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Politica | 11 settembre 2026, 14:47

Stadio Ferraris, caos in commissione: la Giunta accelera per Euro 2032, l’opposizione denuncia “svendita e garanzie a rischio”

La maggioranza rivendica la proprietà pubblica dell'impianto per 90 anni e il piano da 108 milioni mentre la minoranza parla di "vendita mascherata", contesta la gratuità dei primi 50 anni e chiede tutele per Villa Piantelli e i commercianti

Stadio Ferraris, caos in commissione: la Giunta accelera per Euro 2032, l’opposizione denuncia “svendita e garanzie a rischio”

Il solito clima acceso ha fatto da cornice alla commissione consiliare odierna che ha messo al centro il futuro dello stadio Luigi Ferraris, di villa Piantelli e delle relative aree pertinenziali.

Un confronto infuocato tra Giunta, maggioranza e opposizione iniziata con l’urgenza della pratica motivata dall'amministrazione con l'esigenza di rispettare la scadenza fissata dalla Federazione Italiana Gioco Calcio per il 21 settembre, rendendo la seduta di Consiglio del 15 settembre l'ultimo passaggio utile per completare la documentazione a supporto della candidatura di Genova per Euro 2032. 

Ad aprire l'esame della pratica e a delineare il quadro normativo ed economico è stato l'intervento di Pasquale Criscuolo, segretario generale, che ha ripercorso le tappe dell'iter amministrativo. Criscuolo ha ricordato che il Comune ha già trasmesso alla FIGC, lo scorso 30 luglio, la determinazione dirigenziale di chiusura della conferenza dei servizi decisoria, conclusasi il 16 luglio, unitamente a tutti gli elaborati progettuali.

Sul piano giuridico e patrimoniale, Criscuolo ha spiegato che la delibera applica la legge speciale sugli stadi, proponendo al Consiglio la costituzione di un diritto di superficie della durata di 90 anni, a fronte di un massimo legale di 99 anni, individuato dal Piano Economico Finanziario (PEF) come periodo necessario per l'ammortamento dell'investimento privato. L'operazione stabilisce un periodo di gratuità del canone (free rent) per i primi 50 anni, il cui valore economico indiretto è stato stimato dalla perizia indipendente di Rina Prime Valuation in 13 milioni di euro, su un valore complessivo del diritto di superficie novantennale pari a 17 milioni. Dal 51° al 90° anno subentrerà invece un canone oneroso attualizzato a partire da 1,291 milioni di euro all'anno. Alla scadenza dei 90 anni, il bene rientrerà nella piena e inclusiva proprietà dell'ente locale. Criscuolo ha inoltre evidenziato che, pur in presenza di un investimento privato da 108 milioni di euro con contributo pubblico inferiore al 50%, l'amministrazione ha scelto di indire una gara pubblica per garantire la massima concorrenzialità. Quanto al cronoprogramma impostato dalla UEFA, l'aggiudicazione della gara e la consegna dei lavori dovranno avvenire entro il 31 marzo per assicurare la fine del cantiere a marzo 2031; per questo la gara verrà indetta a fine novembre concedendo 60 giorni per le offerte ossia il doppio del minimo di legge con l'obiettivo di aggiudicare a primi di marzo. Infine, Criscuolo ha riferito sul parere contabile favorevole formulato dagli uffici con il supporto degli advisor legali e finanziari (Deloitte), un parere corredato da raccomandazioni volte a verificare che la stesura definitiva degli atti mantenga i rischi operativi in capo al concessionario ed escluda passività potenziali o indennizzi a carico del bilancio comunale.

Nel corso del suo intervento, la Sindaca ha rivendicato la scelta dell'amministrazione di mantenere lo stadio come bene di proprietà pubblica attraverso la concessione del diritto di superficie, contrastando l'ipotesi di una vendita diretta ai privati. 

“Lo stadio - ha esordito Salis - resterà un bene pubblico. Questa credo che sia una nota che dobbiamo sempre riportare alla memoria, perché tutte le discussioni sulla condivisione, su cosa ci sarà dentro lo Stadio, su come verranno amministrati gli spazi fuori che noi vogliamo fare, sono legittime, porteremo avanti con la massima serietà. Vendendolo, anzi regalandolo ai privati, non ci sarebbero stati. Quindi ricordiamo questo punto che è fondamentale, perché nessuno avrebbe poi potuto mettere bocca su quello che sarebbe successo nello Stadio, Villa Piantelli, tutte le aree pertinenziali, perché non sarebbero più state nostre e non avremmo avuto più nessuna voce. mantenere pubblico Ferraris, significa anche assumersi la responsabilità di rigenerarlo e di avere una tutela verso la città, verso il quartiere, verso ovviamente i tifosi e verso tutte le associazioni che operano meritoriamente all'interno di Villa Piantelli. Attrarre capitali privati, comunque fissando delle regole, questa è l'operazione che stiamo facendo e credo che il diritto di superficie che discutiamo oggi sia lo strumento principale col quale lo possiamo fare. La proposta prevede una durata massima di 90 anni riguardo allo Stadio, Villa Piantelli, le aree pertinenziali e si inserisce un percorso che ha visto la dichiarazione dell'interesse pubblico, che ha visto una conferenza dei servizi decisoria conclusa, dopo ci sono state, come diceva il nostro segretario generale, delle prescrizioni vincolanti”.

La prima cittadina ha ricordato che Genova Stadium, società costituita da Genoa e Sampdoria è promotrice del progetto che verrà messo a base di gara per cui la pubblica amministrazione vuole garantire il maggior tempo possibile per dare spazio a proposte commemorative: “Il progetto prevede un investimento di circa 108 milioni di Euro, senza un'erogazione finanziaria da parte del Comune”.

Salis ha poi continuato: “Voglio essere chiara, il diritto di superficie, per legge noi potevamo concedere il diritto di superficie per 99 anni, completamente gratuito, invece lo concediamo per 90 anni, per tutta la durata dei 50, dopodiché ci sarà un corrispettivo al Comune di 1,29 milioni l'anno, fino alla scadenza di questi 90 anni”.

Nel corso del suo intervento Salis ha ricordato che la gratuità in Italia ha un valore economico e l’impegno che il Comune di Genova garantisce per chi vuole investire in città è quello di rendere economicamente vantaggiosa l’azione. 

Ricordando le tre serate al Ferraris con il concerto di Olly, a vent’anni dall’ultimo evento live tra le colonne dello stadio di Marassi, la sindaca ha ribadito che “il Comune di Genova avrà almeno 20 giorni l'anno a disposizione allo stadio, questo può essere un'entrata per il Comune, questo credo che sia un asset più importante che il Comune di Genova tiene per sé, perché le serate in uno stadio ristrutturato con quella capienza hanno il loro valore. Ovviamente ci sono una serie di garanzie che metteremo a punto all'intervento, perché il diritto superficie non gli dà la possibilità di fare quello che vuole”.

“Il complesso - ha ancora ribadito -, nel caso che queste garanzie non verranno rispettate, ritornerà nella piena disponibilità comunale con tutte le migliorie di lavori che sono stati fatti fino a quel momento, che saranno le nostre proprietà. Dietro queste delibere, dietro di ogni fatto amministrativo ci sono le persone. Non è vero che non abbiamo incontrato le squadre, quindi ci sono persone informate male, l'abbiamo incontrata il 25 giugno con i nostri tecnici, grazie a Vittoria Canessa, l'abbiamo incontrato nella mattinata i rappresentanti della Sampdoria e anche nel pomeriggio con il Genova”.

Su Villa Piantella, Salis ha spiegato: “Qui non stiamo discutendo una delibera patrimoniale, ma siamo disposti a fare una commissione, l'assessore Patrone ha dato la sua piena disponibilità, fare una commissione ad hoc per l'attività di Villa Piantelli. E credo che questo sia anche la tutela del lavoro, appunto, che lo diceva Vittoria in parte negli ultimi anni”.

L'operazione non contempla finanziamenti diretti a carico delle casse comunali e si baserà su una procedura di gara ad evidenza pubblica con 60 giorni per la presentazione delle offerte, puntando all'aggiudicazione e all'avvio dei cantieri entro il 31 marzo per rispettare le tempistiche indicate dalla UEFA. Sul piano economico, la delibera fissa un periodo iniziale di gratuità del canone per i primi 50 anni, il cui valore indiretto è stato stimato in circa 13 milioni di euro da una perizia della società Rina Prime Valuation, seguito da un canone oneroso a partire da 1,291 milioni di euro all'anno dal 51° al 90° anno. 

L'Assessore Patrone ha precisato che il diritto di superficie è finalizzato a un progetto di interesse pubblico in logica partenariale con traslazione dei rischi al privato, assicurando che le ipoteche bancarie saranno ammesse solo sul diritto di superficie e si estinguano in caso di risoluzione anticipata, consentendo al Comune di rientrare in possesso dell'immobile senza gravami. 

“C'è stata la chiusura della conferenza dei servizi con una determina dirigenziale che ha dato alcune prescrizioni e che ha valutato l'interesse pubblico dell'operazione con quelle prescrizioni. Una delibera di giunta che è il frutto di questo lavoro e anche del coinvolgimento dell’aula”. ” ha ricordato Patrone. L’assessore ha poi proseguito: “Il diritto di superficie sullo stadio, sull'area pertinenziale, su Villa Piantelli non ha la logica di vendere e monetizzare. Questo può essere uno dei criteri con cui uno va a porre un diritto di superficie. In questi anni la giunta che ha preceduto quella attuale più volte ha costruito operazioni in cui il diritto di superficie era uno strumento in una logica di monetizzazione. Qui il diritto di superficie è funzionale a realizzare un progetto di interesse pubblico in una logica di partenariato dove il privato assume su di sé la maggior parte dei rischi e dei costi dell'operazione per rigenerare un bene pubblico. Questo ci teniamo a sottolinearlo”

Dall'altro lato dell'aula, i gruppi di opposizione hanno espresso un giudizio fortemente critico sia sul metodo che sui contenuti del provvedimento. Il commissario Pietro Piciocchi ha contestato la tesi della proprietà pubblica, sostenendo che la concessione del diritto di superficie per 90 anni costituisce a tutti gli effetti una vendita temporanea ai sensi dell'articolo 952 del Codice Civile, come dimostrato dall'inclusione del bene nel piano delle alienazioni. Piciocchi ha inoltre attaccato la disciplina delle garanzie ipotecarie, sostenendo che l'amministrazione rischierebbe di accollarsi l'inadempimento del concessionario dando in garanzia alle banche i denari dovuti in caso di risoluzione, e ha criticato i 50 anni di gratuità del canone a fronte di un piano economico finanziario che stimerebbe il rientro dall'investimento in soli 10 anni. Critiche sulle garanzie bancarie e sul rispetto della concorrenza sono state sollevate anche dalla commissaria Bianchi, la quale ha denunciato l'assenza di garanzie vincolanti nella convenzione per Villa Piantelli e per i parcheggi del quartiere, oltre a contestare la prevista riduzione di 1.600 posti popolari nell’impianto.

Al centro del dibattito ci sono anche le ricadute sulle attività commerciali di zona con la richiesta di chiarimenti sul tipo di licenze che saranno concesse.

Isabella Rizzitano