L'ultimo consiglio comunale di Sanremo, nel corso del quale si sono approvati gli equilibri di bilancio, è stato anche occasione per un ampio dibattito tra maggioranza e opposizione, con al centro la questione della programmazione: secondo quanto affermato dall'opposizione infatti questa non sarebbe presente nel modo di agire della maggioranza, mancando un piano condiviso ampio e completo.
Momento chiave della questione, oltre alla pratica sugli equilibri, è stato la discussione di un ordine del giorno presentato dai consiglieri Marco Damiano e Monica Rodà, con cui si chiedeva all'amministrazione di predisporre un piano organico di manutenzione urbana, basato su programmazione, cronoprogrammi e monitoraggio costante degli interventi, oltre a un maggiore coinvolgimento del Consiglio comunale nella definizione delle priorità.
La maggioranza ha però respinto l'impostazione del documento. La consigliera Alessandra Pavone ha sostenuto che il problema non fosse la necessità degli interventi, condivisa da tutti, ma l'idea che manchi una pianificazione: «Qui non si sta discutendo se a Sanremo servano interventi, su questo siamo d'accordo. Ma se l'amministrazione ha una programmazione o meno. Personalmente credo che la realizzazione di un cronoprogramma è appannaggio dell'esecutivo, cosa che noi non possiamo richiedere. Poi la questione di analizzare le pratiche sono delle commissioni. Questo piano organico in realtà esiste già: fingere che non esiste sembra un atto di propaganda. Tra gli interventi abbiamo Sanremo Verde, interventi su via Grande Torino e Pian di Poma e molti altri. C'è una programmazione strutturata che ha visto diversi interventi già fatti a livello di strutture del territorio, in particolare con il quadro asfalti che ci permetterà di risparmiare del tempo negli interventi necessari in tal senso. E molti altri interventi di manutenzione sono già stati fatti. Rappresentare un'amministrazione senza pianificazione non lo riteniamo corretto».
Sulla stessa linea è intervenuta anche Desiree Negri: «Mi unisco alle parole della collega, sottolineando i lavori fatti quest'anno e in programma per il prossimo sul verde, con oltre un milione messo a disposizione, per un elemento fondamentale per la vivibilità di una città».
La replica dell'opposizione è stata affidata innanzitutto a Massimo Rossano, che ha contestato la fotografia della città fornita dalla maggioranza: «Devo dire che sentendo gli interventi dalla collega Rodà e poi dalle colleghe di maggioranza, si vive in due città diverse. Da un lato si dice che la città funziona benissimo, ma l'impressione che diverse persone hanno è diversa. Tante cose vengono dette ma non si vedono, allora c'è un problema di comunicazione. La città soffre, cosa che personalmente mi è stata confermata da un gestore di un hotel del territorio, costretto ad abbassare i prezzi per collocare le stanze. Ho ascoltato gli interventi delle colleghe, ma la realtà è un'altra. Quando due anni fa chiedevo un piano per la programmazione dei marciapiedi, facevo una riflessione ad ampio raggio: nel 2026 la situazione non è cambiata. Io approvo pienamente l'ordine del giorno della collega Rodà».
Molto critica anche Elisa Balestra: «Noto che la moda dell'assessore Donzella ha preso piede nella maggioranza: si è perso il senso di questo ordine del giorno. Si chiedeva che venisse ribadita l'esistenza di una programmazione, figlia di un mancato coinvolgimento della minoranza. Ogni volta abbiamo avuto bisogno di interpellare perché siamo all'oscuro della programmazione. Mi sorprende che il tutto sia sviato tramite un elenco che non è stato richiesto. Non si voleva sapere cosa è stato fatto, ma di essere più coinvolta nella programmazione, relazionando in commissione. Se la minoranza sente questa necessità è perché non siamo tenuti inconsiderazione e informati».
Sulla stessa linea Patrizia Badino: «Mi riallaccio a quanto detto dalla collega Balestra. È stato chiesto un qualcosa di collaborativo, ma ogni volta parte o un'autocelebrazione dell'assessore Donzella o una sua difesa. Avrei poi voluto sentire un intervento del collega di maggioranza Luca Marvaldi che, esperto del settore, è probabilmente il più indicato nell'intervenire».
Per la maggioranza è intervenuto Giuseppe Faraldi, invitando a valutare il documento con maggiore pragmatismo: «Forse sarebbe il caso di soffermarsi sul buon senso. Servono interventi? Sì. Sono state fatte già delle cose? Sì. Forse non lo si ricorda, ma 4-5 anni fa abbiamo passato un momento drammatico ed eravamo in difficoltà. Ci sono uffici competenti che si occupano di questo. Io stesso continuo a insistere che si deve investire con l'arredo urbano, ma non vedo l'ordine del giorno come costruttivo, ma anzi come aggressivo. Si andrebbero a rallentare le cose chiedendo un controllo mensile da parte della commissione. Non nego ci siano delle criticità, ma un ordine del giorno di questo tipo non possiamo condividerlo».
In chiusura Marco Damiano ha ribadito che l'obiettivo dell'opposizione non era contestare quanto realizzato dall'amministrazione, ma chiedere maggiore trasparenza e condivisione: «Questa risposta è da palla in tribuna. Nessuno dice non sia stato fatto nulla. Sono due anni che chiediamo di sapere la programmazione, quando si fa un ordine del giorno su un argomento esce poco dopo la programmazione su quello che chiediamo. Noi punzecchiamo, perché è il nostro ruolo. Su via Padre Semeria non si sa ancora se e come riprenderanno i lavori. Le commissioni vengono fatte a immediato ridosso del consiglio comunale. Noi chiediamo delle riunioni per sapere cosa si vuole fare. Io non vedo programmazione, vedo piuttosto reattività nel rispondere alle nostre rimostranze. Quello che chiediamo è quello di sapere cosa si vuole fare di Sanremo, perché dagli interventi della maggioranza traspare una visione parziale. La città non è al corrente di cosa si fa».
Nel corso della discussione il presidente del Consiglio comunale Alessandro Il Grande ha ricordato come le commissioni possano rappresentare, quando convocate, un momento di confronto sulle questioni di interesse cittadino.
Al termine del dibattito l'aula ha respinto l'ordine del giorno presentato dai consiglieri Damiano e Rodà, sancendo così la contrarietà della maggioranza alla proposta avanzata dall'opposizione, ma non spegnendo il dibattito avviato, che a due anni dall'insediamento dell'amministrazione Mager ha fatto ardere l'ultima assise.











