Partiti da Palazzo Nuovo. Due cortei. Stessa piazza. Ma due direzioni diverse.
In testa al primo lo striscione che detta il motto della mattinata: "Per il diritto allo studio, per il futuro, per tutto. Noi la guerra non la paghiamo". A tenerlo gli universitari di Cambiare Rotta, con loro OSA e gli altri collettivi studenteschi. È lo sciopero studentesco per l'università, quello che sostiene la causa "Soldi all'università non alla guerra", come si può leggere sui cartelli presenti alla sfilata.

Dall'altra parte, spalle al primo corteo, ci sono i ragazzi di Fridays for Future, in sciopero per il clima con Extinction Rebellion e Legambiente. Due anime che stamattina hanno scelto di partire dallo stesso punto ma di non marciare insieme.
Due cortei distinti
I primi hanno preso via Verdi in direzione piazza XVIII Dicembre, per andare a unirsi all'altro corteo degli studenti dei licei e degli istituti superiori. I Fridays invece hanno preso l'altra direzione: via Sant'Ottavio, corso San Maurizio, via Rossini, via Po, piazza Castello, via Pietro Micca, piazza Solferino, corso Re Umberto, corso Matteotti, corso Bolzano, corso Vittorio Emanuele II fino ai Giardini Grosa.
Condizioni delle scuole e contro il riarmo
Dal megafono la denuncia di Cambiare Rotta sulle condizioni dell'università: aule sovraffollate, infiltrazioni, studentati fatiscenti e carenza di posti letto, una situazione definita indecente da inizio anno e che nega ogni giorno il diritto allo studio agli universitari, in condizioni simili a quelle degli studenti delle scuole superiori.
Il loro appello dalla piazza: "Scendiamo in piazza uniti per chiedere soldi all'istruzione e non alla guerra, non al riarmo".

Dall'altra parte, Carlo di Fridays for Future spiega così la scelta di tenere distinto il corteo per il clima: sei ondate di calore che hanno causato morti in tutta Europa e territori minacciati dal cambiamento climatico, per cui continuano a battersi.
Una mobilitazione per il clima che rivendica però vicinanza alle occupazioni studentesche e alle proteste universitarie di questi giorni: "Speriamo che siano entrambi bellissimi cortei. A seconda della giornata ognuno deve scegliere quale manifestazione seguire".
La parte più grande delle piazze resta però quella degli studenti, che si stanno ricongiungendo tutti in piazza XVIII Dicembre. Sono dei licei e degli istituti superiori che da settimane contestano il governo Meloni sulle riforme Valditara. Una protesta che a Torino ha portato all'occupazione di 20 licei, con alcuni fermi e atti di vandalismo denunciati.


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