Il rendiconto di bilancio del Comune di Sanremo è stato approvato con 17 voti favorevoli e cinque contrari, quelli dell'opposizione, ma la discussione in consiglio comunale è andata ben oltre gli aspetti tecnici della pratica. Il dibattito si è infatti trasformato in un lungo confronto politico sulla gestione amministrativa della città, con le minoranze che hanno contestato la scelta della maggioranza di rinviare a settembre la discussione sull'utilizzo dell'avanzo di amministrazione.
Dopo l'illustrazione dell'assessore al Bilancio Lucia Artusi, il primo intervento è stato quello del consigliere Massimo Rossano, che ha chiesto un coinvolgimento diretto del sindaco: «La legge dice che entro il 31 luglio deve essere fatta una verifica dello stato delle cose. Indubbiamente è stato dato un quadro veloce e sfido tutti i consiglieri a soffermarsi su questa pratica importante. Ci mancherebbe che manchino gli equilibri, anche perché se non ci fossero avremmo un grave problema. Il problema è cosa c'è sotto gli equilibri di bilancio, pensando a quella che è la macchina comunale. Questo in realtà è un falso assestamento, visto che si parla solo degli equilibri. Dico solo che la città comunque soffre, anche se gli assessori possono stare lavorando. Ma mi sarei aspettato qualche parola in più anche dall'assessore al bilancio nel presentare la pratica».
Sulla stessa linea Antonino Consiglio, che ha criticato il rinvio della discussione sull'avanzo: «Io vedo nel fatto che la pratica sia stata spezzata parlando dell'avanzo a settembre. Io non vedo programmazione e mi sorprendo che ci siano colleghi che parlano di una città che funziona benissimo. Basta fare un giro per vedere di cosa Sanremo ha bisogno: apprezzo alcuni degli interventi che sono stati fatti, ma è troppo poco, anche rispetto a quello che era stato detto in campagna elettorale. A oggi Sanremo non ha una piazza, neanche piazza Colombo ormai ha un aspetto idoneo. Non possiamo dire che le cose vanno bene: nel centro storico costantemente ci sono situazioni di degrado. Non vedo questo benessere decantato e ogni volta che portiamo un'interpellanza questa viene ignorata. Siamo una delle città più importanti d'Italia e abbiamo migliaia di problematiche. Non si può dipingere una città per quello che non è. Sanremo è un cantiere infinito e sinceramente pensare di aprire anche quello del Porto mi fa pensare».
Marco Damiano ha invece posto l'accento sul metodo di lavoro del consiglio comunale e sulla necessità di un maggiore confronto: «Mentre si parlava ho pensato che la maggioranza ha una forza difficile da avere, cioè quella di non rispondere all'opposizione quando interviene, che però va a depauperare l'assise. Qui arriveranno delle pratiche importanti e non si può limitare il tutto al parere tecnico favorevole. Dobbiamo confrontarci, anche con i tecnici, e le commissioni servono anche a questo. Dobbiamo programmare di più e l'Aurelia Bis ad esempio è un esempio pratico di non aver programmato: ne sentiamo parlare da mezzo secolo e si programma che debba attraversare un certo punto; vengono spese decine di milioni per degli espropri e poi si aprono moltissime discussioni su altri interventi. Sono stati fatti gli espropri, che sono stati pagati e ora se ne devono andare a fare di nuovi? Dobbiamo avere la minore devastazione possibile e spendere il meno possibile. Ma se continuiamo a discutere di ogni cosa, non si arriva. Ritorno al discorso di prima: bisogna comunicare, serve programmazione e serve che questa sia resa nota ai cittadini; manca anche il confronto tra di noi, non dobbiamo essere due poli opposti, tutti noi vogliamo andare verso il bene di Sanremo ma confrontiamoci, ascoltate le nostre idee. Non dobbiamo urlarci contro, ma trovare la soluzione migliore».
A rispondere per la maggioranza è stato il presidente della seconda commissione, Luca Marvaldi, che ha difeso il lavoro dell'amministrazione, aprendo però alla possibilità di un maggiore coinvolgimento delle opposizioni: «Ricordo la campagna elettorale di due anni fa. Siamo arrivati alle elezioni con circa 400 candidati e oggi a comporre l'amministrazione sono i presenti. Una volta eletti tutti noi siamo diventati responsabili di tutti i cittadini, a prescindere dal voto espresso. Effettivamente chi vince deve amministrare e dico che ci sono dei progetti che cambiano la città e la vita dei cittadini. Ritengo giusto che ci sia un confronto prima che questi confronti avvengano e penso sia utile avere un progetto collettivo, perché dobbiamo programmare la città; farlo permette anche di non porre problemi. Spero si possa arrivare a fare commissioni con argomenti allargati, discutendo anche di ciò che la minoranza ritiene necessario. Collaboro con diversi assessori e posso dire che c'è una grande programmazione nei vari settori, considerando poi anche di mettere maggiori fondi sull'arredo urbano. Attendo la prima pratica in commissione così da poter anche inserire un punto aggiuntivo in discussione».
È poi intervenuto Alessandro Marenco, spiegando le motivazioni che hanno portato a rinviare la discussione sull'avanzo: «Noi abbiamo un dato positivo, quello che negli ultimi quattro anni abbiamo il bilancio in costante segno positivo. La scelta di non fare un consiglio unico è legato anche al fatto dell'interpellanza legata a corso Garibaldi, perché dovrà in caso essere inserita a bilancio, in modo da poter anche fare un confronto con i commercianti. Se lo avessimo inserito subito si parlerebbe sicuramente di una decisione presa senza confronto. Si tratta di un intervento potenziale che se avessimo voluto mettere subito avrebbe portato a parlare di mancanza di confronto. Abbiamo fatto una scelta, quella di aspettare così da avere più tempo particolarmente per questioni importanti come quella di corso Garibaldi. Ma la pratica degli equilibri è una questione giuridica, che deve essere portata entro una scadenza».
Rossano ha accolto con favore l'apertura manifestata dalla maggioranza, pur chiedendo che alle parole seguano i fatti: «Personalmente mi aggrada quello che hanno detto i colleghi di maggioranza, a patto che poi ovviamente ci sia anche un riscontro nel pratico. Evidenzio poi come il consigliere Marvaldi chieda che vengano inseriti degli elementi nei capitoli di spesa e questa cosa si lega anche un po' alla richiesta fatta di una pianificazione condivisa, ma purtroppo il tempo è limitato, visto che entro fine dicembre il tutto deve essere vidimato. Attendiamo quello che verrà messo in atto».
Per Monica Rodà il rinvio stesso dimostra la mancanza di una programmazione condivisa «La programmazione è quella che manca perché altrimenti non si dovesse spostare la decisione a settembre. Sappiamo quali sono gli interventi di cui ha bisogno Sanremo, che purtroppo è una città caotica. Sinceramente fatico a capire come mai noi proponiamo delle cose e poi non arriva risposta né discussione. Da parte nostra a volte noi neanche sappiamo se voi della maggioranza avete delle idee».
Nel finale è tornato a intervenire Antonino Consiglio: «Il fatto che si dica che l'interpellanza presentata da noi ha fatto sì che si spostasse la discussione sull'avanzo allora tutti andiamo in maggioranza. Ribadisco che l'opposizione deve essere ascoltata. Quando presentiamo interpellanze non lo facciamo per polemizzare, ma perché vogliamo migliorare la città. Mi auguro che per i prossimi tre anni ci si riunisca per portare avanti i progetti che servono alla città».
Ha chiuso il dibattito Elisa Balestra, che ha apprezzato l'intervento di Marvaldi ma ha espresso dubbi sulla compattezza della maggioranza «Ho sinceramente apprezzato molto di quanto detto dal collega Marvaldi, che ha fatto un accenno importante: una delle cose più importanti nel dialogo politico è l'atteggiamento anche nei nostri confronti. Alcuni sono propositivi e costruttivi, altri meno. Mi viene da pensare però che la pratica sia stata spezzata perché tra di voi non siete d'accordo sulle cose e questo non è per niente positivo. Così come mi sembra una scusa quella del consigliere Marenco, secondo me mancava la linea compatta su come spendere i soldi».
Al termine della discussione il consiglio comunale ha approvato la pratica sugli equilibri di bilancio con 17 voti favorevoli e cinque contrari, rinviando invece alla seduta di settembre il confronto sull'utilizzo dell'avanzo di amministrazione, tema che si preannuncia già come uno dei principali terreni di scontro politico alla ripresa dei lavori dell'assemblea.











