Il Consiglio Comunale di Genova ha approvato, al termine di una seduta fiume durata oltre dieci ore e conclusasi a tarda notte, il nuovo regolamento e le tariffe TARI per l’anno 2026. L'atto è passato con 22 voti favorevoli della maggioranza e 12 contrari dell’opposizione, dopo un dibattito serratissimo che ha visto la discussione di decine di ordini del giorno ed emendamenti. Grazie a uno stanziamento straordinario di 2,3 milioni di euro di risorse comunali, derivanti in parte dall’imposta di soggiorno, l’amministrazione è riuscita a contenere l’aumento medio della tassa al 5,7%, riducendo sensibilmente il rincaro del 6,7% inizialmente validato dall’Agenzia regionale ARLIR.
Le novità principali riguardano la flessibilità dei pagamenti e le agevolazioni sociali. Per le utenze non domestiche, le rate di acconto passano da quattro a cinque, con scadenze fissate tra il 15 aprile e il 15 agosto, mentre per il saldo finale è stato approvato uno slittamento dei termini: per le utenze domestiche si passa dal 2 al 16 dicembre mentre per quelle non domestiche la scadenza slitta dal 15 al 31 dicembre. Sul fronte del sostegno alle famiglie, il Bonus TARI garantirà l’abbattimento diretto del 25% della tariffa per circa 25.000 nuclei familiari con ISEE inferiore a 9.796 euro, soglia che sale a 20.000 euro per le famiglie con quattro o più figli a carico. Per le situazioni di grave disagio economico seguite dai servizi sociali, con ISEE sotto i 15.000 euro, il Comune si farà carico della riduzione parziale o integrale della tassa.
Il dibattito politico è stato caratterizzato da accuse incrociate tra i banchi di Palazzo Tursi. La capogruppo del Partito Democratico, Martina Caputo, ha difeso il voto favorevole parlando di una necessità dettata dal passato: "Nessuno è contento di dover aumentare la TARI. Ma abbiamo il dovere di dire la verità ai genovesi: questa situazione nasce da anni di scelte mancate. Chi oggi siede all’opposizione ha governato per otto anni Comune e Regione, avendo tutti gli strumenti per realizzare gli impianti necessari e per garantire ad AMIU le aree logistiche indispensabili. Non lo ha fatto. Noi scegliamo la responsabilità: contenere l’aumento e rafforzare il sostegno alle famiglie più fragili". Di parere opposto Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha duramente attaccato la Giunta Salis definendo l'aumento un tradimento: "Come Fratelli d’Italia ci siamo opposti fermamente a questo ennesimo aumento di tasse. Questa Amministrazione, anziché tutelare i genovesi, volta loro le spalle; i cittadini subiscono oltre al danno la beffa, pagano di più per avere una città sempre più sporca e degradata".
Durante la seduta, l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu ha spiegato tecnicamente perché alcune richieste dell’opposizione siano state respinte, come quella sulla tariffazione puntuale, definita impossibile da applicare senza le necessarie fasi di sperimentazione. Sulla trasparenza, l'assessora ha ribadito che "il PEF è un documento pubblico, viene discusso in consiglio comunale. I contratti di servizio con AMIU sono condivisi e si trovano sul web; l'azienda pubblica ogni anno un bilancio di sostenibilità ed è tenuta a seguire performance basate su parametri definiti da Arera". Il vicesindaco Alessandro Terrile ha invece chiarito il diniego all'aumento delle rate a sei per le imprese, spiegando che "sei rate non sono possibili per motivi di contabilità legata al lavoro degli uffici, che non riuscirebbero a verificare il pagamento degli acconti e ad emettere il bollettino di saldo".
Uno dei momenti di massima tensione ha riguardato la discarica di Scarpino e i dati sulla stabilità idrogeologica. L’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante ha riferito in aula i risultati di uno studio condotto dall’Università di Firenze su incarico del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile: "In quest'aula sono state dette cose di una gravità estrema. La sindaca è andata a Roma, ha incontrato il capo dipartimento Fabio Ciciliano. Ci hanno informato che ci sono dei movimenti evidenti a Scarpino e ci hanno invitato ad aggiornare il piano della protezione civile comunale. Questi dati, con tanto di spostamenti che a Scarpino addirittura parlano di centimetri all'anno con evidenze di spostamenti, sono stati fatti da rilievi satellitari che per la prima volta si sono concentrati per un mese e mezzo su tutto il tessuto urbano". Ferrante ha poi aggiunto con fermezza: "La sindaca tutte le cose che ha dichiarato relative a Scarpino le ha dichiarate perché il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile ci ha fornito queste informazioni alla Regione e al Comune di fronte a tutti i dirigenti comunali e regionali competenti".
Il nuovo regolamento affronta anche questioni specifiche come le locazioni turistiche, per le quali scatta l'obbligo di comunicare i posti letto; in mancanza di tale dato, si presumeranno sei occupanti ai fini del calcolo del tributo. È stata inoltre risolta la questione delle strade private a uso pubblico, riconoscendo agevolazioni a chi non ha cassonetti a distanza adeguata, e sono state inserite premialità per chi conferisce beni ai Centri del Riuso.











