sollecitazioni dopaminergiche dei social possono provocare alterazioni dello sviluppo e gravi danni alla salute mentale dei giovanissimi.  
 

​L'analisi della dottoressa Scaduto e l'allarme salute mentale ad Asti
 

​Nel corso del convegno è intervenuta la dottoressa Gabriella Scaduto, psicologa e psicoterapeuta, presidente di ReDiPsi e vicepresidente dell'Associazione Olga, che ha invitato a cambiare prospettiva sul rapporto tra adolescenti e digitale:  
​"Molto spesso quello che ci chiedono è quanto tempo passa nostro figlio al cellulare o sui social. In realtà la domanda è un'altra: che cosa cerca? Che cosa prova? Che cosa fatica a trovare altrove e trova invece nel social network? Se guardiamo soltanto lo schermo vediamo un comportamento e abbiamo un dato isolato; dobbiamo invece fermarci a vedere la persona nel suo insieme per capire come funziona quel comportamento".
 
​La dottoressa Scaduto ha rimarcato l'importanza dell'ascolto e dei diritti dei minori: "I diritti dei minorenni vanno protetti anche nel cyberspazio. I minori hanno diritto alla protezione, ma anche diritto ad essere ascoltati. Non possiamo parlare di tutela se non ascoltiamo la loro voce e le loro reali esigenze".  
​L'urgenza del problema trova riscontro nei dati clinici presentati dai vertici sanitari dell'Asl AT:
​Ambulatorio di Psicologia Clinica (Ospedale Cardinal Massaia): nel 2025 ben il 78,2% delle prestazioni è stato erogato con priorità d'accesso "Impegnativa" (classe D). 

Tra le diagnosi formulate dai medici di medicina generale, l'area ansia e depressione è nettamente prevalente con 314 casi ad Asti (pari al 70,5% delle diagnosi totali).  
 

​Consultori di Asti e Nizza Monferrato: nel 2025 sono stati presi in carico 492 nuovi pazienti (per complessive 2.039 prestazioni). Di questi nuovi accessi, ben 139 appartengono alla fascia d'età tra i 14 e i 24 anni.  
 

​Nuove forme di disagio

Come illustrato dal dottor Maurizio Mellana (direttore Psicologia clinica e di comunità Asl AT), la dipendenza da schermi e social network spesso si presenta in forma "egosintonica", sfuggendo alle tradizionali prese in carico per tossicodipendenze ma manifestandosi attraverso cyberbullismo, sexting, gaming disorder, scroll compulsivo e l'uso prolungato di chatbot basati sull'intelligenza artificiale, usati dai ragazzi come confidenti virtuali.  

​Al tavolo dei relatori  anche gli interventi di Mara Barcella (direttrice Psichiatria Asl AT) e Davide Traetta (direttore Neuropsichiatria infantile Asl AT), che hanno ribadito la necessità di creare una rete di protezione integrata tra sanità, scuola, famiglie e istituzioni.

*Se sei in difficoltà o vivi un momento di fragilità contatta Telefono Amico: 02 2327 2327, Telefono Azzurro: 19696

Betty Martinelli