Sei ore di incidente probatorio, nessuna indiscrezione sul contenuto delle testimonianze e il massimo riserbo su quanto accaduto all’interno della Questura di Genova. Si è conclusa intorno alle 17 di oggi, venerdì 16 ottobre, l’audizione protetta delle due sorelline di Beatrice, la bambina di due anni morta lo scorso 9 febbraio a Bordighera. Un passaggio particolarmente delicato dell’inchiesta, che ha riportato le due minori davanti agli inquirenti dopo le prime dichiarazioni rese nella fase iniziale delle indagini.
L’incidente probatorio, disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Imperia, Massimiliano Botti, ha consentito di raccogliere le testimonianze delle bambine nel contraddittorio tra le parti, con le garanzie previste per l’ascolto dei minori. Un appuntamento atteso, soprattutto per il peso che le loro precedenti dichiarazioni hanno assunto nella ricostruzione degli ultimi giorni di vita della sorellina. Presenti negli uffici della Questura genovese gli avvocati Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta, difensori di Emanuela Aiello, e Cristian Urbini e Maria Gioffrè, legali di Emanuel Iannuzzi. I due indagati, entrambi detenuti, hanno seguito le operazioni in collegamento da remoto. All’incidente probatorio hanno preso parte anche i consulenti delle parti e Sara Manuello, legale di Maurizio Rao, padre delle bambine.
L’attività era stata fissata per le 11, con il conferimento dell’incarico al perito Giorgio Cavaleri, mentre dalle 11.30 era previsto l’inizio dell’esame delle due sorelle. Le operazioni si sono protratte per buona parte del pomeriggio, fino alla conclusione intorno alle 17. Il silenzio dei legali all’uscita dalla Questura. Nessuna indicazione, almeno per il momento, su quanto riferito dalle bambine. All’uscita dalla Questura, gli avvocati Urbini e Gioffrè hanno mantenuto una linea di assoluto riserbo, evitando di rispondere alle domande dei giornalisti sia sull’eventuale conferma delle precedenti dichiarazioni sia sulla possibilità che siano emersi elementi nuovi.
"Non rilasciamo nessuna dichiarazione, nel rispetto delle bambine innanzitutto e del lavoro che sta facendo la magistratura", hanno spiegato i difensori di Iannuzzi. Una posizione ribadita anche di fronte alle richieste di chiarimento sui contenuti dell’audizione: "Non commentiamo nessun punto dell’incidente probatorio". Alla domanda sulle condizioni delle due minori, i legali hanno risposto: "Le bambine stanno bene", senza aggiungere ulteriori particolari. Il riserbo è rimasto totale anche rispetto all’eventuale presenza di novità rispetto ai racconti già acquisiti dagli investigatori. "No comment. Non possiamo entrare sulle dichiarazioni", hanno ribadito gli avvocati, sottolineando la necessità di attendere le valutazioni successive all’attività svolta.
Un nuovo ascolto dopo le prime dichiarazioni. Quello di oggi rappresenta un passaggio importante per l’inchiesta coordinata dalla Procura di Imperia. Le due sorelle erano già state ascoltate in forma protetta durante le indagini, fornendo elementi relativi al contesto familiare e ai giorni che avevano preceduto la morte di Beatrice. L’incidente probatorio era stato richiesto dalla difesa della madre, con l’obiettivo di acquisire le dichiarazioni delle minori attraverso un atto giudiziario destinato a conservare valore probatorio anche nell’eventuale fase processuale. La decisione di procedere a una nuova audizione era arrivata dopo un confronto tra le diverse posizioni processuali. Da una parte, la richiesta della Procura di rinviare l’atto per consentire il completamento di ulteriori accertamenti; dall’altra, le perplessità espresse dal curatore delle minori rispetto al rischio di sottoporle nuovamente al racconto di esperienze traumatiche.
Il gip aveva infine disposto l’incidente probatorio, individuando nella Questura di Genova una sede idonea a garantire condizioni di ascolto protette, senza un confronto diretto tra le bambine e gli altri soggetti coinvolti nel procedimento. Ora l’attenzione si sposta sulle valutazioni. Resta dunque sconosciuto, all’esterno degli uffici giudiziari, il contenuto delle dichiarazioni rese oggi dalle due sorelle. Non è possibile stabilire se abbiano confermato integralmente quanto riferito in precedenza, se siano emerse precisazioni o se siano stati introdotti elementi ulteriori.
Un silenzio che, almeno per ora, impedisce qualsiasi valutazione sull’esito dell’incidente probatorio e sul suo possibile peso nell’inchiesta. Le dichiarazioni raccolte dovranno essere esaminate nel quadro degli altri accertamenti già svolti e di quelli ancora oggetto di valutazione. L’attenzione resta concentrata sulla ricostruzione delle ultime ore di vita di Beatrice e sulle responsabilità che la magistratura è chiamata ad accertare. Dopo sei ore di attività, la giornata genovese si chiude senza rivelazioni pubbliche. A prevalere, nelle parole dei difensori, è la necessità di proteggere le due bambine e di non anticipare contenuti destinati a essere valutati nelle sedi giudiziarie.









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