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Politica | 30 giugno 2026, 17:34

Asti: il futuro di 110 famiglie "appeso" alla volontà di Iren

Sindacati e consiglieri di opposizione uniti contro il committente che ha disertato il tavolo di crisi convocato in Municipio

Asti: il futuro di 110 famiglie "appeso" alla volontà di Iren

Si è svolto presso il Comune di Asti il tavolo istituzionale finalizzato a discutere il futuro dell'appalto dei servizi di assistenza alla clientela, gestito dal raggruppamento temporaneo di imprese composto da Mediacom e Tecnocall. L'incontro ha visto la partecipazione delle organizzazioni sindacali unitamente alle rappresentanze sindacali unitarie, delle aziende coinvolte e dei rappresentanti della Regione Piemonte. Ha fatto tuttavia discutere l'assenza di Iren, la società committente e partecipata dal Comune di Asti, che era stata regolarmente convocata al vertice.

L'assenza del committente ha suscitato l'immediata reazione delle parti sociali e della minoranza consiliare. Le segreterie territoriali del Slc Cgil, della Fistel Cisl e della Uilfpc Uil Piemonte hanno espresso forte disappunto, evidenziando come le problematiche dei lavoratori vedano una diretta responsabilità di Iren, da cui ci si attendeva una maggiore disponibilità al confronto. Sulla stessa linea si sono espressi i consiglieri comunali di opposizione Mario Malandrone (Ambiente Asti) e Michele Miravalle (Partito Democratico), che avevano già sollevato il caso tramite specifiche interpellanze consiliari. "L'assenza di Iren rappresenta un elemento grave e preoccupante", hanno evidenziato i rappresentanti della minoranza, aggiungendo che "le difficoltà che stanno vivendo le lavoratrici e i lavoratori coinvolti non possono essere affrontate senza il confronto diretto con il soggetto che affida il servizio".

L'impatto sui salari e il nodo dei finanziamenti

La situazione occupazionale rimane estremamente delicata e riguarda la stabilità economica di 110 lavoratori e delle loro famiglie. Attualmente, l'utilizzo degli ammortizzatori sociali sta incidendo in modo significativo sui salari: le aziende hanno dichiarato riduzioni medie delle retribuzioni intorno al 15-16%, con picchi che raggiungono il 40% del reddito per il personale con contratti a tempo parziale.

A gravare ulteriormente sulla vertenza vi sono i ritardi nell'approvazione delle pratiche da parte dell'Inps relative al Fondo bilaterale delle Telecomunicazioni. Questa situazione costringe le imprese ad anticipare le risorse senza certezze sui tempi di rimborso, mentre i dipendenti attendono lo sblocco di somme fondamentali per il proprio sostentamento. Su questo aspetto, le istituzioni presenti si sono impegnate a interpellare direttamente l'istituto previdenziale per accelerare l'iter.

Le richieste del committente e i prossimi passi istituzionali

Sul fronte aziendale, la posizione del committente è emersa attraverso quanto riferito dall'amministrazione comunale, la quale ha reso noto di aver incontrato Iren in una sede separata. In tale circostanza, la società partecipata ha delineato i requisiti ritenuti necessari per superare le criticità strutturali che stanno colpendo i servizi di assistenza alla clientela nel settore energetico. Tra i punti chiave indicati dall'azienda emergono la necessità di una forte proattività dei partner, il miglioramento delle prestazioni complessive e una maggiore flessibilità del personale. Secondo la visione del committente, la disponibilità a sviluppare nuove competenze e l'adattabilità dei lavoratori saranno elementi cruciali per governare l'imminente svolta tecnologica legata all'intelligenza artificiale, destinata a cambiare i canali di contatto con l'utenza.

I tempi per trovare una soluzione condivisa restano comunque molto stretti: l'attuale ammortizzatore sociale terminerà a ottobre e la gara d'appalto scadrà a luglio del prossimo anno. Nel corso del tavolo, la Regione Piemonte si è impegnata a finanziare percorsi di formazione e riqualificazione professionale per supportare il personale. Al contempo, il Comune di Asti si è assunto l'impegno di riconvocare a breve scadenza un nuovo incontro istituzionale che includa la partecipazione diretta di Iren, al fine di fare chiarezza anche sui futuri volumi di lavoro, sulle clausole sociali e sulle ipotesi di internalizzazione delle attività.

Redazione